
SX IL VICE SOINDACO DI PIEVE DI CENTO ANGELO ZANNARINI, L’ARTISTA ALESSIO VACCARI E ANDREA MACCAFERRI
PIEVE DI CENTO (BO) 13/10/20 – ( DI LAURA GUIZZARDI) IL CARTOGRAFO DEL CUORE: ALESSIO VACCARI ESPONE NELLA GALLERIA D’ARTE “IL PONTE 04”:

L’ARTISTA SX, ALESSIO VACCARI CON GIULIO BARGELLINI FONDAYTORE DEL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA “MAGI900”
A Pieve di Cento è arrivato il cartografo del cuore presso la Galleria d’arte“ IL PONTE04” di Andrea Maccaferri con il sostegno di Maccaferri Arredamenti, ha preso vita la mostra “Cartografo del Cuore” mostra personale di Alessio Vaccari. L’esposizione a cura di Andrea Maccaferri e accompagnata da un testo critico del Prof. Franco Basile, sarà aperta dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle ore 19.00 sino al 21 Novembre. La mostra è stata inaugurata dal Vicesindaco Angelo Zannarini che con gioia annuncia; è la prima mostra della galleria d’arte in questo 2020 pieno di ostacoli, e la presenza gioiosa della wedding planner, Milena Scaramelli.
L’artista toscano è definito da Franco Basile (critico d’arte),il cartografo del cuore per la presenza di una compagna di viaggio; la carta…che si nota in molte sue opere, per esternare le azioni e gli stati d’animo dei soggetti disegnati. L’artista Alessio Vaccari, nasce a Pisa nel 1977 e alla domanda; come nasce la sua passione – evidenzia-: “mi sono avvicinato alla pittura a circa vent’anni, dopo il diploma di perito tecnico ho deciso di seguire la mia vocazione e mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Firenze “e prosegue – dicendo” -successivamente
mi sono trasferito a Roma per completare i miei studi, specializzandomi in decorazione e conseguendo l’abilitazione all’insegnamento in Storia dell’Arte e Arte e Immagine”.
Passeggiando nella galleria d’arte, tra un’opera e l’altra si percepisce la magia della tecnica puntino per puntino per rappresentare lo spazio e il tempo in una cornice solida di un quadro, dove la libertà ha il suo tempo e il suo dove. Gli spazi personalizzati sono trame di puntini di colore (olio e raramente acrilico preferito per la fase iniziale dell’opera) sovrapposte in lente stesure che vanno a comporre un’immagine evanescente. Niente viene lasciato al caso! Infatti il “cartografo del cuore” nelle sue opere, ha una protagonista d’eccezione; la carta che, con le sue increspature e venature, risalta l’io e le azione dei soggetti, facendo esaltare ogni attimo di vita che si focalizza in ogni minimo particolare, come il bracciale sul letto o le rose lasciate libere su un tavolo per emanare la loro bellezza eterna. Si può notare in tre quadri la presenza della sua famiglia come nota di amore e rispetto come il quadro “Un timido gioco” che si intravede una bimba (la figlia) dietro a un tavolo coperto da una carta, con tonalità rosacee e, lo sbucare innocente di una mano con una cordicella rosa che esalta la semplicità di un gioco dell’infanzia. Ma il pensiero di Alessio non si ferma e colma la sua serenità disegnando nel quadro “La casa
in costruzione”, un piccolo flashback dell’infanzia di suo figlio che, costruisce per gioco una casa. Non manca la curiosità di un termosifone appoggiato in una ringhiera di una scala, l’opera d’arte è chiamata “Facebook”,dove una donna di spalle seduta su una scala, guarda il sottotetto con un pensiero che va verso la chiusura ma, la speranza del cavetto del cellulare sul pavimento, porta a un segno di apertura verso il mondo esterno. I pensieri volano e le giornate passano per l’artista, lo spazio e il tempo si concatenano per fare domande ed avere risposte pertinenti nei quadri, dove la famigliarità dei soggetti, degli uccellini, della natura e i ricordi di infanzia, danno il segno dominante di una libertà senza limiti né regole. Non solo! I quadri prendono vita nel momento in cui si percepisce e si nota una spiccata voglia di libertà, come gli uccellini che svolazzano liberi, fuori dalla gabbia o appoggiati ad oggetti, oppure giocosi nel tirare dei fili, lasciando un pizzico di serenità e allegria all’occhio del visitatore. La voce della libertà si fa vedere con le gabbie aperte senza ganci e, il gioco di colori chiari dona luminosità al quadro.
Note di dolcezza e un ritorno all’infanzia, con i burattini appoggiati su un tavolo.L’impatto si fa concreto e deciso con la presenza di persone sedute e viste di spalle,per dare una spiccata voglia di sognare ad occhi aperti, usando come segno di apertura il cavo del telefono, che rappresenta il legame del passato e del presente, in una società in forte evoluzione. La tecnica puntino per puntino, padroneggia come un mosaico di listelli e le tonalità rosacee e perlacee
abbracciano ogni opera d’arte. Tutto si racchiude in una frase che l’artista mi porge:”Lavoro nel vuoto usando lo spazio”. Questa è la conferma di una mente a 360° gradi che lavora su ampio raggio, lasciando il ricordo nella mente, nel cuore e nell’anima.






