CENTO (FE) 28/05/26 ( COMUNICATO STAMPA) CONFAGRICOLTURA FERRARA: FRANCESCO MANCA PASSA IL TESTIMONE A CLAUDIA GUIDI ELETTA NUOVA PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA DI FERRARA- “UNITA’, RAPPRESENTANZA E DIFESA DEL REDDITO AGRICOLO PER AFFRONTARE LE GRANDI SFIDE DEL SETTORE”
Un’agricoltura forte, competitiva e capace di affrontare le trasformazioni del presente, senza
perdere il legame con il territorio e con le proprie radici. È questa la visione delineata dalla nuova
Presidente di Confagricoltura Ferrara Claudia Guidi nel suo discorso di insediamento, un intervento
che ha messo al centro la tutela delle imprese agricole ferraresi, la necessità di rafforzare la
rappresentanza sindacale e le grandi criticità che oggi stanno mettendo in difficoltà il comparto
agricolo.
Classe 1994, è attualmente Presidente dei Giovani di Confagricoltura ANGA – Emilia
Romagna, componente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Pianura di
Ferrara, componente di Giunta della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, componente del
Gruppo di Dialogo Civile su Agricoltura e Ambiente del Ceja – Consiglio Europeo dei Giovani
Agricoltori. Insieme al padre Mario, già Presidente Nazionale di Confagricoltura, conduce
un’azienda agricola ad indirizzo seminativo e frutticolo a Codigoro. “L’onore di rappresentare la
nostra organizzazione per il prossimo triennio è un’emozione difficile da descrivere. È un incarico
che accolgo con grande gratitudine ma anche con un forte senso di responsabilità verso tutti gli
imprenditori agricoli che ogni giorno, con sacrificio e dedizione, tengono vivo il nostro territorio”,
ha dichiarato la Presidente. Un passaggio che segna l’inizio di un mandato che si concentrerà
soprattutto sulla tutela del reddito delle imprese agricole, sulla semplificazione burocratica e sulla
difesa della competitività dell’agricoltura ferrarese ed emiliano-romagnola, in un contesto sempre
più complesso. “Ferrara è una provincia con radici agricole profonde. Le nostre campagne non
rappresentano soltanto un settore economico, ma un patrimonio sociale, ambientale e culturale
che abbiamo il dovere di difendere e valorizzare. Dietro ogni azienda agricola ci sono famiglie,
investimenti, professionalità e una capacità imprenditoriale che spesso non viene riconosciuta
abbastanza. Oggi fare agricoltura significa affrontare ogni giorno rischi enormi, assumersi
responsabilità importanti e continuare comunque a investire nel futuro”. Secondo la nuova
presidente, il comparto agricolo sta attraversando “una delle fasi più delicate degli ultimi decenni”,
stretta tra aumento dei costi, instabilità dei mercati, cambiamenti climatici e una pressione
normativa sempre più pesante. “In questi anni le imprese agricole si sono trovate a dover
affrontare contemporaneamente siccità, alluvioni, aumento dei costi energetici, rincari delle
materie prime, volatilità dei mercati e una burocrazia sempre più invasiva. A tutto questo si
aggiungono norme europee che spesso vengono costruite senza una reale conoscenza delle
esigenze delle aziende agricole. Il rischio concreto è che si chieda agli agricoltori di sostenere da
soli il peso della transizione ecologica senza garantire tempi, strumenti e risorse adeguate”.
