CENTO, 18/09/2013 – Il Comune di Bologna, seguendo un’iniziativa del Consigliere Comunale ai diritti civili del Comune di Venezia e del Ministro per l’integrazione Cecile Kyenge, ha recentemente varato una discussa riforma della modulistica comunale.
Essa prevede l’eliminazione degli appellativi “padre” e “madre”, ritenuti discriminatori nei confronti della persona, e la sostituzione di essi con altre forme più generiche, come ad esempio “genitore 1” e “genitore 2”.
Con queste premesse, il Consigliere comunale Paolo Fava, si è dichiarato quest’oggi contrario all’iniziativa, diffidando dunque la Giunta Comunale ed il sindaco dall’intraprendere provvedimenti simili, ed invitando a manifestare inoltre il proprio dissenso agli organi competenti del Comune di Bologna.
“Nessun progresso – riporta la nota stampa del Consigliere comunale Paolo Fava – può passare dalla cancellazione del passato. Che al momento i bambini nascono ancora da un uomo e da una donna. Poi, nelle famiglie arcobaleno, ci sono due mamme o due papà. Madre e padre – continua la nota – sono la nostra storia, le nostre radici, le nostre origini“.
L’impegno a non modificare la modulistica comunale come nei comuni sopracitati passerà al voto anche nel consiglio comunale di Cento. Vedremo le scelte che farà il nostro consiglio su una notizia che ha già fatto scatenare polemiche sul web.
La redazione





