CENTO (FE) 29/09/26 (COMUNICATO STAMPA) – EX. RISPARMIATORI CARIFE TRADITI …LA NOTA !
Ex Risparmiatori Carife- Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR)- Consap: quando una procedura semplice sulla carta diventa un percorso a ostacoli per lo “Sportello in Comune”
Movimento Risparmiatori Traditi, Centro Consumatori Italia, Ferrara Civica Culture criticano la reticenza di Bper in audizione Commissione parlamentare

VI ASPETTO OGNI MARTEDI’ DEL MESE AL MERCATO CONTADINO DI CENTO DALLE ORE 17,00 ALLE ORE 20,00 NELLA BELLA PIAZZA DEL GUERCINO
Prosegue la battaglia per i diritti dei risparmiatori CARIFE. Martedì 29 Settembre la Sala Zanotti del
Comune di Ferrara (g.c.) ha ospitato l’incontro degli assistiti dallo “Sportello in Comune” del Movimento
Risparmiatori Traditi con gli avvocati Prof. Massimo Cerniglia e Alessandro Caponi, consulenti del Centro
Consumatori Italia e di Ferrara Civica Culture.
L’appuntamento è stata anche l’occasione per aggiornare la cittadinanza dopo le audizioni delle associazioni e di
Bper in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario presieduta dal Senatore Pierantonio Zanettin.
In questi mesi lo “Sportello in Comune” ha gestito le richieste di aiuto di numerosi ex risparmiatori Carife che si
sono visti rigettare, totalmente o parzialmente, la domanda di accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR),
nonostante la domanda fosse stata presentata entro il termine previsto del 18 giugno 2020.
PROBLEMI PIATTAFORMA. Milena Zaggia del Movimento Risparmiatori Traditi e responsabile dello “Sportello in
Comune” ha ricordato il dramma di chi è rimasto escluso dai ristori FIR per un meccanismo procedurale come “la
trappola del binario sbagliato” che ha impedito a tanti di ottenere una tutela non per assenza di diritto, ma per un
sistema complesso.
Numerosi cittadini che hanno optato -per ignoranza o su suggerimento- per la procedura forfettaria –spesso senza
possedere i requisiti o senza piena consapevolezza– si sono visti, infatti, precludere l’accesso alla procedura
arbitrale. In altre parole: non avevano diritto al forfettario, ma per averlo richiesto, hanno perso anche la possibilità
di tutela dell’ordinario, oppure non l'hanno neppure presentata su consiglio di chi non aveva tempo di seguirli.
«La giurisprudenza, fino alla Cassazione, -spiega Zaggia- ha, invece, evidenziato la contraddizione del sistema,
mettendo in discussione una rigidità che ha prodotto effetti ingiusti. Non è stato valutato il diritto sostanziale del
risparmiatore, ma la correttezza formale del percorso scelto. Il principio dal quale allora si era partiti era semplice:
una procedura accessibile al singolo risparmiatore, senza la necessità di ricorrere a professionisti, associazioni o
intermediari. La realtà, però, è diversa. La presenza di due diversi binari di accesso -forfettario (35.000€ reddito o
100.000€ patrimonio mobiliare) e ordinario- insieme alla complessità della documentazione richiesta e alla
necessità di qualificare correttamente la posizione, ha generato numerosi errori. Errori commessi da risparmiatori
che si sono autogestiti, ma, in diversi casi, anche da professionisti, associazioni e soggetti che li assistevano non
sempre gratuitamente. A tutto questo si aggiunge oggi un problema pratico enorme».
Oggi, per poter intervenire sulla propria posizione attraverso la nuova procedura, il risparmiatore deve utilizzare i
riferimenti della domanda originaria: Username Password Id Protocollo Consap.
Molti ex risparmiatori non sono mai entrati in possesso di tutte le credenziali, perché la presentazione della
domanda era stata delegata a soggetti che ne fornivano copia solo a richiesta. Qui nasce una domanda semplice cui
cerchiamo di rispondere: come può oggi un risparmiatore correggere, integrare o verificare una domanda
precedente se non possiede gli strumenti necessari per accedere alla propria pratica? Ci troviamo davanti a
situazioni complesse che devono essere riesaminate con attenzione per evitare che il risparmiatore continui a
muoversi nel dubbio, spendendo tempo e, talvolta, denaro, senza sapere quale sia realmente la situazione della
propria pratica seguendo le indicazioni del portale con la presenza della casella verde e soprattutto della casella
arancione che, allo stato attuale, indica le domande che non hanno concrete possibilità di essere recuperate.
Questo è bene dirlo chiaramente al risparmiatore.
FATTORE UMANO. In questi mesi abbiamo ascoltato storie personali e familiari molto diverse.
«Abbiamo incontrato risparmiatori alle prese con prescrizioni, rigetti, documentazione incompleta, -ricorda Zaggia-
domande presentate nel percorso sbagliato, difficoltà nel reperire gli archivi e problemi nella ricostruzione delle
operazioni finanziarie. Abbiamo ascoltato situazioni che meritano ulteriori approfondimenti sulla vendita dei titoli,
sulla formazione della volontà del cliente e sulla documentazione utilizzata per giustificare determinate operazioni.
