CENTO (FE) 24/10/26 ( COMUNICATO STAMPA) TRASFERTA DEL RISCATTO DOPO LA BRUTTA PARTITA DI MERCOLEDI’ AL BALTUR ARENA PER SELLA CENTO SUL PARQUET DI MONTECATINI: LA T TECNICA GEMA MONTECATINI – SELLA CENTO COME VIENE AFFRONTATA DA SELLA CENTO LO SPIEGA COACH BONACINA….
Dopo la battuta d’arresto infrasettimanale con Pistoia, la Benedetto XIV Cento si prepara a tornare
subito in campo per affrontare la trasferta di Montecatini, in uno scontro diretto fondamentale per la
classifica. Con la delicata sfida di domenica alle porte, coach Bonacina è intervenuto in conferenza
stampa per analizzare il momento della squadra e l’inserimento di Aradori.
Cosa hai detto alla squadra dopo la pesante sconfitta di mercoledì? Ti sei concentrato più su
aspetti mentali oppure tecnici?

“Dopo una partita del genere non c’era molto da dire. Ci siamo ritrovati in sala stampa e la prima
cosa che ho chiesto ai giocatori è stata se i funerali fossero finiti. Da lì siamo ripartiti: abbiamo
riguardato la partita, ci siamo parlati. La capacità delle squadre vincenti consiste nell’essere pronte a
reagire dopo un momento difficile, nel dare una risposta prima di tutto a noi stessi, per il lavoro che
stiamo facendo tutti i giorni da agosto, e anche perché la gara in arrivo è una di quelle importanti, su
un campo difficile, contro un avversario che ha i nostri stessi punti. Quindi, quale occasione migliore
per rispondere alle critiche, giustamente arrivate dopo una prestazione insufficiente, se non quella di
domenica”
Posto che Aradori è fisicamente indietro, come state lavorando per inserirlo nei giochi? Ne
avete creato uno proprio per lui, cercando di sfruttare al meglio le sue caratteristiche?
“Pietro non giocava una partita ufficiale da aprile. È normale che abbia bisogno di mettere benzina
nel motore e di oliare di nuovo alcuni meccanismi fisici e mentali. Mercoledì non siamo stati in grado
di attivarlo a dovere: dobbiamo essere noi, innanzitutto, ad aiutare lui, e poi aspettare che sia lui ad
aiutare la squadra. Non servono schemi particolari, ma semplicemente, all’interno del nostro modo
di giocare, trovare i riferimenti giusti per lui e con lui”.
L’assenza di Davis pesa e non potrebbe essere diversamente, ma nelle prime cinque uscite la
Benedetto ha palesato evidenti difficoltà nel tiro da tre punti e un’altrettanto evidente fragilità
difensiva. Come pensi di intervenire su questi due aspetti?
“La mancanza di Davis è un dato di fatto che non sparisce né dopo una vittoria né dopo una
sconfitta. Quando una squadra è costruita attorno a una guida importante e questa viene a
mancare, non è automatico che gli altri elementi interpretino subito un nuovo ruolo con esiti positivi:
ci vuole del tempo e lo sapevamo. Non ci dobbiamo scomporre davanti a una sconfitta. Più che per i
numeri, dobbiamo essere arrabbiati per la non-prestazione a livello emotivo e mentale. Ora però c’è
solo da rialzarsi e fornire una prestazione vigorosa. Per quanto riguarda la fragilità difensiva, è
innegabile: i dati parlano chiaro, in alcune voci statistiche siamo la peggior difesa del campionato.
Dobbiamo semplicemente rimboccarci le maniche e mettere sul parquet un altro tenore, un’altra
aggressività, un’altra intensità e una maggiore precisione nei nostri meccanismi. È questo che deve
darci la capacità di chiudere a chiave l’area e far sì che gli avversari facciano molta più fatica a farci
male”.In quanto scontro diretto, con Montecatini sarà una partita molto delicata. Cosa dovrete fare
per provare a vincere domenica?
“Sarà una gara in cui entrambe le parti sentiranno un po’ di tensione. Noi dovremo abbracciarla e
goderne. Chi non la vuole, semplicemente, non fa questo mestiere. Quando ho fatto i nomi di alcuni
ragazzi nel post-partita, l’ho fatto per loro. Preferisco che all’esterno si parli di quello che ha detto il
coach piuttosto che di ciò che hanno fatto i giocatori, perché è meglio che stiano sereni in palestra a
lavorare. Alle parole ci penso io, sono qui apposta per fare da scudo alle critiche. Sarò sempre il
primo sostenitore della squadra. Questo gruppo l’ho costruito anche io, c’è la mia impronta: sono
molto orgoglioso delle scelte fatte e lungi da me rinnegarle dopo solo cinque partite. Domenica
siamo focalizzati sull’avere una reazione importante, al di là del risultato finale. Sarà una partita
importante, e noi abbiamo bisogno di mandare un messaggio prima di tutto a noi stessi: un segnale
che certifichi il lavoro che stiamo facendo, l’impegno che ci stanno mettendo i ragazzi, lo staff e la
società ogni giorno. Vogliamo ripagare anche la vicinanza che la nostra tifoseria ci ha dimostrato
mercoledì. Perché sì, è arrivato qualche fischio, ma ci mancherebbe dopo che perdi di 40 punti.
Sono stati fischi di incitamento, come a dire: “Non siete questi, lo sappiamo, fatecelo vedere!”. E noi
non dobbiamo fare altro che dimostrarlo sul parquet. Siamo pronti e vogliamo farlo a tutti i costi
domenica per ciò che rappresenta la grande famiglia di Cento”.







