CENTO (FE) 10/01/26 (COMUNICATO STAMPA) – DAL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DEL LAVORO E COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI FERRARA: L’OPERAZIONE DI CONTROLLO NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI FERRARA HA PORTATO IN LUCE POSIZIONI IRREGOLARI!

– 10 LAVORATORI IMPIEGATI “IN NERO”
– 6 PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE DI
ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE
– 14 DATORI DI LAVORO DEFERITI IN S.L.
– AMMENDE E SANZIONI PER 100.000 EURO
CIRCA.
I Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Ferrara, in vista delle festività
natalizie, hanno intensificato i controlli finalizzati a prevenire e reprimere i fenomeni dello
sfruttamento del lavoro e di quello sommerso, della irregolare occupazione dei lavoratori e
delle inosservanze della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza dei
lavoratori nei luoghi di lavoro. Sono stati svolti servizi ispettivi nell’intera Provincia di
Ferrara, ed in particolare nei Comuni di Ferrara, Argenta, Portomaggiore, Comacchio e
Cento, anche con la collaborazione dei militari delle Compagnie CC di Ferrara,
Comacchio, Copparo, Cento e Portomaggiore, nei settori del commercio, pubblici esercizi,
servizi alla persona, terziario e manufatturiero.
Sono, inoltre, stati effettuati servizi di vigilanza straordinaria nel settore del commercio e
dei pubblici esercizi, quali bar, ristoranti, esercizi di somministrazione di alimenti e
bevande. In particolare sono stati controllati 2 centri estetici e 2 saloni parrucchieri risultati
irregolari in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, per l’assenza di una
formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e
per l’assenza di adozione di provvedimenti in materia di primo soccorso.
Nel settore degli esercizi pubblici con somministrazione di alimenti e bevande (bar,
pizzerie e ristorazione anche da asporto) sono emerse 9 attività irregolari in materia di
rapporti di lavoro e salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In tale ambito le violazioni
maggiormente riscontrate sono riconducibili all’assenza di una formazione sufficiente e
adeguata in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, all’omessa valutazione dei
rischi e all’assenza del relativo documento valutazione rischi, all’assenza dei prescritti
provvedimenti in materia di prevenzione incendi e gestione delle emergenze, all’assenza
di visita medica preventiva, oltre che in materia di infedeli e/o omesse registrazioni delle
ore di lavoro effettivamente prestate nel libro unico del lavoro, la mancata consegna ai
lavoratori della dichiarazione di assunzione e della busta paga, l’applicazione di CCNL di
settore non corretti, nonché il pagamento delle retribuzioni in modalità non tracciabile,
ovvero “in contanti”. Alcune delle violazioni richiamate hanno portato, nello specifico
settore della ristorazione, nei Comuni di Ferrara e Copparo, all’adozione di 5
provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, 2 per gravi violazioni in materia
di salute e sicurezza e lavoro nero e 3 per lavoro nero, avendo riscontrato, nel corso delle
attività ispettive un totale di 10 lavoratori “in nero” con conseguente irrogazione della c.d.
“maxisanzione”.
Nel settore della manifattura tessile è stata controllata 1 attività il cui esito ispettivo ha
portato alla contestazione delle violazioni penali in materia di salute e sicurezza, quali
l’omessa formazione dei lavoratori, la mancanza di conformità ai requisiti di sicurezza dei
luoghi di lavoro e la mancata conformità delle macchine e delle attrezzature ai prescritti
requisiti essenziali di sicurezza.
Parimenti, nel settore del terziario, dei servizi e dei servizi di elaborazione dati è stata
controllata 1 attività nel Comune di Cento il cui esito ispettivo ha portato alla sospensione
dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di
lavoro stante l’assenza totale della prescritta valutazione.
Complessivamente sono stati deferiti in s.l. 14 datori di lavoro, per violazioni in materia di
salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ai sensi del D.lgs. 81/2008.
Complessivamente sono state irrogate sanzioni e ammende per 100.000 euro circa.