Tra i temi considerati prioritari c’è il futuro della Politica Agricola Comune e il dibattito europeo
legato alla proposta del cosiddetto “Fondo Unico”. “La PAC rappresenta uno strumento essenziale
per garantire stabilità alle imprese agricole. Per territori come Ferrara, fortemente vocati alla
cerealicoltura e alle produzioni estensive, i pagamenti comunitari e le misure di sviluppo rurale
sono fondamentali per sostenere investimenti, innovazione e competitività. Per questo guardiamo
con forte preoccupazione all’ipotesi di inserire le risorse agricole all’interno di un Fondo Unico
europeo. Il timore è che l’agricoltura perda centralità e che le risorse destinate alle imprese
agricole vengano progressivamente ridotte”. Forte preoccupazione anche per il possibile
ridimensionamento di AGREA e per le conseguenze che questo potrebbe avere sui tempi di
pagamento e sulla gestione delle pratiche agricole. “Le imprese agricole hanno bisogno di certezze,
rapidità ed efficienza amministrativa. In un momento in cui la liquidità delle aziende è già sotto
pressione, ritardi nei pagamenti o ulteriori complicazioni burocratiche rischiano di creare enormi
difficoltà. Serve mantenere un sistema vicino al territorio, capace di conoscere le specificità
dell’agricoltura emiliano-romagnola e di rispondere rapidamente alle esigenze delle imprese”. Un
altro tema centrale sarà quello legato al divieto di utilizzo dell’urea dal 2028, misura che secondo
Confagricoltura rischia di avere pesanti conseguenze soprattutto per le aziende cerealicole della
Pianura Padana. “La sostenibilità ambientale è un obiettivo che condividiamo pienamente, ma
deve essere compatibile con la sostenibilità economica delle imprese agricole. Non si possono
imporre nuovi vincoli senza valutare attentamente gli impatti produttivi ed economici. Per molte
colture strategiche del nostro territorio il tema della fertilizzazione è fondamentale. Se le
alternative disponibili avranno costi molto più elevati o minore efficacia, il rischio sarà una perdita
di competitività delle nostre aziende rispetto ai concorrenti esteri”. Nel mirino anche il costo
crescente degli agrofarmaci e la continua riduzione delle sostanze attive autorizzate in Europa. “Le
aziende agricole stanno sostenendo costi sempre più elevati per la difesa delle colture, mentre
parallelamente diminuiscono gli strumenti tecnici a disposizione degli agricoltori. È necessario
trovare un equilibrio tra tutela ambientale e capacità produttiva. Non possiamo chiedere alle
imprese europee standard sempre più elevati lasciando però entrare sul mercato prodotti
provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole”.
La presidente ha poi evidenziato il problema della volatilità dei mercati agricoli, definita “una delle
principali minacce alla stabilità economica delle aziende”. “Oggi gli imprenditori agricoli investono
senza avere alcuna certezza sui prezzi di vendita. I costi aumentano rapidamente mentre i margini
si riducono sempre di più. Questo rende difficilissima qualsiasi programmazione aziendale e rischia
di frenare gli investimenti proprio nel momento in cui il settore avrebbe bisogno di innovazione e
modernizzazione”. Ampio spazio anche al tema della fauna selvatica, considerata ormai
“un’emergenza strutturale per il territorio ferrarese”. “Gli agricoltori non possono più essere
lasciati soli davanti ai danni provocati dalla fauna selvatica. Le nutrie continuano a creare problemi
enormi agli argini e ai sistemi di bonifica, con conseguenze pesantissime anche sul piano della
sicurezza idraulica. I fenicotteri e le oche selvatiche stanno causando danni sempre più rilevanti alle
risaie e alle colture appena seminate. In alcune aree cresce inoltre la preoccupazione legata alla
presenza del lupo. Serve affrontare questi problemi con pragmatismo, superando approcci
ideologici e mettendo al centro la tutela delle imprese agricole e del territorio”. Infine, il richiamo
all’importanza della rappresentanza sindacale e alla necessità di rafforzare ulteriormente il ruolo
di Confagricoltura Ferrara. “Oggi fare Sindacato significa essere presenti nei luoghi in cui si
prendono le decisioni, portando con competenza e autorevolezza la voce delle imprese agricole.
Dobbiamo continuare a essere un’organizzazione forte, capace di incidere davvero sulle scelte che
riguardano il futuro dell’agricoltura. Solo lavorando insieme, con unità e visione, potremo
affrontare le grandi sfide che attendono il nostro settore. Perché senza agricoltura non esiste
territorio, non esiste economia, non esiste futuro. E il nostro compito sarà fare in modo che le
imprese agricole non vengano mai lasciate sole, continuando a difendere con forza il lavoro, la
dignità e il valore di chi ogni giorno coltiva questa terra. Ma il futuro dell’agricoltura passa anche
dalla capacità di costruire una nuova generazione di imprenditori agricoli preparati, competenti e
protagonisti. Incentivare il ricambio generazionale deve essere una priorità, perché senza giovani
non può esserci innovazione, visione e continuità per il nostro settore. Per questo porterò sempre
con me l’esperienza vissuta in ANGA, che ha rappresentato per me una palestra fondamentale, non
solo dal punto di vista sindacale e professionale, ma anche umano. Un’esperienza che mi ha
insegnato il valore del confronto, della formazione, del lavoro di squadra e dell’importanza di
creare reti tra giovani imprenditori capaci di condividere idee, esperienze e obiettivi comuni. È
anche da lì che nasce la convinzione che il futuro dell’agricoltura si costruisca insieme, con
coraggio, competenza e partecipazione.”






