CENTO (FE) 23/06/24 ( NOTA STAMPA) – LE AZIONI PER LA RIDUZIONE DEI TEMPI D’ATTESA RACCONTATE DAI PROFESSIONISTI CHE LE ATTUANO!
ANTICHE TERRE DEL GUERCINO E DI PARTECIPANZA, I BUONI FRUTTI DELLA TUA TERRA
Ridurre il più possibile i tempi di attesa. E’ questo l’obiettivo del piano messo in campo
dalle Aziende sanitarie ferraresi, su indicazione della Regione Emilia Romagna che, a
tale fine, ha stanziato 30milioni di euro. Attraverso la voce dei professionisti vi raccontiamo le principali azioni avviate in provincia
di Ferrara. Il dipartimento interaziendale Cardiotoracovascolare Il professor Biagio Sassone, che dirige il dipartimento interaziendale
Cardiotoracovascolare delle aziende sanitarie ferraresi, ci ha illustrato le branche
specialistiche che rientrano nel suo dipartimento ed il ruolo strategico dello stesso, alla
luce dell'incidenza di determinate patologie nella nostra provincia.
“Il Dipartimento Carditoracovascolare, spiega Sassone, è composto da due sotto aree
che racchiudono le U.O. più simili dal punto di vista dell’omogeneità clinica. Nell’area
cardiovascolare ritroviamo le due cardiologie delle Aziende Sanitarie ferraresi di Cento e
del Delta per la cardiologia provinciale e la cardiologia Universitaria Ospedaliera di Cona.
Poi abbiamo la chirurgia vascolare e il programma di malattie vascolari. La seconda area
è quella pneumotoracica, dove ritroviamo la pneumologia provinciale dell’AUSL, la
pneumologia ospedaliera universitaria e l’UO complessa di chirurgia toracica. Nell’ambito
dell’area cardiovascolare dobbiamo ricordare anche la riabilitazione cardiologica.
Essendo aree identificate da un punto di vista dell’omogeneità clinica, questo facilità la
dialettica e il dibattito all’interno dell’azienda e soprattutto accelera i processi decisionali.”
“Guardando i dati aggiornati sulle prime cause di mortalità nella nostra provincia, mette in
luce il direttore, si capisce perché questo dipartimento sia strategico: le prime 3 sono la
malattia cardiovascolare (per la quale intervengono cardiologia e chirurgia vascolare), la
patologia oncologica dove spiccano i tumori della trachea e del polmone (sui quali
interviene la chirurgia toracica), e le malattie respiratorie (per le quali interviene la
pneumologia).
Non solo, prosegue Sassone, la nostra provincia ha un indice di vecchiaia più alto di
circa il 40% rispetto alla media regionale, questo spiega perché vi sia un’alta prevalenza
di patologie croniche, come lo scompenso cardiaco o come le malattie respiratorie,
l’asma, la BPCO. Dati aggiornati sullo scompenso cardiaco fotografano, nella provincia
estense, almeno 6500 soggetti che hanno una qualche codifica che rimanda allo
scompenso cardiaco. Ancora più grave il fatto, aggiunge Sassone, che ogni anno
abbiamo un’incidenza di 2000 nuovi casi di scompenso cardiaco. È chiaro che questo
genera prestazioni specialistiche in questo ambito”.
Le azioni strategiche per ridurre i tempi di attesa
“Sicuramente la prima azione correttiva che un direttore di U.O. deve fare è la
riorganizzazione, spiega Biagio Sassone, rimodulando l’attività produttiva istituzionale e
riformulando l’offerta in modo funzionale a dare risposte alle prestazioni specialistiche a
maggiore criticità, come la visita cardiologica. Fondamentale in questo caso la flessibilità
che permette di tenere il passo con la dinamicità della richiesta delle prestazioni, in
termini sia di volumi che di tipologia. Ad esempio la pneumologia, sia la parte ospedaliera
universitaria (diretta dal prof. Papi) che quella dell’AUSL, quindi provinciale (diretta dal
prof. Contoli) con uno sforzo riorganizzativo delle risorse esistenti, è riuscita a recuperare
90 visite pneumologiche alla settimana in più rispetto a prima. Quando si parla invece di
una riorganizzazione in termini di tipologia, l’esempio è la chirurgia vascolare: era in
grande sofferenza con gli ecodoppler e dopo i primi interventi con le prime azioni
migliorative sta rientrando completamente per cui adesso lo sforzo e le ore in più sono
destinate verso le visite di chirurgia vascolare o vascolari flebologiche.”