Il nostro obiettivo da sempre è semplice: dare voce a chi oggi non riesce nemmeno a capire perché la propria
domanda sia stata rigettata e, soprattutto, quali possibilità concrete abbia ancora.
Per questo -conclude Zaggia- stiamo raccogliendo le singole posizioni, cercando di ricostruire la storia di ogni
risparmiatore: la domanda originaria, il percorso scelto, la documentazione presentata, l'eventuale rigetto, gli
indennizzi già riconosciuti, le motivazioni del provvedimento e ciò che oggi può essere verificato o recuperato.
Perché dietro ogni numero di protocollo non c'è una pratica. C'è una persona. E dopo tutto quello che gli ex
risparmiatori Carife hanno subito, riteniamo doveroso che almeno sia loro consentito di comprendere con chiarezza
che cosa è accaduto alla loro domanda e quali strumenti hanno oggi per far valere le proprie ragioni».
A margine, Riccardo Forni, Presidente di Ferrara Civica Culture-Centro Consumatori Italia Ferrara, promotore della
campagna d’interruzione della prescrizione, ha messo l’accento su un punto irrisolto: l’utilizzo della garanzia
concessa a BPER dal Fondo Nazionale di Risoluzione per 150 milioni di € e le non risposte rese in audizione alle
domande e richiesta di chiarimenti avanzate dalla Commissione parlamentare sull’utilizzo del fondo di garanzia.
«È fondamentale comprendere come siano state usate queste risorse. Sono fondi nella esclusiva disponibilità di
Banca d’Italia e quindi riconducibili a una natura pubblicistica, BPER ha il dovere morale -se non l’obbligo- di rendere
conto del loro utilizzo. In sede di audizione davanti alla stessa Commissione BPER non ha saputo precisare in quali
circostanze siano stati usati 17,9 milioni di € prelevati da questi fondi di garanzia pubblici nel 2024 e, ad oggi, non
risulta che BPER abbia ancora riscontrato nel merito, men che meno nella risposta scritta consegnata dopo la
richiesta di chiarimenti avanzata il 5 marzo 2026 dalla Commissione sull’utilizzo del fondo di garanzia. Ferrara ha
pagato un prezzo altissimo per la vicenda Carife. La nostra comunità non può essere lasciata davanti a cifre
aggregate e risposte che non chiariscono la logica economico-sociale con cui sono state destinate le somme. Il
rispetto dovuto -e ancora atteso- alla Commissione parlamentare è lo stesso dovuto ai ferraresi. Non vorremmo mai
che BPER abbia utilizzato questi fondi pubblici per ‘risolvere’ situazioni problematiche per le proprie esposizioni o per
clienti ‘privilegiati’. Confidiamo che il senatore Zanettin prosegua l’approfondimento fino a ottenere risposte
complete e verificabili».
Gli esiti delle audizioni in Commissione Senato come l’andamento dello “Sportello in Comune” per la
ripresentazione delle pratiche al FIR riportano al centro dell’attenzione della politica e delle istituzioni locali una
verità semplice: la vicenda CARIFE non è ancora finita.
La battaglia per i diritti dei risparmiatori continua, sul piano legale, politico e morale. E continua con una richiesta
precisa: giustizia per chi ha visto svanire i risparmi di una vita.
CASISTICA DELLE SITUAZIONI
● domande parzialmente indennizzate nel binario ordinario, con particolare riferimento a investimenti effettuati soltanto
nelle annualità 2011, 2012 e 2013, mentre situazioni analoghe sembrano aver ricevuto un trattamento differente nel
percorso forfettario. Una differenza che i risparmiatori chiedono di comprendere e verificare, anche sotto il profilo della
coerenza e dell'equità del trattamento;
● controlli sui dati reddituali e patrimoniali che appaiono, in alcuni casi, difficilmente comprensibili o non corrispondenti
alla situazione effettiva dichiarata.
● conti correnti e rapporti cointestati che non sembrano essere stati correttamente ripartiti ai fini della determinazione
della posizione individuale;
● successioni, nelle quali ci sono risparmiatori che riferiscono di non aver visto correttamente presentata o completata la
domanda;
● persone che non hanno presentato la domanda perché ritenevano di non rientrare, nel percorso forfettario, perdendo
così la possibilità di far valere la propria posizione;
● assenza o insufficienza della relazione relativa alle cosiddette violazioni massive (violazione sistematica, generalizzata e
su larga scala dei doveri di trasparenza, correttezza e informazione da parte degli istituti di credito nei confronti di piccoli
azionisti e obbligazionisti subordinati), elemento che in alcune pratiche avrebbe potuto assumere un'importanza
determinante;
● domande respinte o rimaste bloccate anche per errori nella scelta del percorso o nella documentazione, senza che il
risparmiatore comprendesse pienamente le conseguenze della scelta effettuata.
Riferimenti: Massimo Cerniglia 335311217 – Milena Zaggia 3371314782 – Riccardo Forni 3358049222
Commissione parlamentare di inchiesta sistema bancario, finanziario e assicurativo.
FERRARA CIVICA CULTURE – ORGANIZZAZIONE PER LA TUTELA DEI CITTADINI – Cod. Ateco 949910 C. F. 9107950383
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