
sx foto: Ivan Greghi, Mattia franceschelli il coordinatore del Comitato, Fausto Toselli, Enza Esposito e Juri Mezzetti
Cento 01/112/16 – (La Redazione) Inizia così uno degli ultimi appelli a votare Si di Mattia Franceschelli Presidente del “Comitato del Si” targato Partito Democratico : un appello rivolto alle future generazioni. E, continua rivolgendosi a tutti i cittadini: “Cari concittadini centesi, il 4 Dicembre ci aspetta un appuntamento con il futuro a cui non possiamo mancare. La riforma costituzionale sottoposta al referendum si pone l’obiettivo di superare due record negativi che l’Italia detiene a livello mondiale: essere l’unico Paese al mondo con due Camere con uguali poteri, ed essere il Paese al mondo con il più alto contenzioso Stato-Regioni davanti alla Corte Costituzionale. La riforma rimuove questi due ostacoli alla stabilità del Paese disegnando un Senato con meno componenti, con meno poteri e con il compito primario di rappresentare le Regioni e le autonomie locali (come del resto accade in tutte le altre democrazie bicamerali), e riorganizzando i rapporti tra Stato e Regioni all’insegna della collaborazione e non del conflitto, come purtroppo accade oggi. Quello che andiamo a migliorare con questa riforma è l’assetto parlamentare dello Stato, mentre rimangono totalmente intatti i principi fondamentali e i diritti e doveri dei cittadini racchiusi nella prima parte della Costituzione. Anzi, direi proprio che i diritti delle minoranze vengono tutelati maggiormente: il Presidente della Repubblica non potrà più essere eletto dalla sola maggioranza, tutte le modifiche alla legge elettorale verranno passate al vaglio della Corte Costituzionale prima che entrino in vigore (e non dopo 8 anni come con il porcellum!), il governo non potrà più fare decreti leggi su materie disparate, le proposte di legge popolari avranno la garanzia di essere esaminate e i quorum di validità dei referendum abrogativi saranno abbassati. Se a ciò aggiungiamo l’eliminazione delle province, del Cnel, dei rimborsi ai gruppi politici dei consigli regionali, allora non abbiamo nessun buon motivo di merito per respingere questa riforma. Dobbiamo essere coraggiosi e pensare al futuro, senza timori. Come diceva Roosvelt, l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”.





