Sabato 30 gennaio p.v. ore 17.30 “Per non dimenticare” Incontro con Moni Ovadia nell’ambito della giornata della Memoria
Nuovo Centro Giovanile (zona stazione delle corriere) -P.zza Benjamin Disraeli/Via 27 gennaio-Cento
Sabato 30 gennaio p.v. alle ore 17.30, a chiusura del ciclo di appuntamenti dedicati alla“Giornata della Memoria”, la Fondazione Teatro G.Borgatti in collaborazione con il Comune di Cento ha promosso un incontro con il grande Moni Ovadia, drammaturgo, scrittore, nonché artista insignito del premio “Colombe d’Oro per la Pace” e del Premio del Presidente della Repubblica per la carriera artistica dedicata ai temi della pace e dell’integrazione delle culture, conosciuto al pubblico per il suo vagabondaggio culturale ” proprio del popolo ebraico”, di cui egli si sente figlio e rappresentante.
Una riflessione preziosa “per non dimenticare”.
L’evento si terrà nel Nuovo Centro Giovanile presso l’area della stazione delle corriere – P.zza Benjamin Disraeli/via 27 gennaio ed è aperto a tutta la cittadinanza.
Per maggiori informazioni: www.fondazioneteatroborgatti.it – www.comune.cento.fe.it
Moni Ovadia nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita.
Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.
Erica Bondi
Fondazione Teatro G.Borgatti
stampa@fondazioneteatroborgatti.it – erica.b@fondazioneteatroborgatti.it
tel.051/684.33.26





