
una parte del gruppo di minoranza: borgatti corrado, gallerani marco. borgatti renato. balboni sandro
Cento – Mentre andiamo in pubblicazione giunge in redazione le notizia che stata inviata alla Partecipanza Agraria di Cento una richiesta di Consiglio urgente sottoscritta da una minoranza allargata per affrontare in maniera rapida il primo dei problemi: il bilancio di previsione 2015 e togliere così l’ombra della conduzione provvisoria in cui il Presidente Draghetti ed il Vicepresidente Fortini hanno gettato l’Ente. Ma, andiamo con ordine e vediamo i fatti come sono andati. Nell’ultimo Lunedì di Consiglio della Magistratura dell’ Antico Ente, prima della chiusura per le festività natalizie, la maggioranza guidata dal sempre più isolato Presidente Flavio Draghetti è incappata nell’ennesimo scivolone.Due lunedì fa la maggioranza non ha incassato il via libera per la presentazione della nuova e attesissima riforma elettorale, proposta di riforma ritirata dal Presidente Draghetti a seguito delle
dichiarazioni di voto che indicavano chiaramente che non c’era la maggioranza compatta e che l’argomento non sarebbe “passato”. Lunedì 22 Dicembre ennesimo Ko per la Maggioranza sul Bilancio previsionale. A mancare sono stati ancora una volta i numeri necessari per l’approvazione: nove a favore, due astenuti e sette contrari. Gli astenuti sono Pirani Massimo (consigliere di opposizione) e Tassinari Alessandro (magistrato di maggioranza). Questi segnali, cui si aggiunge la preoccupante situazione in cui si è venuto a trovare l’ente a seguito delle ipoteche emerse sul diritto di superficie di Reno Contese, terreno dove sta sorgendo la nuova Scuola Elementare, taciute in un primo momento dal Presidente Draghetti che poi, incalzato dalle minoranze, è stato obbligato ad ammetterne la presenza, ipoteche di non semplice annullabilità e che per molto tempo saranno come una spada di Damocle per chi verrà a governare l’ente nel futuro. Certo che se il Presidente Draghetti e la sua maggioranza avessero tenuto un atteggiamento di dialogo aperto con la minoranza stessa per affrontare l’errore madornale commesso nella sottoscrizione di una convenzione capestro che di fatto esonerava sia la CO.GE.FER. che il comune da qualsiasi problema attinente l’area ed il diritto di superficie, forse un consiglio unito avrebbe potuto meglio affrontare il problema, di certo lasciando sul campo non poche risorse (soldi dei capisti). A questo punto l’Ente si ritrova con un contratto di diritto di superficie stipulato davanti al notaio Maglione nel 2012 tutt’ora in essere (e quindi dovrebbero comparire le entrate dei canoni di affitto), ma nel bilancio di previsione non ne viene fatto alcun accenno… La minoranza, documento protocollato in Consiglio, non può far altro che chiedersi quale destinazione avranno questi soldi (di tutti i Capisti) di cui Draghetti sembra essersene dimenticato. La maggioranza accusa il colpo e nella stessa sera del Ko sul bilancio due Magistrati della maggioranza annunciano le dimissioni dal loro incarico, e sono due pezzi da novanta: Bruno Casoni e Tassinari Alessandro! Quindi ne esce una maggioranza a pezzi a 4 mesi dalle elezioni e se la stessa non dovesse trovare la quadra intorno al bilancio (ma a questo punto con le dimissioni già ufficializzate risulta improbabile un qualsiasi rientro) l’opposizione potrebbe, insieme agli insoddisfatti della attuale maggioranza capeggiata da Draghetti, formare un gruppo capace di approvare il bilancio di previsione in tempi brevi e di traghettare l’ente sino alle nuove elezioni. In questo situazione s’inserisce l’Associazione Partecipanza Attiva che ha eletto ben cinque consiglieri, di cui oggi tre siedono nella maggioranza. L’associazione funge da collante tra il gruppo e il mondo che lo circonda: l’Associazione ritiene che dopo le ultime debacle la fiducia riposta in questa maggioranza sia giunta al capolinea, specialmente la riforma elettorale non attuata ha sancito la rottura con la maggioranza una decisione che costa fatica e dolore al gruppo ma è inevitabile! L’appoggio all’attuale maggioranza c’è costato fatica, dolore e sacrificio e ben 2 consiglieri su 5. “Ora – continuano dell’Associazione – non possiamo accettare questa situazione , pertanto l’associazione chiede ai suoi tre consiglieri di uscire dalla maggioranza e di mettersi a disposizione delle decisioni del gruppo Partecipanza Attiva”!






