Cento – (di Mariarita Atti) Tutto esaurito per Stefano Bicocchi, in arte Vito, ospite presso la Pandurera il 21 marzo, in cartellone con lo spettacolo “Croce e Martello”. La rappresentazione centese ha subito però una variazione in quanto è venuto a mancare, nella medesima giornata, il padre di Andrea Cosentino, il secondo attore che avrebbe dovuto recitare al fianco di Vito. Con grande volontà e rispetto per il pubblico, Vito ha deciso di portare comunque in scena lo spettacolo, integrandolo con un repertorio personale che si è rivelato divertentissimo ed estremamente reale. Davanti ad un sipario raffigurante vecchi manifesti di propaganda elettorale, lo spettacolo ha osservato il passato, però senza malinconia; un passato dove c’era una situazione politica molto chiara, una destra ed una sinistra, una democrazia cristiana ed un partito comunista e dove esistevano due fazioni che si combattevano, però per un fine comune, il bene del paese. In amore invece, a dispetto delle ideologie, poteva capitare che gli ormoni facessero incontrare rappresentanti dei due partiti e, da quelle unioni spesso nascessero bambini: questi, nella totale confusione dei riferimenti, vivevano metà delle loro giornate in parrocchia e metà nella casa del popolo, erano i chierichetti comunisti, o, semplicemente i “ cattocomunisti” . Il monologo di Vito ha affrontato anche altre storie, molte delle quali appartenenti alle sue radici: dal bar come agorà e centro dove si apprendeva il senso della vita, ai primi innamoramenti, dalle vacanze al Lido degli Estensi, alla figura del playboy. Lo spettacolo si è concluso con alcune poesie colorite e schiette del grande Cesare Zavattini. Nel tardo pomeriggio, alle 19,00, Vito ha incontrato pubblico e giornalisti nella hall della Pandurera dove ha risposto ad alcune domande relative allo spettacolo e si è presentato in “versione cuoco”, sua grande passione. L’attore infatti è grande estimatore ed amante della buona tavola, della compagnia e degli amici, cuoco e gestore di una trattoria a San Giovanni in Persiceto insieme alla famiglia. Nell’ occasione ha inoltre presentato il libro “E’ pronto in tavola”, recentemente pubblicato; reclamato dall’ editore che gli ha fatto una “gran corte”, il libro raccoglie le ricette personali di Vito provenienti dal suo esclusivo quaderno, sperimentate in prima persona e condivise con gli amici. Per Vito, che proviene da una famiglia di cuochi, cucinare è un divertimento; terminato il lavoro , molto spesso ama ritrovarsi nella sua grande cucina e “spadellare” per sé e per gli amici. Nel libro è presente una prefazione dell’amico Romano Prodi, con il quale non pare si sia mai conclusa la diatriba sulla presenza o meno della mortadella nel tortellino. Nel locale della famiglia, la Trattoria a San Giovanni in Persiceto, Vito propone una cucina tradizionale, con un occhio di riguardo alle materie prime. Il pubblico presente in Pandurera è stato stregato ( complice anche l’orario) dalle minuziose descrizioni dei tortellini in brodo di cappone, dal ricordo del friggione e della cotoletta alla bolognese, dalla golosità e dai sapori antichi del salame di cioccolato o della zuppa inglese… In tanti hanno acquistato il libro di ricette, corredato, ovviamente, dalla dedica personale dell’autore/attore.







