CENTO, 1 GIU – l(LAREDAZIONE) Nota stampa dal sapore goliardico arrivata nel pomeriggio dal candidato Diego Contri che rivolgendosi a Fabrizio Toselli lo definisce così; “Se Schettino – ieri condannato in appello – ha abbandonato la nave, Fabrizio Toselli ha abbandonato Sant’Agostino – nel pieno di una ricostruzione ancora da venire e di una fusione in corso – per inseguire una poltrona. Amara constatazione: anche la politica ha i suoi comandanti infedeli”. Diego Contri nel proseguo della nota rincara la dose “Fabrizio Toselli abbandona Sant’Agostino a ricostruzione – e fusione – in corso e con tanti progetti ancora da ultimare. La palestra di Dosso è ancora inagibile, il Comune è ‘delocalizzato’, la stazione dei carabinieri di Sant’Agostino è fuori dal Comune, la piazza è ancora da rifare, alla faccia della sbandierata ricostruzione. Toselli lascia Sant’Agostino in questa situazione, nel pieno di un processo di fusione tra Comuni e con in mano, evidentemente, un accordo, per non dire inciucio, col Pd. Negli ultimi mesi ha subìto una mutazione genetica: da uomo di partito a civico. Votare Toselli, oggi, è votare l’alter ego di Piero Lodi. Toselli è l’altra faccia della medaglia del Partito democratico. L’unico voto utile – e l’unico vero centrodestra – rimane Diego Contri e le liste che lo sostengono”.In serata arriva la risposta pacata di chi sa che non deve giustificarsi di un rigenerato Toselli,dopo, il leggero malore che lo ha colto ieri nel pomeriggio e dice : “C’è chi denigra e chi pone al centro ciò che vuole fare. Tocca ai centesi decidere. A loro ribadisco che io non mi propongo per trovare accordi o un ‘posto’ (se avessi avuto ambizioni di ‘poltrona’ sarei rimasto in un partito o avrei accettato dei compromessi). Ma mi propongo per vincere, per dare al territorio un governo credibile, in cui possano riconoscersi anche i delusi, sia dell’ultima Amministrazione di centrosinistra sia delle divisioni del centro destra, e quanti si sono allontanati dal voto e dalla politica. Mi propongo per un governo del fare e del buonsenso: un progetto coraggioso, libero da condizionamenti esterni e da ordini di segreterie di partito lontane dal territorio (che ora più che mai ha bisogno di interventi mirati), libero nelle scelte, fatte unicamente per il bene di Cento e delle sue frazioni.






