CENTO (FE) 08/03/22 (NOTA STAMPA) – LA SANITA’ FERRARESE, DALL’EMERGENZA AGLI INVESTIMENTI PER IL FUTURO !
Il calo dei contagi continua, seppur più contenuto, prosegue quello dei ricoveri di pazienti
Covid mentre ci si organizza per gestire, dal punto di vista sanitario, l’arrivo dei profughi
che fuggono dalla guerra in Ucraina. Cosa ha voluto dire per la sanità ferrarese questo ultimo anno di pandemia e come la stessa sanità si è riorganizzata per riuscire a far fronte all'emergenza, continuando anche
a guardare in avanti, investendo, facendo crescere servizi, professionalità e strutture?
Se ne è parlato nella nuova puntata di Salute Focus Ferrara (format web settimanale a
cura di Ausl Fe condotto da Alexandra Boeru)con Monica Calamai, direttrice generale
dell’Azienda Usl di Ferrara. Il punto sui contagi “Il contesto nazionale, ragionale e locale – ha spiegato la direttrice Ausl Calamai – è quello di un netto miglioramento. Ad oggi abbiamo 3226 persone positive in provincia di Ferrara, il 96% delle quali però è asintomatico. L’incidenza si attesta attorno ai 326 casi
ogni 100.000 abitanti (leggermente in salita rispetto alla settimana scorsa) mentre sono
in calo anche le persone seguite a domicilio dalle USCA, scesa finalmente sotto quota
100 ( 94 nell’ultima settimana contro le 133 di quella precedente).
“Tutto questo – ha proseguito Monica Calamai – ha un impatto positivo sulle strutture
ospedaliere dove assistiamo ad una ripresa di circa il 90% di quelle attività ordinarie che
con l’emergenza erano state sospese”. E aggiunge: “Numeri che però non devono
portare all’abbandono di certe buone prassi che ci hanno accompagnato in questi due
anni, dalla mascherina anche all’aperto se in luoghi affollati, alla buona ventilazione degli
ambienti”. La campagna vaccinale I dati recenti sono anche il risultato di una campagna vaccinale che in provincia di Ferrara ha avuto ottime risposte da parte della popolazione. “Con la seconda dose – le
parole sono di Monica Calamai – siamo ad una copertura addirittura del 99% della
popolazione over 12, mentre con la terza abbiamo raggiunto l’86% del target
vaccinabile”. La campagna ora è in una nuova fase, sono stati riorganizzati orari ed accessi perché si
è passati dalle 4000 dosi di gennaio a circa 500 al giorno. “Continuiamo comunque a
vaccinare – ha proseguito la direttrice Ausl – anche con il Novavax abbiamo vaccinato
104 persone. Piccoli numeri ma per noi importanti perché ha aggiunto, sono sempre
persone in più che si sono vaccinate”. C’è poi la campagna pediatrica con le vaccinazioni rivolte alla fascia 5-11 anni. “E’ il capitolo più faticoso – afferma Calamai – ma non meno importante.”
Qui la copertura è più bassa, in linea con quella nazionale, e si attesta al 34,6% per la
prima dose e al 29% per le seconde dosi. Gestione sanitaria profughi dall’Ucraina
In questi giorni c’è una nuova emergenza per la quale è necessario il contributo, sul
territorio, della sanità locale. La Regione Emilia- Romagna ha fornito indicazioni alle
AUSL per la presa in carico delle persone che arrivano qui in fuga dall’Ucraina.
“E’ importante che le persone facciano i passaggi burocratici per lo stato di profugo,
quindi recandosi presso la prefettura, la questura, i comuni. Una volta fatto questo
verranno identificati e indirizzati all’autorità sanitaria per gli screening con tamponi,
vaccinazioni, ed eventuali ulteriori accertamenti” spiega la direttrice generale e continua:
“Abbiamo predisposto ambulatori sul territorio per lo screening e altri come sedi vaccinali,
non solo per il Covid ma per tutte le vaccinazioni che caratterizzano la nostra
popolazione, dall’infanzia in poi. Questo ci consente di fare uno screening sullo stato di
salute delle persone”. E aggiunge: “Abbiamo anche messo a disposizione la figura del
mediatore culturale che parla lingua ucraina supporto psicologico per bambini e per adulti
e siamo in stretto contatto con i sindaci dei territori nei quali sono già arrivati”. Calamai,
infine, ricorda: “Tutte queste persone, una volta identificate come profughi, possono
recarsi ai punti amministrativi perché possono avere il codice di esenzione per
l'assistenza sanitaria per almeno 6 mesi nel nostro paese”.
