CENTO (FE) 03/10/24 ( NOTA STAMPA) – A POCO PIU’ DI 30 GIORNI ALLE ELEZIONI REGIONALI DELL’ EMILIA E ROMAGNA I CANDIDATI DELLE VARIE LISTE SONO IN FIBRILLAZIONE..SI RICANDIDA NELLA LISTA DELLA LEGA, CHE SOSTERRA’ LA CANDIDATA PRESIDENTE ELENA UGOLINI, NELLA CIRCOSCRIZIONE DI FERRARA L’USCENTE FABIO BERGAMINI NEL SOLCO DELLA CONTINUITA’!
C’è un’azione politica da completare, continuando a dare voce a chi, altrimenti, non avrebbe la possibilità di parlare con la Regione. Sono queste le motivazioni che hanno convinto Fabio Bergamini (Lega) a correre alle prossime elezioni regionali per la carica di consigliere. «Quella che si sta chiudendo – spiega – è stata una legislatura piena di impegni, ma anche di soddisfazioni, come dimostrano le tante persone che mi fermano per ringraziarmi, semplicemente per essermi occupato dei problemi che mi hanno segnalato. In questi anni, io e il mio gruppo in aula ci siamo impegnati per difendere le loro ragioni: a cominciare dalle liste “chiuse” per una visita specialistica in Sanità, a lungo negate come responsabili dei tempi dilatati per l’accesso ai servizi, ma che sono l’esempio lampante del fallimento dell’esecutivo che ha governato l’Emilia-Romagna. Abbiamo lavorato in difesa delle comunità che si stanno vedendo togliere servizi fondamentali, come gli sportelli bancari, nell’assordante silenzio della Regione». Fabio Bergamini ha pronta una serie di proposte anche sulla scuola, il lavoro, il commercio di vicinato, senza dimenticare un altro cavallo di battaglia: l’Agricoltura. «Politiche miopi hanno reso indifesi i nostri agricoltori di fronte ai parassiti che infestano i campi. Occorrono metodi di contrasto efficaci, come chiediamo da tempo, per difendere le nostre colture di eccellenza: penso ad esempio al settore orto-frutticolo. Questo è però un esecutivo che ha complicato la vita dell’intero settore e che non fa nulla di fronte alla fauna selvatica che devasta i campi. Anche su questo, ho intenzione di girare tutta la Provincia, per illustrare il nostro programma. Il quale avrà un comun denominatore: la possibilità di dare voce alle persone, che percepiscono la Regione come un ente distante rispetto alle loro esigenze».
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