CENTO 29/09/17 (LA REDAZIONE) Oramai nella Partecipamza Agraria di Cento non si può parlare di maggioranza o opposizione ma , di Gruppo del Presidente e Gruppo dei Ribelli quest’ultimo capitanato come, sottolineano dal Gruppo del Presidente da Mirco Gallerani, attualmente ancora Magistrato ma che da tempo ha preso le distanze dal Presidente Tassinari Aproniano chiedendone a gran voce la dimissioni per le ragioni che abbiamo già ampiamente illustrato e datovi conto. Il tempo scorre e la possibilità d’ accomodamento delle posizioni s’allontanano sempre più e il destino l’Antico Ente ha preso la via del commissariamento con l’effetto di fare slittare di qualche tempo la divisione ventennale delle terre dell’ente l’atto principale della costituzione della Partecipanza fissata per scadenza al 2019. La decisione di commissariare l’ente spetta all’organo di controlloo regionale dopo aver appurato l’impossibilità da parte dell’ente d’approvare il bilancio. Il comune sentire pensa che che il Presidente senza una sua maggioranza non va da nessuna parte; appurato questo, inutile rimane ancorato alla poltrona per principio: da lui i partecipanti s’aspetterebbero un gesto di qualità. Nel mentre arriva un comunicato stampa al fulmiconotone con accuse gravi verso il Gruppo dei Ribelli ma, comunque, l’intento e di stemperare le tensioni accusando il Gruppoo dei Ribelli di non raccogliere i segnali d’ accomodamneto. Vedremo come va a finre il tempo oramai sta arrivando al Game Over nel frattempo leggiamo la nota stampa che pubblichiamo integralmente e dice : <<All’interno della Partecipanza Agraria di Cento si sta vivendo una situazione di stallo che ad oggi non ha ancora trovato una via d’uscita. Per quanti sforzi abbia fatto il gruppo dei 9 Consiglieri, capitanato dal Presidente Aproniano Tassinari, nel tentativo di cercare un dialogo costruttivo con i restanti 9 Consiglieri purtroppo si è sempre trovato davanti ad un muro insormontabile innalzato dal gruppo di opposizione che oggi si identifica e si fa rappresentare, nella veste di unico portavoce, da Mirco Gallerani. Appare molto strano o quantomeno inspiegabile che questo nuovo accorpamento comprenda anche le liste condotte da Vasco Fortini e Flavio Draghetti, gli stessi che all’epoca delle ultime elezioni (maggio 2015) nel giornale centoxcento (Anno X . nº 103 Maggio 2015) in un articolo a firma dello stesso Mirco Gallerani (direttore del mensile) venivano dallo stesso così descitti:
… … … “ l’incapacità gestionale del duo Draghetti-Fortini”
… … … “ personaggi in questione che non hanno salvaguardato in alcuna maniera gli autentici interessi della Partecipanza”
… … … “ hanno piegato la Partecipanza ad una funzione subordinata a poteri che si muovono esternamente ad essa”
… … … “ personaggi che hanno portato i costi gestionali dell’Ente a livelli mai raggiunti, oltre 700.000 Euro l’anno, ma lo hanno anche coinvolto in operazioni immobiliari alquanto
disinvolte”
… … … “L’operazione di Reno Centese (scuola), concertata dal ruolo di doppio amministratore di
Vasco Fortini, che presiede il Consiglio in Comune a Cento ed è il vice di Draghetti in
Partecipanza, ha portato quest’ultimo ad invischiarsi in una vicenda di diritti di superficie,
gravati da ipoteche per 900mila euro, i cui esiti potrebbero essere a danno dell’Ente.”
… … .”danni di tale condotta non saranno certamente addebitati alla collettività dei capisti ma
saranno posti a carico degli autori”
La contrapposizione tra i due gruppi che oggi si sono venuti a formare creando un pericoloso fermo amministrativo prende il via, dallo stesso Gallerani, dalla menzogna sulla non approvazione del bilancio di previsione 2017 e la diffusione di altre notizie provocatorie e tendenziose. Da allora ogni incontro si è trasformato in un’alzata di scudi senza che fosse mai presentata qualche proposta alternativa su cui aprire il dibattito, un “NO” a priori su tutti i fronti, neppure sulla gestione del periodo preparatorio alla prossima divisione ventennale dei capi del 2019. Senza disponibilità al dialogo, senza un vero senso di responsabilità da parte del gruppo di Mirco Gallerani si può solo ipotizzare un possibile commissariamento, da loro sollecitato, da parte della Regione E.R. ed il probabile ritardo della divisione ventennale dei capi. Non si vorrebbe che non ci fossero più strade alternative da percorrere: con l’impegno e la seria volontà di analizzare atti e fatti è sempre possibile convergere verso obiettivi condivisi ed è questo il nostro ed ancora possibile auspicio.








