CENTO 08/03/17 – (DI MARCO RABBONI) La Giornata internazionale delle donne è un’occasione per ricordare le numerose violazione dei diritti umani di cui sono vittime tante donne in tutto il mondo. Quest’anno in particolare l’azione 8 marzo è dedicata alle donne che pagano un prezzo altissimo per la loro attività sociale, politica e di denuncia delle violazioni che avvengono nelle loro comunità, come Bibata Ouedraogo, difensora burkinabè che lavora per la promozione dei diritti delle donne; Su Changlang, cinese accusata di incitamento alla sovversione contro lo stato; Eren Keskin, avvocata turca che difende i diritti umani; Máxima Acuña, contadina peruviana che si batte per difendere il suo territorio dalla costruzione di una miniera; Helen Knott, portavoce delle comunità native canadesi di Peace River Valley che si oppongono alla costruzione di una diga idroelettrica sui loro territori ancestrali. Perché non ci siano altre donne che vengono uccise per aver difeso i diritti umani, chiediamo che il Governo italiano si adoperi per proteggere le difensore dei diritti umani e per promuovere il loro lavoro in Italia e all’estero.





