CENTO (FE) 09/10/26 ( COMUNICATO STAMPA) – DAL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI FERRARA: A MESOLA ESPULSO DAL TERRITORIO NAZIONALE, SI SPOSA E CAMBIA COGNOME PER RIENTRARE IN ITALIA. 38ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI !

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Nei giorni scorsi i Carabinieri della Stazione di Mesola hanno arrestato un 38enne, residente in zona
ed attualmente detenuto a Ferrara, per la violazione delle disposizioni in materia di divieto di
reingresso sul territorio nazionale a seguito di espulsione.
La complessa vicenda ha origine nel recente passato, quando nei confronti dell'uomo era stato
emesso un provvedimento di espulsione dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna, a seguito del
quale era stato effettivamente rimpatriato nel proprio Paese d'origine con l'obbligo tassativo di non
fare rientro in Italia.
Tuttavia, una volta tornato in patria, l'uomo ha verosimilmente ideato un accurato escamotage per
eludere i controlli di frontiera: ha contratto matrimonio con una connazionale acquisendone il
cognome, ottenendo così nuovi documenti identificativi con i quali, è riuscito a sbarcare
nuovamente sul territorio nazionale attraverso la frontiera aerea di Bologna.
Tutto sembrava filar liscio fino a quando, lo scorso mese di settembre, il 38enne è stato raggiunto
da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Bologna per l'espiazione di
un cumulo di pene di oltre quattro mesi di reclusione, relativo a reati commessi nel 2022. È stato
proprio durante le consuete procedure di identificazione che sono sorti dubbi ai carabinieri di
Mesola circa la reale identità dell'uomo.
I successivi approfondimenti investigativi, condotti con meticolosità dai militari della Stazione di
Mesola, hanno permesso di ricostruire l'intera sequenza degli eventi, svelando la reale identità del
soggetto e cristallizzando la violazione della normativa sull’immigrazione clandestina, facendo così
scattare l'arresto per reingresso illegale.
Nella mattinata odierna il Tribunale di Ferrara ha convalidato l’arresto disponendo solo
formalmente la rimessa in libertà dell'indagato, il quale resta comunque recluso per la precedente
condanna, e ha contestualmente disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di
Bologna, competente territorialmente per il luogo d'ingresso alla frontiera aerea.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l'indagato debba
ritenersi innocente fino al pronunciamento di sentenza di condanna definitiva.






