Cento, 20/05/2016 – (La Redazione) Leggo che alcuni candidati a sindaco, in particolare Diego Contri e Fabrizio Toselli, propongono che Cento si doti di infrastrutture digitali e sia sempre più una Smart City. Evidentemente finora hanno vissuto poco a Cento per non accorgersi che sono stati posati circa 14 chilometri di cavo in fibra ottica nel territorio comunale raggiungendo le due aree artigianali e industriali più importanti, quelle di via Ferrarese e dell’area Crocetta; che già diverse realtà industriali si sono collegate e usufruiscono dell’utilizzo della fibra ottica presso la propria sede e che recentemente la fibra è stata portata anche a Corporeno e Renazzo. Inoltre, la municipalità di Cento è collegata alle fibre ottiche ed è in fase di ultimazione il rilascio dei collegamenti attivi in fibra ottica con link a 1 Gbit presso altri 8 punti del territorio comunale che vanno dal plesso scolastico di Corporeno, al Centro Giovani e a varie delegazioni del Comune.
Una Smart City non è solo infrastrutturazione digitale: è un contesto, un insieme di attività, che vanno dalla valorizzazione del Polo Tecnologico, Centec, al sostegno all’innovazione delle imprese tramite i fondi europei, alla creazione di un ciclo virtuoso tra pubblico e privati; e così via. È un disegno complessivo che richiede capacità di progettare, di individuare e attirare risorse e di guardare al futuro andando oltre qualche slogan buono solo per la campagna elettorale. Noi la sfida del cambiamento l’abbiamo raccolta con i fatti. Toselli e Contri vogliono far tornare indietro Cento, ai bei tempi (per loro) dell’immobilismo e dei problemi mai risolti.





