
Sviluppo economico del Territorio e finanza locale, la visione della Banca del Territorio … Serata Lions Club di Cento invitato d’onore il Presidente della Cassa di Risparmio di Cento dott. Giuseppe Pallotta a seguire il suo intervento … VIDEO SERVIZIO A CURA DI MARCO RABBONI PER TC100WEBTV
CENTO (FE) 20/02/20 – (Ufficio Relazioni Esterne) Il modello socio-economico centese, fondato sul ruolo guida di un grappolo di imprese di media dimensione e grande dinamismo, territorialmente radicate sia produttivamente che identitariamente, ha consentito al territorio di realizzare dal dopoguerra agli anni ’80 una crescita straordinaria, grazie anche alla presenza di seri luoghi di formazione professionalizzante.
- Tutto ciò è avvenuto in uno scenario di relativa autonomia dell’ambito territoriale costituito da Cento e dai comuni limitrofi (a partire da Sant’Agostino e Pieve) rispetto ai centri maggiori (Bologna, Ferrara e Modena)
- La maggior parte degli insediamenti delle aziende leader sono rimaste, la fascia delle imprese medie ha tutto sommato tenuto. Ciò che veramente è stato pesantemente ridimensionato è il tessuto delle piccole e piccolissime aziende.
- L’evoluzione della configurazione produttiva ha reso meno particolare il profilo del territorio centese (che non aveva mai veramente assunto una fisionomia distrettuale come Carpi, Sassuolo o la stessa Mirandola) rendendolo più simile (e più interconnesso) al resto dell’area di insediamento diffuso di attività industriali e logistiche articolate compresa tra le direttrici Bologna-Ferrara e Bologna-Modena.
- In questo contesto si è aperta per la città di Cento l’opportunità di far crescere il suo ruolo di riferimento territoriale intermedio che avrebbe potuto sopperire all’affievolimento della spinta del comparto industriale dando luogo ad una configurazione più articolata ma potenzialmente altrettanto dinamica. Su questa prospettiva si è abbattuto il terremoto del 2012 che sembra averla congelata.
- Con l’eccezione dell’assenza del collegamento ferroviario, Cento risponde di tutte le caratteristiche che la rendono uno dei centri intermedi ordinatori di un’area demograficamente ed economicamente molto consistente.
- Con 36mila abitanti, Cento è il più grande dei 29 comuni compresi nelle quattro Unioni precedendo San Giovanni in Persiceto e Mirandola. Cento ha inoltre già oggi la più completa dotazione di funzioni urbane intermedie (ospedale, istituti scolastici, centri commerciali, uffici pubblici). Ancora, il sistema produttivo centese rimane uno dei più solidi del territorio e continua a caratterizzarsi per la presenza di imprese particolarmente internazionalizzate e innovative.
- L’attrattività di Cento rimane un fattore rilevante. Una città è attrattiva quando assicura ai suoi residenti e utilizzatori un’offerta complessa di qualità di vita. Cento è una città le cui notevoli potenzialità di attrazione sono state congelate dal terremoto del 2012 e dalle difficoltà che incontra la ricostruzione.
- Cento si trova oggi a un bivio. In parte per cause riferibili alla difficoltà di introdurre elementi di cambiamento in un modello che per tanti anni ha mostrato funzionare molto bene, determinando significativi livelli di benessere sociale.
- Cause esogene sono individuabili nei processi di globalizzazione che, se hanno impattato relativamente sulle grandi aziende locali, hanno indebolito notevolmente il modello locale di proliferazione contoterzista; e nel terremoto del 2012.
- Cause endogene possono essere rappresentate dalla scarsa attitudine a reinventarsi, ad individuare nuove funzioni in grado di aumentare l’afferenza e l’efficienza della città; la difficoltà di creare interscambi o alleanze con altri territori o imprenditori che abbiano obiettivi in comune.
- In uno scenario di medio periodo, Cento non può che scegliere la via della transizione. Una via complessa e stimolante allo stesso tempo. Transizione non vuol dire solo cambiamento, vuol dire percorso verso il cambiamento.
- I presupposti del movimento per la transizione sono molto diversi da quelli della cosiddetta decrescita felice. L’obiettivo è crescere, ma crescere bene.
- Grazie alla diffusione capillare delle sue filiali tra le province di Ferrara, Bologna e Modena, Caricento è profondamente legata al territorio. L’istituto è da sempre promotore dello sviluppo imprenditoriale e del successo economico di una terra in cui creatività ed operosità sono missioni oltre che valori.
- La Cassa è orgogliosa di supportare la crescita di migliaia di imprese, animata dal desiderio di ricercare le soluzioni migliori, lavorando secondo i principi fondanti la sua visione: la trasparenza dell’operato e la totale correttezza delle soluzioni proposte.
- A seguito del terremoto e delle calamità atmosferiche (grandine, siccità, cimici asiatiche) che hanno colpito il nostro territorio negli ultimi anni, la Cassa di Risparmio di Cento si è adoperata per mettere a disposizione soluzioni che aiutassero la ripresa delle attività produttive (cambiale Errani, plafond a tassi agevoloti ecc.)








