Il fatto – Sul progetto della racconta differenziata porta a porta a Cento e sulla sua presentazione in casa Pannini, c’è una forza politica che interviene per dire la propria. Cento in Movimento è molto sensibile a questi temi e non a caso apre il comunicato così: “ci battiamo da tempo per questo [la raccolta differenziata porta a porta]. Abbiamo fatto domanda e, presentato un progetto, che teneva conto anche di una tessera premiante per il cittadino virtuoso, legato a sconti da “Spendere” nei negozi del nostro Centro Storico. Un modo per aiutare il nostro comune a riprendersi dagli eventi dell’anno scorso. Progetto e richiesta di un confronto presentata nel Dicembre del 2012, incontro avuto a “Porte Chiuse” solo il 7 Marzo del 2013 e solo, grazie all’intervento di un consigliere dell’opposizione“.
Sulle percentuali – E’ subito dopo che il gruppo tenta di smontare i dati forniti da Pedaci e gli altri relatori. “La percentuale del 65% di differenziata – precisano nel testo – a cui dobbiamo aspirare è del 2012, dobbiamo aspirare a ben oltre per non incorrere in sanzioni europee”. Quindi aggiungono: “la percentuale dalla quale partiamo (46%) tiene conto del comune di Poggio Renatico che differenzia da anni, partiamo da una percentuale molto più bassa. Il comune di Cento ha il tasso di differenziazione più basso di tutta l’Emilia Romagna“.
L’incenerito di Ferrara – Una delle cose che, secondo il movimento, non incentiva a differenziare è la permanenza del bidone dell’indifferenziata per strada. Questo bidone permetterebbe a chi non ha senso civico di fregarsene del resto e continuare a non differenziare i propri rifiuti. Ed è su questo che Cento in Movimento infila la stoccata: “Lasciare la possibilità di gettare – si legge nel comunicato – le proprie immondizie lungo la strada, senza controllo, ci “assolve” dal nostro dovere civico. La permanenza del cassonetto stradale per l’indifferenziata centra qualcosa con l’inceneritore di Ferrara? Secondo noi, il motivo di tale presenza è per continuare ad alimentare tale impianto“.
E’ evidente che se ciò fosse vero sarebbe un notevole passo indietro, invece che un passo in avanti verso un mondo più pulito.
Non solo questa amministrazione – La cosa a cui è doveroso dare lo stesso peso è che, nonostante le possibili scelte in parte sbagliate, a Poggio Renatico è da anni che differenziano con il sistema del porta a porta. La presente giunta è da due anni in carica e se questo progetto non è ancora stato fatto la causa è da ricercare nel terremoto che ha distolto l’attenzione da questi progetti. Quindi, la precisazione da fare è quella di non togliere l’attenzione anche dalle precedenti amministrazioni, che forse potevano ma non hanno fatto.
Altrettanto chiaro è che ci troviamo nel presente e non nel passato. Sarebbe quindi giusto dare un’accelerata per evitare le sanzioni dell’UE, mentre i cittadini che pensano di non farcela è ora che si diano una svegliata.
La redazione






Io abito nella zona nella quale si sta sperimentando la raccolta differenziata ormai da anni (due, forse?) e non capisco come sia possibile togliere del tutto il bidone dell’indifferenziato: con il porta a porta si vede effettivamente quanto poco indifferenziato si produca rispetto a prima, ma una minima parte viene comunque prodotta, composta da tutti quei rifiuti che non si possono riciclare, come ad esempio i cartoni sporchi della pizza, in alcuni comuni anche le posate e i bicchieri di plastica, la plastica “sporca” e che non si può pulire per mettere appunto tra la plastica, ecc.
Come si è risolto il problema dove il bidone dell’indifferenziato è stato tolto?
Aggiungo poi che senza un adeguato controllo, anche togliendo il bidone dell’indifferenziato, chi se ne frega delle regole e dell’ambiente ha modo di fare i propri comodi: buttando per esempio un sacchetto blu della carta pieno di rifiuti che non sono di sola carta (soprattutto nei condomini dove vi sono i bidoni blu-gialli-marroni e quindi dove non si capisce chi è che ha prodotto tale sacchetto) non se ne accorge nessuno.
Insomma, il mio parere è che intanto si debba iniziare il prima possibile. In corso d’opera, poi, in base anche ai feedback delle persone, ci sarà modo di aggiustare il tiro.
