CENTO (FE) 03/03/20 . ( DI IRENE FINI) TERZA USCITA DE”IL PUNTO DI IRENE” IRENE IN QUESTA TERZA USCITA HA PENSATO AD UN TITOLO VERAMENTE INUSUALE: MASCHERE INVISIBILI !
Mi è sempre piaciuto osservare tutto ciò che mi circonda. Spesso mi ritrovo a viaggiare con il pensiero attraverso le mille sfaccettature che la realtà quotidianamente ci offre: le sfumature dei gesti, un tramonto, gli sguardi delle persone. Ci sono situazioni che però stimolano più di altre i nostri cinque sensi, le nostre percezioni ed emozioni. Il Carnevale di Cento, secondo me, è il momento ideale per perdersi nell’arte di osservare. La nostra mente e i nostri occhi vengono inebriati dai molteplici colori, suoni e odori che fluttuano nell’ambiente del corso mascherato.
Ma c’è un dettaglio che accomuna tutti coloro che partecipano alla manifestazione: la maschera. Adulti e bambini, infatti, sono travestiti di tutto punto, tra stelle filanti, trucco e costumi, per entrare a pieno nell’atmosfera allegorica. Tuttavia, l’attento osservatore si accorge anche che, oltre ai travestimenti allegorici che dipingono il pubblico, all’interno del circuito esistono altri tipi di maschere, quelle forse più importanti di tutto il Carnevale. Sono delle maschere invisibili indossate da tutti coloro che progettano, gestiscono e attuano il Cento Carnevale d’Europa. Ad un primo sguardo si possono notare i volti dei figuranti carichi di gioia, ma allo stesso tempo tesi, pronti sulla linea di partenza per entrare in Piazza e sfoggiare le loro tanto studiate coreografie. Affianco a loro, appaiono le espressioni concentrate dei carristi che cercano di calcolare ogni minimo dettaglio per fare sfilare il carro tra le strette vie del centro storico. Alzando i nostri occhi, lassù, dall’alto delle torrette, svettano i volti di altri carristi, carichi dell’attesa che precede l’entrata in scena, mentre le loro mani stringono nervosamente già il primo pupazzo da lanciare come Gettito.
Girandoci poi verso il palco, la nostra visuale si apre su altre maschere invisibili: sono quelle indossate dai presentatori e dal Patron, i cui volti sono arricchiti da un meraviglioso sorriso. Affianco al palco poi ci sono i tecnici audio, che attentamente si adoperano per impreziosire la culla sonora della manifestazione. Il loro sguardo e lavoro si incontra in una perfetta collaborazione con i carristi, per garantire il corretto passaggio dei giganti di cartapesta in Piazza. Ruolo fondamentale è svolto da tutte le forze dell’ordine, dalla protezione civile, dal personale della sicurezza e dagli addetti al montaggio e allo smontaggio di tutti i pannelli che chiudono il circuito carnevalesco; questi con la loro presenza permettono e garantiscono il corretto svolgimento della manifestazione. Il Carnevale è un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni di un proprio linguaggio. È un luogo di scambio; scambi di parole, di sentimenti, di ricordi e di maschere. Maschere, che poi alla fine tanto invisibili non sono, che per tutto l’anno lavorano orgogliosamente per la creazione e
la resa impeccabile di un evento storico, ricco di tradizione e patrimonio da apprezzare, appartenente alla città di Cento e al suo territorio.









