CENTO (FE) 02/10/27 ( LA REDAZIONE) BULLISMO, LA PRIMA AGGRESSIONE NON PUO’ESSERE ARCHIVIATA COME UN EPISODIO !

Cuore e Territorio: «La scuola deve proteggere, ma anche verificare. Non aspettiamo che il problema diventi
più grave» La vicenda del tredicenne aggredito a scuola a Rimini, riportata dalla stampa, riporta alla luce
una questione che non riguarda soltanto una singola scuola o una singola famiglia. Riguarda il modo in cui
tutta la comunità educante affronta il bullismo.
A intervenire sono Giovanni Morgese, presidente di Cuore e Territorio, e Carlo Serafini, vicepresidente
dell'associazione, impegnata nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.
«Di fronte a un episodio di violenza – affermano Morgese e Serafini – la prima priorità è tutelare il ragazzo
che l'ha subita. Ma subito dopo dobbiamo porci una domanda: che cosa succede dopo la prima
segnalazione?».
È una domanda che non vuole anticipare responsabilità né sostituirsi alle autorità competenti. Ma che,
secondo Cuore e Territorio, non può essere elusa.
Una prima aggressione dovrebbe infatti rappresentare un campanello d'allarme, non un episodio da
archiviare una volta terminata l'emergenza.
Chi deve essere informato? Quali misure di tutela vengono adottate? La famiglia viene coinvolta? La
situazione viene monitorata? Nei giorni successivi viene prestata maggiore attenzione ai luoghi e ai
momenti nei quali possono verificarsi episodi di violenza? Le procedure previste dall'istituto vengono
effettivamente attivate?
«Sono domande necessarie – spiegano Morgese e Serafini – non per cercare un colpevole, ma per capire se
il sistema di prevenzione abbia funzionato. La scuola non può essere lasciata sola, ma un ragazzo che chiede
aiuto non può essere lasciato solo dalla scuola».
Per l'associazione, inoltre, affrontare il bullismo significa intervenire su entrambi i fronti. La vittima deve
essere protetta e ascoltata; chi agisce violenza deve essere fermato, responsabilizzato e accompagnato in
un percorso educativo. Punire, quando necessario, può essere parte della risposta, ma non può
rappresentare l'intera risposta.
Da qui la proposta di Cuore e Territorio: trasformare la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo in una
responsabilità condivisa e permanente, mettendo in rete scuole, famiglie, Comuni, servizi territoriali,
associazioni e professionisti. Una rete che non si attivi soltanto quando il caso arriva sui giornali, ma che lavori prima: formazione di docenti e genitori, ascolto degli studenti, educazione all'uso consapevole della rete, procedure operative chiare e monitoraggio degli episodi segnalati. «Vorremmo che ogni scuola potesse rispondere con certezza a una domanda molto semplice – concludono Morgese e Serafini –: se domani un ragazzo entrasse in quella porta e dicesse “ho paura”, sappiamo esattamente chi deve intervenire e cosa deve fare?». Per Cuore e Territorio la risposta deve essere sì. Perché la prevenzione non comincia quando arriva la seconda aggressione. Comincia quando qualcuno
trova il coraggio di segnalare la prima. L'associazione mette a disposizione delle scuole e dei territori la propria esperienza per contribuire alla costruzione di una rete concreta e stabile contro bullismo e cyberbullismo.
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