Il fatto – Si è svolta ieri sera, presso l’aula magna del plesso scolastico di Casumaro, la riunione pubblica dove la giunta, rappresentata dal sindaco Piero Lodi, e l’ingegnere del comune di Cento Carlo Mario Piacquadio, con il tecnico esterno della Polab Alfio Turco, hanno tentato di spiegare ad una sala in parte piena tutto ciò che riguarda le antenne a onde elettromagnetiche, dal lato giuridico, della sicurezza, del funzionamento, della saluta e via dicendo.
La parte tecnica – Una serata che per la gran parte del tempo è sembrata una lezione che l’ing. Turco teneva alla sala. Nozioni che, però, servivano a capire tutto il senso della serata. Turco ha spiegato che è un tecnico di una azienda che si occupa di dare consulenze su questo tema esclusivamente ai comuni. Ha raccontato che il ruolo dei comuni è esclusivamente relegato all’individuazione dei punti in cui mettere le antenne, dato che il diritto a coprire il territorio è garantito alle compagnie telefoniche e qualora ci fosse una richiesta il comune in questione ha quel ruolo. Mentre allo stato tocca stabilire i parametri riguardanti la sicurezza, a differenza delle regioni che stabiliscono i criteri per la localizzazione e successivamente i comuni hanno facoltà, non l’obbligo, di creare un regolamento atto a minimizzare l’esposizione dei cittadini nei confronti delle antenne e del campo elettromagnetico creato.
Una cosa fondamentale spiegata dall’ingegnere è che non sempre un’antenna posizionata il più lontana possibile dalle abitazioni riduce l’esposizione dei cittadini alle onde elettromagnetiche. Questo per due motivi: dovendo coprire molte richieste lontane, l’antenna lavora di più emettendo maggiori onde, e così fa anche il cellulare per garantire la reperibilità. In parole povere, quando un cellulare ha tutte le “tacche” vuol dire che sia l’antenna che il cellulare lavorano al minimo e nella zona c’è massima copertura, mano a mano che le “tacche” scendono le antenne e i cellulari lavorano di più emettendo maggiori onde affinché la copertura venga mantenuta e garantita. Il secondo motivo, è che se si posiziona un’antenna in un luogo non contemplato dalla rete complessiva della compagnia telefonica c’è la seria possibilità che la stessa faccia un’altra richiesta per un’altra antenna nello stesso territorio affinché la rete garantisca la copertura nei punti prefissati.
Perché via Boschetti – Per quanto riguarda Casumaro, dopo le grosse proteste del gruppo Anti-Antenna avvenute nei mesi precedenti, l’ingegnere Turco ha mostrato due possibili scenari di copertura ed esposizione riguardo una zona proposta dalla compagnia e un’area alternativa. Il sindaco e Piacquadio, invece, hanno spiegato che l’antenna di via Boschetti è stato un caso a sfavore del comune. Nel senso che l’amministratore precedente, così hanno detto, aveva previsto il posizionamento dell’antenna a circa un km dell’abitato. Questo alla compagnia telefonica non andò bene e pote giocare tutte le sue carte affinché gli fosse stata spostata in un luogo più favorevole; qui, spiegano, la nuova giunta non ha avuto tempo per fare studi concreti sull’esposizione dei cittadini ed espropriare i terreni utili ai lavori, e quindi ha scelto via Boschetti, il luogo contestato dal comitato Anti-Antenna. Da ora in avanti, hanno continuato a spiegare Lodi e Piacquadio, la programmazione, gli studi e tutto ciò che bisogna fare riguardo a questa tematica, verrà eseguito in maniera seria. E’ questa la spiegazione della presenza dell’ingegnere Alfio Turco.
Le critiche – Con alcune domande da parte del pubblico presente, sembrava che la serata fosse destinata a finire tranquilla quando il sindaco, nel salutare i presenti, vede piombarsi addosso critiche da parte di alcuni componenti del gruppo Anti-Antenna. Si contestava il fatto che la serata sia stata un nulla di fatto riguardo a decisioni importanti che il gruppo propone: il cambio di posizione all’antenna incriminata. E’ stato contestato anche il fatto che la giunta dia ormai per fatta la scelta sempre riguardante l’antenna quando, ribattono gli attivisti Anti-Antenna, secondo gli atti del comune di Cento c’è ancora margine di manovra.
Una battaglia che, come sempre, trova il suo giusto nel mezzo. Il massimo sarebbe che i cittadini interessati delegano un portavoce con la funzione di lavorare a stretto contatto con gli ingegneri e il comune su questa tematica affinché si possano eliminare i dissidi e trovare una soluzione comune.
La redazione






OTTIMA PROPOSTA QUELLA DELLA REDAZIONE.
Noi la facemmo il 21 gennaio 2013 quando per la prima volta fu esposto il problema alla Nuova Consulta (il Sindaco ha dichiarato in Consiglio Comunale che gia’ ne aveva parlato con la vecchia Consulta dove si decise per via Boschetti).
Sei Nuovi Consultori erano e sono contrari a via Boschetti perchè troppo vicino alll’asilo e proposero via Guidoboni, per allontanarsi dalle scuole.
Spostarsi di 150 metri non crea nessun problema di copertura!!!! A PRESCINDERE DALLE AFFERMAZIONI DEL SIG. TURCO, pagato dal Comune.
Sono uno dei sei nuovi consultori, gran sostenitore delle mamme del gruppo anti.antenna,
la cui preoccupazione per la salute dei loro bimbi, che per 11 anni (3 asilo + 5 elementari + 3 medie)frequenteranno il polo scolastico, è ampiamente giustificata.
Sono quello che ha scritto l’articolo, ero per Taccuino alla riunione e ho avuto modo di ascoltare tutto. Sulla salute non si scherza, e su questo siamo tutti d’accordo. Giusta quindi la battaglia delle mamme. Quello che, però, mi chiedo è: se anche spostata di qualche centinaio di metri arrivano le onde elettromagnetiche che cosa si risolve? Il problema, anche se diminuito, lo mantengo. Non è così? (faccio queste domande per capire, non per provocare). Per quanto riguarda la proposta, riguarda un’azione di buon senso. Perché è vero che ci sono le consulte, ma se i cittadini interessati potessero nominare gratuitamente un esperto che su determinati punti collabora coi tecnici del comune sarebbe democrazia allo stato puro. Probabilmente ci sarà qualche impedimento, ma per me la democrazia è questa e andrebbe applicata.