CENTO (FE) 24/06/20 (( LA REDAZIONE) IL PRESIDENTE DELLA PARTECIPANZA AGRARIA DI CENTO OLIVIANO TASSINARI RISPONDE ALLE ACCUSE DI FORTI RITARDI NELLE DIVISIONE VENTENNALE E DIVENDE L’OPERATO DELLO STAFF TECNICO COMPOSTO DA GIOVANI CON LO SLOGAN: “IL LAMENTO DEI PURI”!
Il governo della Partecipanza Agraria di Cento, consapevole delle tante cose da fare
per portare avanti la Divisione, ha compiuto un anno in sordina, senza torta né
spumante ma con fuochi e fulmini lanciati da coloro che non hanno mai smesso di
scaldarsi per realizzare il sogno di una vita: di prendere o riprendere posto sulla
agognata sedia. Ma perché non l’hanno meritoriamente mantenuta quando l’avevano
conquistata 5 anni fa e su di essa sembravano saldamente incollati? Non sono stati
abbattuti dall’opposizione né tanto meno da quei partecipanti che si ricordano
dell’Ente solo in occasione di piccoli interessi privati o nell’anno della Divisione
quando tradizionalmente si presentano a “riscuotere l’obolo”. Questi intrepidi
amministratori, da soli si sono interdetti! Come fu per gli antichi Babilonesi, la loro
ambizione comune di toccare il cielo era già minata alla base. Parlavano linguaggi
diversi, avevano aspettative diverse e fino dai primi passi l’impalcato ha prima
mostrato crepe e poi ha fragorosamente ceduto crollando rovinosamente addosso alla
base partecipante.
Non sono certamente rammaricato per la richiesta di discussione di una mozione di
sfiducia nei miei confronti e dell’intera Magistratura; ma talmente sorpreso dalla
motivazione che ho creduto dettata da quella stima e amicizia che in fondo ci lega. La
“composta” di minoranza richiedente sfiducia poteva addurre a mille ragioni per
tentare di raggiungere l’obiettivo, ma la motivazione addotta ovvero che “il
Presidente non ha invigilato sugli uffici” credo sia un atto formale dettato dal ruolo di
“opposizione” più che da convinzione. La Divisione è in grave ritardo perché il
presidente non ha tenuto sotto pressione e magari frustato i dipendenti? Visto che il
pudore manca, “laviamo i panni in piazza” attraverso la lettura degli atti.
Fra i firmatari della mozione compaiono i Consiglieri Borgatti Corrado, Casoni
Bruno, Gallerani Mirco e Tassinari Alessandro. Per chi non lo sapesse, questi 4
signori erano l’ossatura della passata amministrazione, presieduta da Aproniano
Tassinari. Casoni Bruno e Gallerani Mirco ricoprivano addirittura la carica di
magistrati.
In carica dalla metà del 2015, dopo un anno di tatticismi, omettendo la nomina della
Commissione di controllo dell’Incolato, udita “la campana suonata a martello” dal
Segretario Dirigente, hanno assunto solo allora “!” il primo provvedimento per la
Divisione 2019/2039. Era il 27 giugno 2016, giorno in cui la Magistratura con propria
deliberazione, incarica il Segretario della parte tecnica della divisione ventennale
2019. Per motivi che non ci è dato sapere, (saremmo grati se uno dei quattro rampanti
li illustrasse), dopo quel primo vagito la divisione non è nata, la maggioranza
consigliare non ha mai ratificato l’atto della Magistratura, e la divisione è rimasta nel
limbo dei loro pensieri. Tatticismi e surplace sono terminati quando nel gennaio 2018
la Regione Emilia Romagna li ha scollati dalla poltrona e mandati a casa sostituendoli
con un suo commissario. I sopra nominati signori Borgatti Corrado, Casoni Bruno,
Gallerani Mirco e Tassinari Alessandro hanno tenuto in scacco la Partecipanza
ingessando tutti i provvedimenti rendendosi così protagonisti unitamente agli altri
componenti del governo Aproniano Tassinari del primo commissariamento dell’Ente
“!”. Un governo di gente che ha a cuore l’istituto e i suoi associati si sarebbe contato
e tratto le conseguenze. No, questi no. Dopo la mancata “?” approvazione del
bilancio di previsione dell’esercizio 2017, hanno evitato di contarsi non assumendo
alcun provvedimento consigliare, bruciando così 3 anni che avrebbero dovuto essere
propedeutici ed intensamente utilizzati a predisporre la divisione. Nemmeno le
criticità emerse dalla ricerca commissionata a “Nomisma” li ha fatti rinsavire. Le
analisi qui emerse, suonavano come un campanello d’allarme per la Partecipanza;
veniva evidenziata la criticità del sistema e le strade da testare per tentare di
agganciare il sistema paese reale. Con la presentazione e la conclusione della giornata
in passerella, quel documento è stato riposto in un cassetto e dubito fortemente che i
consiglieri committenti lo abbiano mai letto.
