Democrazia in Movimento, la “Gestione Crociata” ed i metodi degni del peggior “grillismo”
Cento – , E’ quanto sostiene Raffaele de Sandro Salavti in una nota che pubblichiamo integralmente ben più note diffide dei legali di Beppe Grillo, anche il Presidente pro tempore (così ama definirsi da un pò di tempo) di Democrazia in Movimento avv. Alessandro Crociata, ha preso carta, penna, calamaio e si è attivato nella nobile arte della diffida. Non è però nei contenuti dei fatti e persone che intendo entrare, ma nell’applicazione del metodo. Crociata, sembra aver agito di sua iniziativa o al massimo in compagnia di pochi altri intimi, senza aver coinvolto l’intera Assemblea del Movimento e bypassando quindi tutte le fasi di “partecipazione”. Difatti del testo della raccomandata, non è stato mai pubblicato un post informativo sul Forum (piattaforma ufficiale di discussione degli Associati DiM) e di conseguenza non vi è stato alcun dibattito e mandato da parte dell’Assemblea di incaricare il Presidente pro tempore Crociata all’invio della diffida ed aggiungo, della messa a conoscenza di un’azione giudiziale i cui contenuti sono anche questi sconosciuti dalla maggior parte degli Associati costituenti l’Assemblea “sovrana”. All’atto della richiesta di spiegazioni (presentate il 24/9/2014) da parte del sottoscritto sul mancato coinvolgimento degli Associati, il Presidente pro tempore Crociata sviando su altri temi per nulla pertinenti, ad oggi non si è ancora degnato di rispondere e motivare con spiegazione plausibile la sua (e/o di pochi intimi) azione intrapresa in forma unilaterale. Comportamento quindi, degno del peggior grillismo e che ritengo di una bassezza tale da arrivare a vìolare palesemente i principi fondanti della Trasparenza e della Democrazia interna oltre agli artt. 7 ed 11 della Carta dei Princìpi ed artt. 11 e 12 dello Statuto di Democrazia in Movimento. Le violazioni alla CdP e Statuto confermano quanto sia stata modesta e poco garantista la figura di Alessandro Crociata nel mero ruolo di Presidente pro tempore e (aggiungo) pluridimissionario con all’attivo dimissioni rassegnate già dopo il terzo giorno di mandato, poi ritirate ed altre due presentate e ritirate nell’arco di 4 mesi, tra febbraio e giugno di quest’anno! Alla luce anche di questi metodi non idonei a rappresentare all’interno ed all’esterno un movimento politico nazionale, formalizzerò nei prossimi giorni la mia uscita dal movimento che ho contribuito a far nascere nel febbraio 2013. Il futuro di DiM è molto incerto. Da una parte, la “Gestione Crociata” è stata deleteria per il movimento specie nell’attuare il modello organizzativo, ed ormai sono convinto che non ci siano più margini di recupero. Dall’altra, le liste civiche di Sesto San Giovanni (Lista per Sesto), Ferrara (Progetto per Ferrara), DiM Aprilia (Latina) e singoli cittadini già dissociati da Crociata e tutto l’entourage dei “democrociati”, stanno lavorando da un mese per il rilancio dello stesso movimento attraverso una associazione di scopo ma obiettivamente pur avendo rispetto per gli intenti, penso che un’eventuale svolta non avverrà in tempi brevi e non con pochi ostacoli. (Raffaele De Sandro Salvati Sottoscrittore della Carta dei Princìpi di Democrazia in Movimento)




