CENTO (FE) 07/06/20 – (LA REDAZIONE) RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL CONSIGLIERE DELL’ANTICO ENTE MIRCO GALLERANI: disastro cinese Donne senza diritti e Uomini senza terra e soldi
La vicenda ha dell’incredibile, anche se la discriminazione delle donne è una inaccettabile realtà
consolidata da dinieghi, omissioni, finzioni ed ipocrisie istituzionali.
E’ un delitto verso la Costituzione e tutte le leggi emanate in oltre 70 anni., ultima delle quali la
Legge 168 del 20 novembre 2017, che stabilisce e regola come una proprietà collettiva la
Partecipanza Agraria di Cento.
La novità consiste nel fatto che l’attuale governo dell’Ente, pur con la proprietà di 1.600 ettari di
terreno ed un deposito bancario di circa 4,5 milioni di euro, non è riuscito ad effettuare la
divisione dei capi e liquidare l’opzione in denaro a coloro che avevano fatto tale scelta.
Sono così almeno 1.093 i capisti rimasti senza nulla, ma anche i 212 che hanno richiesto il capo
non hanno avuto l’assegnazione definitiva del terreno, perché hanno ricevuto una
preassegnazione (assegnazione provvisoria), a cui dovrebbe far seguito una non meglio precisata
identificazione del terreno, quindi di certo non vi è nulla.
Inoltre, i capisti che hanno ricevuto la preassegnazione si sono visti assegnare solo capi di mq.
5.800, mentre quelli, pur previsti dallo Statuto e dal regolamento divisione dei capi 2019, di mq.
7.733 e mq. 9.666 non sono stati distribuiti.
Solo ora, ci si accorge che lo Statuto della Partecipnza non consente di liquidare denaro al posto di
terreno ed occorre modificare alcuni articoli dello Statuto.
Solo ora, compare un documento datato 29 maggio 2020, nel quale il segretari dell’Ente dice che
“Non è possibile un utilizzo provvisorio dell’avanzo di amministrazione se non a seguito di una
riforma dello Statuto”.
Solo ora, il segretario dirigente mette nero su bianco che: “Di conseguenza si rende necessario
predisporre una modifica dello Statuto da proporre all’Assemblea dei capisti … La modifica dovrà
riguardare il principio dell’ “Opzione”.
E’ incredibile come, una divisione prevista da 20 anni sbatta contro uno Statuto in vigore, per
quanto riguarda la divisione, da oltre 40 anni e che il segretario in quel ruolo da oltre 30 anni, si
accorga solo a fine maggio 2020, che quello che si voleva fare nel 2019 non è possibile.
I danni per la mancata divisione e la liquidazione della medesima aumentano man mano che
passano i giorni e oggi, a causa di terreni incolti, sono stimabili in almeno 500 mila euro.
Dell’intera vicenda, i Consiglieri Mirco Gallerani, Renato Minelli e Tassinari Alessandro hanno investito la Regione tramite
esposti, che coinvolgono i dipartimenti legislativi, agricoltura e foreste, e pari opportunità.
La terra c’è, i soldi pure e non resta che dire che la sola cosa che manca è l’intelligenza.






