CENTO, 19/09/2013 – C’è qualcosa che non ritorna nella nostra società (solo una? Ti chiederai), e non solo a Cento. Si dice che siamo tutti uguali, che ci vuole rispetto tra etnie diverse, per una convivenza civile con tutti. Non ci devono essere differenze, tutti rispettano le stesse regole e via dicendo. E’ tutto giusto! D’altronde il criminale lo si riconosce da ciò che fa, non dal colore della pelle. Abbiamo tutti due mani, un naso, una bocca. E’ tutto giusto, ancora una volta.
E allora? Ogni tanto salta fuori una stranezza che conferma quel qualcosa che non ritorna. Ieri sera, ad esempio, in Sala Pannini c’è stato un incontro tra “gli utenti stranieri di via De Gasperi” e alcuni tecnici della CMV. La riunione pubblica serviva per spiegare a quelle famiglie il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta che in alcuni lotti del capoluogo entrerà in vigore il 23 settembre 2013. Ieri ne avevamo dato annuncio, forse un po’ troppo tardivo, e avevamo omesso alcune considerazioni.
La domanda è: perché solo “per gli utenti stranieri“? A luglio venne fatta una riunione aperta al lotto Ponte Reno-via Bologna, poi il servizio è stato esteso ad un altro lotto, ed ecco un altro incontro ma solo per gli stranieri di via De Gasperi. E tutti gli altri cittadini? Non solo italiani. La seconda domanda, quindi, è: per tutti gli altri cittadini, italiani e stranieri, non si poteva fare un secondo incontro? Nell’ultima riunione della consulta di Cento e Penzale (non viene presa di mezzo per provocare qualcuno, ma come fonte), è stato portato all’attenzione di tutto l’organismo proprio questo problema: parecchi cittadini sanno poco o niente di questo nuovo sistema di raccolta dei rifiuti.
Per ricreare anche un laboratorio di integrazione fra diverse etnie, quindi, non sarebbe stato meglio fare diverse riunioni aperte a tutti? E’ ovvio che in una società dove ci si accusa a vicenda di essere razzisti o meno, uno attento ci dà particolare attenzione a queste strane differenze. Anche perché la riunione di ieri non aveva un traduttore in sala e quindi il pubblico o capiva l’italiano o non capiva. E’ possibile ribattere spingendo sul fatto che molte volte gli stranieri si chiudono a riccio fra di loro e non si presentano dove sanno esserci italiani, o persone di altra nazionalità. La risposta, però, è molto semplice: siamo tutti uguali e quindi, sia che sono italiano o pakistano, se mi disinteresso di cose fondamentali poi ne pago le conseguenze.
N.B: Questo articolo non vuole essere polemico. Le scelte fatte da comune e CMV avranno dei loro motivi, ma è nostro compito osservare e segnalare tutto ciò che è strano.
La redazione