Il futuro della sanità ferrarese, dal territorio alle eccellenze
“Nonostante la pandemia la sanità ferrarese non ha smesso di guardare al futuro con
progetti importanti, alcuni dei quali – dichiara Calamai – avviati già nel 2020. Tra questi ne
vanno certamente indicati quattro: l’azienda digitale che ha dato di fatto il via
all’unificazione delle due aziende, il progetto IOR che ha visto l’arrivo dell’eccellenza del
Rizzoli all’Ospedale di Argenta, la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità e il
progetto sanitario di costruzione territoriale.”
Una sanità sul territorio dunque che è stata costruita attraverso nuove Unità Operative
che “non sono in contraddizione con quelle ospedaliere ma che permettono di realizzare
la sanità del futuro” ha messo in evidenza Calamai.
“La parola d’ordine del Pnrr – afferma ancora la direttrice generale – è la prossimità. Non
potrà valere per tutto ovviamente, ma su molte discipline e prestazioni sarà l’imperativo,
legata però alla qualità”.
E gli esempi da fare ci sono già, dal Rizzoli ad Argenta, passando per la risonanza
magnetica e i percorsi evoluti dal punto di vista cardiologico o urologico a Cento, fino al
Centro PMA dell’Ospedale del Delta o al Polo Odontoiatrico della cittadella S. Rocco.
“Sono centri e strutture evoluti che dietro hanno formazione, investimenti edilizi,
tecnologie i giusti profili professionali per farli funzionare”.
Quanto alle strutture, ci sono 33 milioni di euro da spendere. “Abbiamo in programma di
potenziare le 7 Case della Salute già esistenti. Stiamo lavorando con i Comuni per
aprirne altre in strutture da loro messe a disposizione, come a Tresigallo e Terre del
Reno. Analogo percorso è stato già avviato anche per Cento e Argenta. Ulteriori
Ospedali di Comunità invece verranno realizzati a Ferrara, Codigoro e Bondeno”.
E sempre nell’ottica di potenziare la sanità sul territorio si inserisce anche la figura
dell’Infermiere di Comunità e famiglia (IFEC). “Abbiamo ipotizzato, come prima necessità,
circa 60 infermieri, già una dozzina hanno preso servizio e la loro presenza sarà sempre
più diffusa sui territori che sono i primi a richiederla”. Le donne nella sanità: Parità ancora lontana ma obiettivo importante La direttrice, infine, ha fatto una riflessione sul ruolo delle donne nella sanità in occasione
della ricorrenza del 39;8 Marzo. “Nella sanità – ha detto – prevalgono ancora le figure
maschili nei ruoli apicali, i direttori generali soprattutto, i direttori sanitari donna arrivano
al 32%. Le fratture ci sono anche nel percorso complessivo di tutela e garanzia della
parità delle donne nella sanità. Quella di oggi non è una giornata che festeggia la donna
che deve essere presenza fondamentale all’interno del mondo del lavoro e della società
civile. E con un ruolo che non deve essere diverso da quello che ha il genere maschile.
Oggi questo non è. Tra le cose che devo fare, ha concluso la direttrice Ausl, oltre formare
i giovani, c’è la costruzione, con altre e altri, della la strada affinché questa disparità
venga meno”.
La puntata è visibile sul canale YouTube Ausl a questo link
https://www.youtube.com/watch?v=BeNncRKyl1g e sulle pagine Facebook Azienda Usl
Ferrara, Ferrara Focus, dei Comuni di Ferrara, Argenta, Copparo, Bondeno, Codigoro,
Cento.
Link con video scaricabili per le redazioni:
https://we.tl/t-8lsvAedM0q






