CENTO (FE) 30/06/25 ( COMUNCATO STAMPA) – MANCA (CONFAGRICOLTURA): “IL DIVIETO DI UTILIZZO DI UREA SENZA VALIDE ALTERNATIVE E’INSOSTENIBILE PER LE AZIENDE AGRICOLE”
“Il 20 giugno scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano di Azione Nazionale per il Miglioramento
della Qualità dell’Aria, uno strumento strategico volto al contrasto dell’inquinamento atmosferico e
all’adeguamento dell’Italia agli obblighi previsti dalla normativa ambientale europea”.

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E’ il Presidente di Confagricoltura Ferrara a ricordarlo, il quale prosegue sottolineando che: “Le azioni in
ambito agricolo puntano a ridurre le emissioni di ammoniaca e migliorare la sostenibilità delle pratiche
zootecniche e agronomiche; le misure sono concentrate sulle Regioni del Bacino Padano, particolarmente
critiche dal punto di vista della qualità dell’aria. Ciò detto, è prevista l’introduzione di un divieto per l’uso
dell’urea come fertilizzante nelle Regioni del Bacino Padano a partire dal 1° gennaio 2027. Ebbene il divieto
assoluto dell’impiego di urea rappresenta un’imposizione insostenibile per le imprese agricole in assenza di
una fase transitoria realmente attuabile e senza alternative valide presenti sul mercato, ed è per questo che
Confagricoltura ha a più riprese chiesto al Ministero dell’Agricoltura di istituire un tavolo di coordinamento
con la partecipazione delle Organizzazioni agricole e delle Regioni, per trovare insieme soluzioni praticabili”.
“I concimi azotati – evidenzia il Presidente provinciale di Confagricoltura – rappresentano circa il 25% del
totale dei fertilizzanti utilizzati e di questi l’urea rappresenta circa il 12%. Non si deve dimenticare che
l’agricoltura italiana negli ultimi anni è stata virtuosa sull’uso dei fertilizzanti, riducendo di circa l’8%
l’utilizzo di concimi azotati a favore di fertilizzanti organici, grazie anche a un maggiore uso del digestato e
degli effluenti zootecnici. Sono dati che testimoniano un percorso intrapreso da tempo e che, secondo
Confagricoltura, deve procedere con gradualità senza compromettere le produzioni agricole, anche per
evitare significativi costi aggiuntivi, stimati in oltre 150 euro per ettaro. Si devono inoltre tenere conto le
difficoltà relative alla mancanza di adeguate risorse per l’ammodernamento dei macchinari in chiave
ecologica e per la ricerca dedicata. A queste carenze si aggiunge anche la mancanza di specifiche decisioni
europee volte a rafforzare l’utilizzo del digestato equiparandolo ai fertilizzanti, passo strategico per ridurre
la dipendenza dai concimi azotati e per semplificare al tempo stesso l’applicazione della direttiva nitrati.
Confagricoltura non ha mancato di rappresentare tali richieste al Ministero, oltre ad avere richiesto lo
slittamento dell’entrata in vigore del divieto quantomeno al 2028. Condividiamo l’obiettivo di migliorare la
qualità dell’aria, ma occorre valutare anche la fattibilità di ciò che si propone, per non lasciare gli
agricoltori, ancora una volta, privi di strumenti indispensabili senza avere individuato preventivamente
altrettante adeguate alternative, che devono essere nel contempo anche accessibili economicamente.
Infatti oggi l’urea è un fertilizzante indispensabile ed insostituibile per l’agricoltura ferrarese”.
“Negli ultimi tempi si è parlato molto di una svolta a favore della sostenibilità economica delle scelte
politiche in agricoltura, con valutazioni d’impatto serie ed approfondite – conclude Manca – ebbene questa
misura va esattamente nella direzione opposta. Fino a quando gli agricoltori potranno ancora sopportare?”