Come al solito i nostri amministratori locali ci raccontano quello che a loro fa più comodo. Il “Resoconto sulla gestione dei rifiuti urbani… Primi otto mesi del 2012” parla chiaro: il Comune di Cento si attesta tristemente al 40,6% di R.D. Soltanto Bondeno fa peggio (in prov. di FE) ma di uno 0,4% in meno. Dubito fortemente che entro l’anno si arrivi al 65%.
Entro fine anno non ci si arriva sicuramente. Come abbiamo scritto in questo articolo: http://taccuinocentese.it/eventi/raccolta-porta-porta-cento/ fatto subito dopo l’incontro con Pedaci e la CMV, a settembre parte il lotto Ponte Reno-via Bologna. Da gennaio 2014, mese più mese meno, tutto il capoluogo Cento. Sicuramente entro fine anno non credo ci si arriva al 65%.
Ad ogni modo, la miglior soluzione resta il “sistema premiante” come ad esempio viene adottato regolarmente da alcuni anni ad Acerra, in Campania. In 18 mesi sono passati dal 10% al 62%. Il 65% non farà di Cento un comune virtuoso poichè il 35% andrà sempre all’inceneritore. Bisognerebbe fare come minimo il 75% (c’è chi come Ponte nelle Alpi arriva al 90%), convertire il rifiuto in risorsa economica (creare imprenditoria attraverso centri di riciclo) e scontare la bolletta. Ma al di là dei numeri e delle proposte, è fondamentale il coinvolgimento dei cittadini per creare un progetto partecipato. Se Comune di Cento e CMV se la suonano e se la cantano, non si andrà molto lontano.
Da quello che ho capito, viene data una tessera con scontistica e c’è un sistema di riconoscimento però qualora porti materiale nel centro di raccolta. Questo è quello che ho capito, ma ripeto: potrei sbagliarmi. Comunque si, andrebbe coinvolto forse maggiormente il popolo. Durante l’incontro hanno anche precisato che è tutto in fase sperimentale e, come dice Diego, mano a mano che il tempo passa lo intendono migliorare sempre più. Certo che i tempi stringono se uno vuole starci dentro.
Mi sembra di avere letto molte belle parole che però non avranno molto effetto sull’ esito finale.
Che la raccolta differenziata sia una cosa utile è fuori discussione, ma sono i metodi per attuarla che a mio avviso dovrebbero essere rivisti ed “elasticizzati”.
1) voglio vedere come si possa a livello nazionale, e forse volonterosamente a livello locale, ambire a differenziare le percentuali sopra citate quando viviamo in una nazione dove una percentuale ancora troppo elevata di comuni effettuano la raccolta differenzia “so so” (così così)e non credo che dai metodi e dall’ interesse dimostrato riescano a risolvere il problema prima dei prossimi 20 o 30 anni (tipica media italiana ai problemi urgenti).
2)il fatto che vi siano comuni virtuosi non lo nego ma nemmeno lo commento visto che a volte sono facenti parte di una regione che ha problemi dove la raccolta differenziata rappresenta solo uno spillo in un pagliaio. Aggiungo anche che sono orgoglioso di essere italiano e non un razzista ed ho a cuore ogni singolo centimetro della mia PATRIA … ma non mi si venga a raccontare che la raccolta differenziata ci eleva quando dinnanzi al mondo intero siamo diventati una cozzaglia di accattoni da medio benestanti che eravamo fino a pochi decenni or sono perché agli italiani non manca la voglia di fare …e farlo pure bene … mentre a chi rappresenta la nazione, categoria democraticamente eletta, manca la voglia di soddisfare le esigenze di che pagando le tasse, e casomai adesso è pure disoccupato, gli mantiene un lauto e sicuro stipendio in tasca.
Quindi mettiamo la raccolta differenziata nella lista delle cose da risolvere e non al primo posto assoluto che deve essere, fuori da ogni discussione, ricoperto dall’ impegno di ricreare in zona posti di lavoro che creino UTILI DA VENDERE e non persone in più da pagare per raccogliere l’ immondizia dove di questo passo molti andranno a dormire perché non hanno più casa.
Dobbiamo accanirci ed incarognirci per creare ricchezza da spendere … poi avremo pure la liquidità per avere , unici nel mondo ma virtuosi veramente, i cassonetti della differenziata in oro massiccio.