Per sottrarmi alle accuse fattemi voglio fare alcune veloci considerazioni sul
personale dell’Ente.
Il Segretario, incaricato dell’esecuzione della parte tecnica della divisione 2019, dalla
maggioranza dei firmatari della mozione, non poteva non godere della massima
fiducia di costoro e non credo dovesse essere invigilato; la contabile di ruolo, credo
che anch’essa goda della stima e della fiducia di tutti gli amministratori e che non
abbia bisogno di essere sorvegliata. In ultima istanza,resta da esaminare il ruolo dei 5
tecnici, 3 ragazze e 2 ragazzi, ai quali “imputare” forse il ritardo della divisione?
Orbene, io credo che ciò sia vergognoso e pretestuoso. Vergognoso perché questi
ragazzi che vogliono minare: Paola, Diana, Anna, Mattia e Edoardo, sono ottimi
tecnici e altrettanto donne e uomini di grande responsabilità che hanno garantito tutto
l’impegno possibile e la massima disponibilità. Durante la pandemia si sono sempre
presentati regolarmente in ufficio garantendo disponibilità di prestazioni orarie oltre
il lecito per poter rendere possibile l’affitto della maggior quantità disponibile di
terreni dell’ente. Nel nominarli ho volutamente omesso i titoli accademici poiché
ritengo l’offesa rivoltagli sia prima di tutto un’offesa rivolta alla loro persona, alla
quale invece va la mia massima stima e riconoscenza! Se i nostri figli – e non ho
motivo di dubitarne – dispongono della stessa qualità e dedizione al lavoro dei
ragazzi innanzi nominati, trova concretezza e riscontro la mia idea che prima
potremmo delegarli a sostituirci in Partecipanza e prima potremmo garantire lo
sviluppo a questo ente. Per questi motivi dico ai firmati della mozione: “chi è causa
del suo mal, pianga se stesso”. L’opzione gradita ed attesa dai 2/3 dei partecipanti, va
avanti senza arrecare il minimo rischio all’integrità patrimoniale dell’ente che è e
resterà uno dei più solidi dell’intera provincia Ferrarese.
Si poteva fare meglio?
Sarebbe bastato avere più tempo disponibile ed avremmo continuato a lavorare per
attuare l’iniziativa di accorpamento già operata con successo nella distribuzione dei
Terreni fuori comune di Cento, in attuazione dei suggerimenti contenuti nella
relazione di “Nomisma”. Nel fine settimana con una conferenza stampa illustreremo
modalità e tempi per giungere a soddisfare l’aspettativa di tutti i partecipanti che
hanno scelto l’alternativa al capo. Concludo informando che nonostante il patto con il
diavolo sottoscritto dalla minoranza consigliare, i terreni dai quali l’ente ricava le
risorse per la gestione amministrativa e per garantire l’opzione in danaro sono, con
l’esclusione di piccole tare, tutti contrattualizzati, garantendo agli agricoltori tutte le
condizioni per attingere alle risorse che la Regione e la Comunità Europea mettono a
loro disposizione.
Ora tutto è possibile.






