Come parecchia gente saprà, ieri sera, presso la sala di Casa Pannini, c’è stata la riunione della consulta di Cento e Penzale. Riunione preliminarmente sovrastata da una cappa di tensione per gli scontri avuti, appunto, dalla consulta e la giunta comunale. Nella convocazione si legge che gli invitati erano: i capigruppo del consiglio comunale, il sindaco Piero Lodi, il vice sindaco Mario Pedaci, l’assessore al decentramento Claudia Tassinari e la cittadinanza. In sala, oltre ai consultori, erano presenti i maggiori organi di stampa, qualche cittadino interessato e Marco Mattarelli, consigliere comunale di Noi che.
La non presenza delle istituzioni più attese (sindaco, vice sindaco e assessore) ha azzoppato la riunione in quanto la volontà della consulta era quella di chiarire i rapporti tra quest’ultima e l’amministrazione. Senza la loro presenza, con la difficoltà nell’avere un incontro, alcuni consultori sono rimasti un po’ straniti non capendo che funzione ormai poteva avere la consulta. La giunta, dal canto suo, aveva mandato nel pomeriggio di ieri (9 settembre 2013) una lettera a Bernardi, presidente della consulta Cento-Penzale, annunciando l’assenza e affermando che la volontà non è quella di alzare un muro, ma, siccome i toni preannunciati non andavano nella giusta direzione del ritrovato percorso di collaborazione, queste istituzioni non hanno preso parte alla riunione.
L’assemblea è comunque andata in scena, e al primo punto degli ordini del giorno c’era appunto il rapporto tra la consulta di Cento e Penzale e l’amministrazione comunale. Nel complesso sono stati ripercorsi gli eventi che hanno portato allo scontro e la consulta, prove alla mano, ha ribadito la difficoltà nell’incontrare o avere risposte dall’amministrazione comunale. Bernardi ha elencato anche alcune cose non vere dette dalla giunta, un esempio è nel comunicato pesante che quest’ultima scrisse in risposta alla richiesta di dimissioni di Pedaci della consulta. Il presidente racconta che in quel comunicato si leggeva di alcune dimissioni da parte di un paio di consultori proprio perché il comportamento tenuto da Bernardi li sta disgustando. Nella lettera di dimissioni del consultore dimesso si legge che questa decisione viene fatta per motivi di lavoro che lo porteranno a stare lontano da Cento per due anni.
Sono intervenuti anche altri consultori, più o meno tutti hanno ribadito che c’è un problema nel rapportarsi con l’amministrazione perché per avere documentazioni ci vuole troppo tempo, ai verbali inviati non c’è risposta e quindi non si vede una grande via d’uscita. Franco Grandi ha ricordato il passato e si è detto deluso da un comportamento mai ricevuto: “con Fava le risposte arrivavano quasi sempre, con Tuzet ci sono state delle litigate ma qualcosa fu fatto”. Infine, due testimonianze: sono intervenuti il presidente dell’associazione Crocetta e Rudi Rodolfi, ex presidente della consulta in questione. Il primo ha raccontato che è dal 2011 che attende un incontro o una risposta dal sindaco su una questione riguardante l’associazione e, in questa situazione, non capisce più come rapportarsi con la giunta. Il secondo, invece, ha affermato che il trattamento riservato alla presente consulta non è altro che il proseguimento di tutto ciò che passò l’organismo presieduto da lui. La decisione presa dai consultori, in ultima istanza, è di continuare ad inviare i verbali all’amministrazione e di continuare ad utilizzare i giornali qualora ce ne fosse bisogno.
Il secondo punto tra gli ordini del giorno riguardava la sicurezza in via Matteotti, angolo con via Ugo Bassi. Bernardi ha riepilogato gli eventi successi, dall’aprile scorso fino ad arrivare alle ultime risse nella via, e le richieste fatte (più telecamere e più controlli, eventualmente con più personale tra i Carabinieri o cercando di creare un comando di Polizia a Cento). Ha voluto precisare che tutto ciò che la consulta, o lui stesso, ha detto o scritto sui giornali erano testimonianze da parte di cittadini che abitano la via o ci lavorano, non invenzioni e volontà di apparire. Emblematico l’intervento di un cittadino, presente spontaneamente alla riunione, che possiede un’attività in via Matteotti. Il commerciante ha confermato in blocco le risse e la situazione di degrado spiegando che quando la via venne chiusa, lì si era creato una specie di ghetto. Ora, che la via è stata riaperta qualcosa sta cambiando, ma rimane un problema. Il commerciante, infatti, ha fatto un esempio: “soprattutto alla fine dei week end, alla riapertura delle scuole, la mattina presto si vedono bidelli costretti a tirare secchiate d’acqua sui gradini del liceo per pulire lo schifo lasciato da chi frequenta i locali presenti nella via”. Ha preso, poi, la parola Albano Gozzi, il quale si è detto stranito in quanto “se il confronto con l’amministrazione comunale su queste tematiche non c’è a che cosa serve la consulta?”.
Il terzo punto degli ordini del giorno portava il seguente titolo: “Future scuole Pascoli e centro scolastico di Corporeno”. Il discorso è stato improntato su due punti:
1- Che fine faranno le scuole Pascoli?;
2- La richiesta di chiarezza circa la sicurezza delle scuole di Corporeno a non avere materiali dannosi per la salute;
Se sul primo punto non c’è tanto da dire perché i genitori hanno parecchie domande, ma l’unica che può rispondere è la giunta. Nel secondo punto, i consultori si sono detti decisi a chiedere la visione delle schede tecniche dei materiali affinché si possa fare chiarezza su una questione che non porta prove provate sulla “vicenda fenolftaleina”. Bernardi, vista la delicatezza del tema, ha precisato: “Non ci sono prove per sostenere problematiche di questo tipo nella scuola di Corporeno, ma chiediamo chiarezza a riguardo“.
Sul tema fenolftaleina è intervenuto anche il consigliere Marco Mattarelli, prima di lasciare la riunione, dicendo che ha presentato tre interrogazioni consigliari sulla scuola di Corporeno. Non ci furono neanche a lui risposte chiare in merito. Successivamente, non ha risparmiato opinioni anche pesanti in generale. Mattarelli, infatti, si è detto felice di aver visto un confronto serio in consulta, ma costituite con quelle modalità non hanno senso di esistere perché obsolete. Siccome, però, ci sono vanno fatte funzionare e “la consulta di Cento e Penzale fa un lavoro lodevole”, ha continuato il consigliere di Noi Che. Mattarelli non si è risparmiato nemmeno nell’ultima cannonata. Secondo lui, Cento è avvolta da una tela economico-affarista che rende il ruolo del sindaco quasi inutile, amministra senza quel potere che un primo cittadino dovrebbe avere. “Non a caso – ha detto – il consiglio comunale e questa riunione vengono fatti qui dentro (sala di casa Pannini), in un luogo privato il cui proprietario è un industriale“.
La redazione