“Il secondo intervento dopo lo sforzo riorganizzativo è quello, messo in atto già da alcuni
mesi, dell'acquisto da parte dell’Azienda Usl di prestazioni sanitarie intramoenia ma extra
orarie. Si chiede così al professionista di offrire alcune ore retribuite, fuori dal proprio
orario di servizio istituzionale per sopperire alla mancanza di ore di prestazioni. Qui,
sottolinea Sassone, c’è stata una grossa risposta da parte dei professionisti, mossi
soprattutto da grande senso di responsabilità e di appartenenza al sistema sanitario
nazionale. Questo intervento dell’Azienda Usl ha prodotto per la cardiologia provinciale
(Cento e Delta) 64 ore in più, che si sono tradotte in quasi 200 visite in più al mese, a cui
vanno aggiunte 50/60 ulteriori visite cardiologiche che l’Azienda ha comprato ai
cardiologi del territorio; per la pneumologia integrata (Aosp e Ausl) 100 ore di attività in
simil alpi al mese, ovvero circa 200 prestazioni in più e infine per la chirurgia vascolare
72 ore di attività aggiuntive. Se mettiamo insieme tutte queste ore, spiega ancora
Sassone, siamo ad oltre 600 prestazioni aggiuntive che si riescono a recuperare con
questa manovra. Il terzo intervento che l’azienda sta facendo in maniera concreta è l’assunzione di
personale sanitario. Poco meno di una settimana fa la Direttrice Generale ha approvato
l’assunzione di 3 cardiologi, uno sulla cardiologia di Cona, uno sulla cardiologia di Cento,
e uno sulla cardiologia del Delta. Ultimo strumento da utilizzare, è l’acquisto di una della
libera professione dei professionisti da parte dall’Azienda che utilizza quei posti per
inserire pazienti che sono in attesa con le liste CUP. Il paziente pagherà il ticket, o non lo
pagherà se esente, e la quota che rimane per completare la tariffa del professionista
verrà integrata dall’Azienda sanitaria.
Le azioni messe in campo dalla UO di Cardiologia dell'Azienda Ospedaliero
Universitaria di Cona
“L’UO di Cardiologia dell’Aosp-Univ. S. Anna, ha come compito prevalente quello di
gestire le problematiche interventive, ma, sottolinea il suo direttore Gabriele Guardigli, ha
aderito con grande determinazione al progetto di riduzione dei tempi di attesa con una
serie di iniziative. Il problema principale delle liste d’attesa riguarda le prime visite, i primi
accessi e l’esecuzione degli elettrocardiogrammi. A tal proposito sono stati ampliati gli
orari di apertura degli ambulatori di visita cardiologica con elettrocardiogramma presso la
Cittadella San Rocco, per tutti i pomeriggi della settimana, con un totale di 20 ore
aggiuntive che saranno aumentate dal mese di luglio, e raddoppiate le attività. Inoltre un
numero rilevante di pazienti, oltre 120/130 a settimana, vengono gestiti ad attività di
primo livello nella nostra UO. Sul fronte del personale avremo l'arrivo di un nuovo
cardiologo che ci aiuterà a gestire meglio questa attività mentre per quanto riguarda
l’organizzazione ci stiamo impegnando a gestire al meglio tutti gli spazi possibili e le
attrezzature, inoltre stiamo cercando di attivare nuovi ambulatori in qualunque modo e
anche nei giorni festivi.” Tutte attività che vengono portate avanti da equipe multidisciplinari altamente
specializzate “Il lavoro di squadra vuol dire un coinvolgimento a 360 gradi del personale sanitario. La
nostra UO è mista, universitaria e ospedaliera, per cui c’è grande attenzione anche alla
ricerca. Per tutte le attività è molto importante la condivisione con il personale
infermieristico e con lo staff medico, conclude Guardigli, perché la ricerca e la formazione
sono tra le principali mission della nostra UO che è anche quella che forma i nuovi
cardiologi, aspetto quest'ultimo molto importante per immettere nel mondo del lavoro
nuovi professionisti adeguatamente preparati”.
L’appropriatezza delle prescrizioni, quali interventi per garantirla
“La nostra è una provincia dove sicuramente, indipendentemente da quello che è il
profilo demografico, si prescrivono molte prestazioni specialistiche. Il governo della
domanda, ci tiene a mettere in evidenza Biagio Sassone dir. Dip internazionale
Cardiotoracovascolare, è un aspetto importantissimo che richiede probabilmente un
intervento più strutturato. Che sia un tema fondamentale lo ribadisce il decreto legge 73
del 7 giugno, che consente all’organo di controllo che deve monitorare l’appropriatezza
prescrittiva di fare uso di piattaforme di intelligenza artificiale. Per essere più pratici, una
soluzione, potrebbe essere vedere chi sono i principali prescrittori e coinvolgerli nella
condivisione di documenti nazionali e linee di indirizzo regionali, che parlano di
appropriatezza prescrittiva. Non solo, prosegue Sassone, anche organizzare
periodicamente corsi di formazione e aggiornamento su questi temi con i giovani medici
di medicina generale, e ancora coinvolgere alcune rappresentanze di questi medici
nell’elaborazione di documenti contestualizzati a livello provinciale. Infine un riferimento
alla telemedicina che, con il teleconsulto, potrebbe essere di grande aiuto ad esempio
nell’evitare la richiesta di una prestazione, consentendo magari ai medici di medicina
generale una porta telematica di ingresso e di confronto in un reparto di specialistica.
Ecco questo approccio, conclude Sassone, credo possa essere una buona modalità per
cercare di contenere quelle che sono prestazione verosimilmente inappropriate o
inopportune.
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