Un contenuto alla salvaguardia della salute – Il gruppo spontaneo Cento in Movimento dirama alla stampa un comunicato riguardante l’acqua pubblica a Cento e l’intenzione del comune di indire un bando di gara per la concessione di sei aree per la realizzazione e la gestione di erogatori di acqua potabile.
“L’Amministrazione Comunale intende promuovere sul territorio di competenza iniziative dirette a sensibilizzare i propri cittadini alla tutela dell’ambiente riducendo la produzione di rifiuti urbani e valorizzando l’uso di acqua pubblica ad uso potabile. Si intende dare attuazione a tale intenzione mediante l’installazione in ambito comunale di impianti di distribuzione dell’acqua proveniente dall’acquedotto“. Nel comunicato si cita questo scritto e viene dato risalto alle ultime tre parole. Da qui nascono tutte le riflessioni del movimento in quanto “Cento in Movimento” è sì favorevole all’acqua pubblica, e ne fa un punto programmatico, ma è consapevole che se c’è l’acqua pubblica questa deve anche essere ben controllata per evitare che i cittadini bevano acqua contaminata da qualche elemento inquinante.
Punto per punto – Nella nota stampa si fanno quattro punti di riflessione che possono essere riassunti in questa frase: si rischia di dare ai cittadini dell’acqua che da potabile si trasforma in contaminata. Perché? “La maggior parte dell’acqua che esce dai rubinetti in prov. di Ferrara proviene dal fiume Po: la denuncia di pochi anni fa (2010/2011) della presenza di PFOA presso la centrale di potabilizzazione situata a Pontelagoscuro. Il PFOA, acido perfluorottanoico, è tossico, mutageno, cancerogeno, teratogeno, se respirato o bevuto o mangiato col pesce e nella catena alimentare. Il PFOA non si vede, è trasparente, ma nocivo. Il CNR, Consiglio Nazionale della Ricerca, ha rintracciato il PFOA fino alla foce del fiume Po. In Italia mancano limiti di legge per il PFOA (colpevolmente, come era per l’amianto)“.
Il secondo punto si rifà ad una normativa sull’acqua potabile che “potrebbe presto diventare meno restrittiva. Questo l’allarme lanciato dall’ISDE: la qualità delle acque destinate al consumo umano proposte dallo schema di decreto messo a punto dai ministeri della Salute e dell’Ambiente, consentirebbero infatti di erogare come potabile acqua contaminata da sostanze tossiche e cancerogene (fonte: il Fatto Quotidiano)”.
Altro punto che riguarda la possibilità di ritrovarsi un’acqua inquinata e l’arretratezza, su certe cose, del Bel paese: “Molte delle nostre tubazioni ancora in cemento/amianto (fonte: Arpa Web)“.
Infine, non poteva mancare un problema politico legato alle deroghe avvenute negli ultimi anni. “In seguito all’intervento dell’Europa e delle richieste di verifica e informazioni che sono succedute fino a marzo del 2011, sul fronte delle deroghe nelle acque potabili sono emerse imperdonabili sottovalutazioni, inqualificabili omissioni e la solita tentazione di risolvere all’italiana un problema importante e già noto da anni (fonte: Legambiente)”.
Le richieste – Dopo tutte queste riflessioni non potevano mancare le richieste del movimento. Il contenuto che vorrebbe “Cento in Movimento” dietro all’acqua pubblica è la realizzazione di analisi “frequenza mensile” di PFOA e PFOS nell’acqua potabile e di tutti gli altri inquinanti classificati come pericolosi per la salute delle persone e degli animali e anche per quelli “non normati“.
Queste analisi, sempre secondo il gruppo spontaneo autore del comunicato, vanno valutate dagli “organi preposti” e successivamente devono essere pubblicati sul sito del comune con le relative “concentrazioni riscontrate e valutazioni degli organi preposti”.
(Qui l’articolo completo)
La Redazione





