In data 8/08/2013 gli Onorevoli Ferraresi Vittorio, Bernini Paolo, Dall’Osso Matteo, Dell’Orco, Mucci, Sarti e Spadoni, deputati della Camera, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta per avere chiarimenti riguardanti l’istanza di permesso di ricerca denominato “Reno Centese”, che interessa il territorio della bassa modenese, alto ferrarese, pianura bolognese, con una superficie totale di 646.5 kmq. e coinvolge ben 18 comuni.
I quesiti posti, frutto anche delle perplessità e preoccupazioni della cittadinanza residente, che ha subito il sisma del maggio 2012, riguardavano principalmente le fasi dell’iter autorizzativo del Ministero dello Sviluppo Economico al quale era indirizzata la richiesta. In particolare non era chiara quale fosse la situazione dopo che sul sito dell’omonimo Ministero era stato evidenziato un errore formale e altresì dopo che la giunta regionale dell’Emilia Romagna aveva deliberato la ”sospensione di tutte le decisioni in merito ai progetti di ricerca idrocarburi , nelle zone interessate dagli eventi sismici del maggio 2012 e comprese nel cratere, fino a che non sara’ noto l’esito della commissione tecnico-scientifica”.
La risposta giunta dal Sottosegretario di Stato, Simona Vicari, precisa che la ditta Exploenergy ha agito seguendo le normative vigenti e che dopo aver ottenuto (febbraio 2013) il parere favorevole della Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie (C.I.R.M.), ha proceduto a inviare alla Regione competente (E.R.) copia completa dell’istanza in argomento e ha avviato gli studi necessari per la verifica ambientale di esclusione dalla V.I.A.(marzo 2013).
Il Ministero dello Sviluppo Economico spiega inoltre che, dal momento che il 30 maggio 2013 viene approvata la delibera di sospensione dalla regione Emilia Romagna, la societa’ Exploenergy s.r.l. provvede a richiedere (il 18 o il 28 giugno, a seconda che si legga sul sito o dalle dirette parole del Sottosegretario) un rinvio dell’avvio della procedura di verifica ambientale, in attesa dei risultati prodotti dalla Commissione Ichese; quindi il procedimento istruttorio risulta sospeso in attesa sia del pronunciamento di intesa della regione, sia degli esiti della procedura di V.I.A. di esclusiva competenza della stessa regione, che di fatto ha sospeso qualunque espressione di determine in merito alla ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
Nella risposta all’interrogazione degli Onorevoli del Movimento 5 Stelle, il Ministero spiega rigorosamente le tappe dell’iter autorizzativo e riporta testualmente: “L’esito della valutazione ambientale e il rilascio di intesa da parte della Regione Competente hanno valore vincolante per ogni attività del Ministero dello Sviluppo Economico ai fini del successivo conferimento dei titoli minerari che non possono essere rilasciati senza previa positiva intesa dalle competenti autorità regionali“. Quindi si auspica che la Regione Emilia Romagna non accetti alcun intervento in materia di ricerca idrocarburi, in tutte le sedi opportune, tenendo conto dell’oggettiva fragilità del sottosuolo nei territori devastati dagli eventi sismici del 2012 (che continuano a farsi sentire nel tempo) e delle aspettative dei cittadini che si mostrano contrari, anche pubblicamente, allo sfruttamento delle risorse minerarie.
Comunicato stampa gruppo No Triv Cento





