CENTO (FE) 12/06/20 – ( UFFICIO STMAPA) CONTROLLO DELLE AREE URBANE DEGRADATE. PASSATA AL SETACCIO DALL’ARMA L’EX FABBRICA “CIMAC” DI VIA DEL CURATO. SORPRESI NEL SONNO A BIVACCARE DUE EXTRACOMUNITARI MAROCCHINI PRIVI DI PERMESSO DI SOGGIORNO. DENUNCIATI ED ESPULSI CON ORDINE DEL QUESTORE.
Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Cento, nell’ambito dei consueti programmati controlli nelle aree urbane degradate, hanno ispezionato i capannoni abbandonati dell’ex fabbrica “Cimac” di via del Curato, ove nella serata del 7 maggio scorso si era verificato un principio di incendio originatosi da alcune sterpaglie. I militari dell’Arma, entrati in azione alle prime ore dell’alba
con un dispositivo di 10 militari e con il supporto di una pattuglia del locale Corpo di Polizia Municipale, sono penetrati nell’ex fabbrica, seguiti dalla società proprietaria che ha nella circostanza effettuato un accurato sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi, sorprendendo nel sonno due nordafricani clandestini, alloggiatisi in una nicchia di fortuna ricavata all’interno di un silos ove sono stati trovati materassi ed effetti personali in precarie condizioni igieniche. I due, rispettivamente 50enne e 37enne marocchini, poiché privi di permesso di soggiorno, sono stati condotti in caserma e sottoposti alle procedure di rito connesse alla loro compiuta identificazione ed infine denunciati entrambi per violazione della normativa in materia di immigrazione (il primo per non aver mai ottemperato a precedente decreto di espulsione, il secondo per essersi introdotto illegalmente nel Territorio nazionale) e, in concorso fra loro, per il reato di invasione di terreni ed edifici. Nei loro confronti è stato quindi emesso dal Questore di Ferrara un decreto di espulsione a lasciare il
Territorio nazionale, notificato agli interessati al termine delle operazioni e che diverrà esecutivo fra 7 giorni. E’ stata infine effettuata una ricognizione congiunta fra polizia municipale e proprietà, cui sono state richieste opere di ripristino dei confini e la chiusura degli accessi ed ogni iniziativa utile, fra cui anche la demolizione di
potenziali rifugi di fortuna per scongiurare in futuro ulteriori bivacchi e/o abusive
occupazioni.







