FERRARA 28/05/20 – ( UFFICIO STAMPA) DAL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI: AVVISO DI GARANZIA PER RAPINA !
Nella mattinata odierna i Carabinieri del Comando Compagnia di Comacchio, nel corso di una operazione, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere ed hanno notificato un avviso di garanzia, a carico di tre persone ritenute responsabili dei reati di
rapina in concorso, si tratta di:
G.G., nato in provincia di Foggia nel 1976, attualmente detenuto agli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre a San Giorgio del Sannio (BN), ove è stata eseguita l’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere (VD FOTO 01);
C.C., nato in provincia di Udine nel 1979, attualmente detenuto per altri reati in carcere ad Ascoli Piceno, ove è stata eseguita l’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere (VD FOTO 02);
S.D., nato in provincia di Foggia nel 1979, che è stato deferito per le medesime ipotesi delittuose in stato di libertà alla competente Procura della Repubblica di Ferrara.
Il 16 gennaio del 2019, intorno alle ore 12.00 veniva perpetrata una rapina a mano armata a Bosco Mesola (FE) presso l’Agenzia della Banca di Credito Cooperativo di Adria (Bancadria) di piazza Vittorio Veneto 123. Gli autori, due individui di sesso maschile e con accento meridionale, entrambi con il volto parzialmente travisato ed uno dei quali armato di taglierino, irrompevano nel predetto istituto di credito e, dopo aver immobilizzato il direttore ed il cassiere con delle fascette di plastica, asportavano il denaro contante dandosi a successiva fuga a bordo di due biciclette con le quali erano arrivati sul luogo della rapina. All’interno della banca i due malviventi, sotto la costante minaccia dell’arma sopra descritta, si facevano aprire la cassaforte facendosi consegnare il denaro contante ivi contenuto pari a 43.000 € oltre a 235 € depositati in un cassetto, immobilizzando, come detto, il personale della banca con fascette in plastica per elettricisti.
Nell’immediatezza dei fatti, oltre alle normali attività tecniche ed investigative eseguite sul luogo dell’avvenuta rapina, le acquisizioni delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della banca nonché di quelle delle private abitazioni adiacenti l’istituto rapinato, consentivano di chiarire la dinamica dell’evento permettendo di individuare in una Ford Kuga di colore nero l’autovettura sospettata come mezzo per la successiva fuga dopo l’abbandono delle biciclette. Inizialmente, a causa della scarsa qualità dei video, non era stato possibile addivenire al numero della targa. Sempre grazie ai video citati, venivano rinvenute le biciclette utilizzate dai rapinatori per allontanarsi dall’istituto di credito rapinato ed abbandonate nelle vicinanze.
Nel contesto delle investigazioni realizzate nell’immediatezza dei fatti i Carabinieri del Nucleo Operativo di Comacchio e del Comando Stazione Carabinieri di Mesola
decidevano di monitorare, grazie alla conoscenza del territorio e dei pregiudicati ivi gravitanti, l’abitazione di un noto pregiudicato di Lido di Volano (G.G.) sotto la quale, una volta giunti, veniva notata alle ore 12:35 circa la presenza appunto di una Ford Kuga di colore nero regolarmente parcheggiata. In tale abitazione il pregiudicato risultava essere sottoposto alla misura alternativa della detenzione domiciliare sino al precedente 6 dicembre 2018. Alcuni elementi (quali il parcheggio della vettura sotto la casa del pregiudicato con il cofano motore ancora caldo) insospettivano i militari che decidevano di monitorare il mezzo in questione. Dopo pochi minuti dall’abitazione usciva un uomo che si poneva alla guida del veicolo in questione. Iniziava quindi un pedinamento del veicolo. I militari decidevano, ad un certo punto, di fermare il mezzo ed il suo conducente con l’ausilio di un equipaggio del Nucleo Radiomobile appositamente allertato, ma questi alla vista dei militari forzava il posto di controllo riuscendo a far perdere le proprie tracce. Veniva quindi effettuata una perquisizione presso la citata abitazione ove si rinvenivano i
capi d’abbigliamento utilizzati dai rapinatori (pantaloni, maglie, berretti e guanti), le armi e le fascette da elettricista utilizzate per compiere la rapina, oltre ad una borsa in plastica flessibile, di colore blu con una prima etichetta “Bancadria – Credito Cooperativo del Delta” ed altra etichetta con scritta “Filiale di Bosco Mesola” asportate dall’istituto di credito durante la rapina. I successivi accertamenti tecnici eseguiti sui reperti posti sotto sequestro e sulla vettura nel frattempo rinvenuta ed attribuita (come utilizzo) ad uno degli arrestati di oggi nonché i raffronti tra gli attuali indagati e le immagini di sicurezza acquisite nella giornata
dell’effettuazione della rapina, permettevano di attribuire inequivocabilmente ai tre attuali indagati l’evento criminale in oggetto.







