CENTO (FE) 29/04/22 ( NOTA STAMPA ELABORAZIONE DI MARCO RABBONI) – GRIDO D’ALLARME DALLE CAMPAGNE…CAVALCOLI (CONFAGRICOLTURA): “LA MANCANZA DI MANODOPERA POTREBBE RAPPRESENTARE IL FLAGELLO DEL 2022 PER LE AZIENDE ORTOFRUTTICOLE”
“Che l’agricoltura soffra in maniera endemica del problema della carenza di manodopera è risaputo, e Ferrara non rappresenta un’eccezione. E se negli ultimi due anni il problema non si è manifestato con particolare intensità, a causa soprattutto dei flagelli atmosferici che hanno ridotto drasticamente le produzioni frutticole, a fronte di un’annata normale come si prospetta essere quella attuale, la possibilità che diverse aziende non riescano a reperire il personale necessario ad effettuare la raccolta dei prodotti è assai concreta”.
Ad affermarlo è il Direttore di Confagricoltura Ferrara Paolo Cavalcoli, che prosegue. “Le motivazioni che hanno determinato l’aggravarsi della situazione rispetto al passato sono molteplici; innanzitutto si è drasticamente ridimensionato il flusso di lavoratori provenienti da Polonia e Romania, in quanto questi lavoratori preferiscono rivolgersi a Paesi, come la Germania e l’Olanda, che grazie a sgravi fiscali e contributivi consentono loro di percepire retribuzioni sensibilmente più elevate rispetto alle nostre, a fronte di medesime prestazioni. Non si tratta quindi, come qualcuno vuole lasciare intendere, di una maggiore generosità da parte dei produttori tedeschi e olandesi, ma piuttosto di agevolazioni statali di cui quelle aziende possono godere, che consentono da un lato di contenere il costo del lavoro, dall’altro di beneficiare di salari più elevati. Impercorribile al momento l’utilizzo del c.d. decreto flussi: pochissime le quote accordate al settore agricolo ferrarese, biblici i tempi per il rilascio dei permessi di soggiorno. Pochissimi gli studenti che si rendono disponibili ad effettuare la raccolta dei prodotti; nulla a che vedere con i contingenti di 30 o 40 anni fa, ed il motivo non può e non dovrebbe essere l’entità della tariffa oraria prevista dal contratto per chi non possiede esperienza, dato che questa ammonta a complessive €7,98. Altro elemento determinante è rappresentato da coloro che sono andati in pensione con quota 100, ai quali è preclusa ogni attività lavorativa, e questo ha privato il settore di molti potenziali addetti. È infine innegabile che chi percepisce il reddito di cittadinanza non è certo stimolato a ricercare un lavoro a carattere stagionale. Resta infine il problema della difficoltà di incrociare la domanda con l’offerta. La chiusura dei collocamenti agricoli e la riorganizzazione dei centri per l’impiego, anche alla luce dell’esiguo numero di punti operativi, ha complicato enormemente le cose; ad essere maggiormente svantaggiati sono soprattutto coloro che cercano lavoro e non sono automuniti, penso in particolare agli stranieri di alcune etnie, soprattutto di sesso femminile. E’ evidente che questa situazione può rappresentare terreno fertile per eventuali intrallazzatori che intendessero colmare tale vuoto trasgredendo le regole, approfittando dello stato di bisogno degli uni e degli altri. Per tale motivo si invitano tutti coloro che sono interessati a svolgere attività lavorativa in agricoltura a rivolgersi agli Uffici dei Centri per l’Impiego, anche accedendo al portale “Lavoro per te” per consultare le offerte di lavoro, a pubblicare la propria disponibilità sul portale AgriJob di Confagricoltura, o rivolgendosi direttamente agli uffici dell’organizzazione. Ma anche le amministrazioni comunali potrebbero fare la propria parte – conclude il Direttore Cavalcoli – raccogliendo le richieste di lavoro di chi risiede sul proprio territorio (penso in particolare a chi può trovarsi in situazione di maggiore disagio, come studenti e stranieri) e fornendo loro un supporto che sarebbe senza dubbio molto apprezzato”.







