Prosa in Pandurera – Domenica 16 marzo, in Pandurera, è andato in scena, per il cartellone Prosa,lo spettacolo “COSTELLAZIONI”, di Nick Payne, con Margot Sikabonyi e Alessandro Tiberi, regia di Silvio Peroni. Un atto unico dove i due attori, sempre sul palcoscenico, hanno percorso, in un susseguirsi di frammenti di vita, con flashback e flashforward impersonali, alcuni momenti cruciali della relazione di Orlando e Marianna, letti ed interpretati nell’ottica della teoria della fisica quantistica e degli universi infiniti. Quante volte ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se non avessimo fatto una determinata cosa, in un certo momento e luogo ? Ci risponde il testo di Payne:“Immagina di tirare un dado seimila volte…“ …”tutte le scelte, ogni singola decisione, anche la scelta più piccola, esiste già in una immensa combinazione di universi paralleli”..È un testo divertente, ma anche triste, che fa riflettere e sorridere. I due personaggi si incontrano e si scontrano, affrontano tradimenti dell’uno o dell’altra, la malattia, il dolore, la gioia, la speranza, la rabbia o la rassegnazione. Uno spettacolo coinvolgente e dinamico che trascina emotivamente lo spettatore nella complessità delle situazioni. La recitazione dei giovani attori è stata ottima, considerando inoltre che il testo, molto particolare, “costringe” gli attori a repentini cambiamenti emotivi ed interpretativi, proprio per le scene diverse che si avvicendano, ovviamente, senza una successione temporale logica. Un teatro nuovo, un “gioco teatrale” come è stato definito dagli stessi interpreti nell’ incontro pomeridiano, diverso dal modello classico al quale siamo abituati. In scena solo un sipario nero a specchio, tanti luci per raffigurare le stelle delle costellazioni e ripetute variazioni cromatiche impiegate per enfatizzare, supportare e dare drammaticità al linguaggio verbale e gestuale degli attori. Serata piacevolissima, testo notevole ed attori fantastici: unico “difetto”, non imputabile ad alcuno, è, a nostro avviso, la scarsa partecipazione del pubblico locale. Ci si meraviglia di questo, perché, ci si rende conto, purtroppo, che molto spesso c’è una larga inclinazione, a priori, alla critica (distruttiva) ed una scarsa propensione a cogliere ed apprezzare quanto poi viene offerto. E’ un vero peccato! (Mariarita Atti)






