Poggio Renatico – E’ convocato domenica 11 maggio, alle ore 12, il Consiglio comunale di Poggio Renatico, con un unico punto all’ordine del giorno: il conferimento della cittadinanza benemerita alla memoria del maestro Ubaldo Gardini. Alla seduta sarà presente il ministro della Cultura Dario Franceschini. A ritirare il riconoscimento, purtroppo postumo, sarà la moglie Reiko Sakuma, giornalista giapponese che ha collaborato anche con la BBC, sposata a Tokio nel 1992. Gardini, maestro di canto lirico, è stato il primo ad essere riconosciuto dalla municipalità poggese cittadino benemerito. L’iter non si era interrotto neppure con l’improvvisa scomparsa dell’artista, a 86 anni, sopraggiunta il 24 novembre 2011: l’assise ratificò il più alto riconoscimento nella riunione, già convocata, del 29 novembre. Ubaldo Gardini aveva scelto di rientrare nel paese natale, Poggio Renatico, per trascorrere nella casa di via San Carlo l’ultima parte della sua straordinaria e intensa vita. Dopo essersi dedicato all’insegnamento del bel canto e aver lavorato con i grandi della lirica, fra cui Luciano Pavarotti, aveva deciso nel luglio 2011 di rientrare dal Giappone in Italia.
NOTE BIOGRAFICHE
Gardini, che ha lavorato con Luciano Pavarotti e i più grandi della musica lirica, è stato per quasi venti anni, dalla fine del 1960, coaching, ovvero maestro di bel canto, per i cantanti a Covent Garden, Glyndebourne, Met e per importanti etichette discografiche. Dopo l’esperienza di un decennio alla Juilliard School of Music di New York, si è trasferito in Giappone.
Grandi nomi del panorama lirico sono stati preparati dal musicista poggese, violinista di formazione, mandolinista per il divertimento, appassionato delle opere di Mozart, ma anche esperto di dialetti italiani e di stili di versificazione.
A lui è stato dedicato il focus del volume “Preparing an Operatic Role”, in cui sono raccolte le testimonianze di più di trenta suoi ‘pupilli’, fra cui José Carreras, Dame Janet Baker, Thomas Allen, Hildegard Behrens, Frederika von Stade, Jessye Norman, Renée Fleming, Ruggero Raimondi, e di direttori come Mark Elder e Colin Davis. Ne emerge il ritratto di un artista straordinario e di un uomo estroverso: un’energia inesauribile, uno sterminato patrimonio di conoscenze e una grande ironia.





