PARTE LA NOSTRA NUOVA SPECIALE RUBRICA CON IL COMPITO DI SCOPRIRE I “TESORI NASCOSTI” DEL NOSTRO VASTO TERRITORIO, DENSO DI STORIA E MISTERI: INIZIAMO CON UN MANUFATTO CHE ORAMAI SI PUO’ CONSIDERARE UN MONUMENTO STORICO PARLIAMO DEL MISTERIOSO E SECOLARE PONTE DELLA MAGOLA O PONTE DAL PRIT!
VIDEO SERVIZIO A CURA DI MARCO RABBPONI PER TC100WBTV ON LINE TACCUINOCENTESE.IT RINGRAZIAMENTO SPECIALE PER LA COLLBORAZIONE DI ANDREA GILLI
CENTO (FE) 25/01/25 ( DI MARCO RABBONI PER TC100WBTV) NOSTRA SPECIALE RUBRICA “TESORI NASCOSTI”: MISTERIOSO PONTE DELLA MAGOLA ANDIAMO A VEDERLO CON UN PO DI PAZIENZA ESSENDO DA SOLO DEVO FUNGERE ANCHE DA OPERATORE ECCOLO IL PONTE DETTO DELLA MAGOLA UN MANUFETTO STORICO DAI CENNI MISTERIOSI A RIDOSSO DELLA CITTA’ CENTO… Un territorio storico , qui a due passi possiamo ammirare la maestosità di Palazzo Arisoti, risalente anch’esso ai primi del 1500 con la sua caratteristica chiesetta padronale a poca distanza dallo storico argine diversivo che aveva la funzione di proteggere Cento dalle frequenti inondazioni del fiume Reno che scorre a pochi chilometri . La storia, comunque, dice che il Fiume Reno scorreva da queste parti: la vallata e alcune caratteristiche della zona lo testimoniano, ma nella meta del 1300, dopo l’ennesima catastrofica alluvione la acque del fiume ritiratesi cambiamo scorso in quello che conosciamo a attualmente. Ma qui faremo un capitolo raccogliendo altro materiale interessante . Ma, torniamo a noi e al ponticello della Magola che risalendo il canalino alla sua sinistra s’intravede il bosco del Morando al confine con il territorio di San Giovanni in Persiceto a cui e legato sa secoli di rapporti di confine non sempre idilliaci . Perché si apprende dai testi di storia che il ponte della Magola anticamente è nato come una chiusa per regalare le acque preveniente dal territorio persicetano che numerose volte arrivavano impetuose nei periodi di abbondanti piogge portando situazioni di pericolo al territorio centese. Poi si racconta che il Ponticello della Magola era utilizzato come passaggio per contrabbandare merci tra i due stati: quello ferrarese e quello bolognese. Questi ruderi che vediamo sono i resti dell’ultima costruzione fatta dai centesi verso il 1833: il ponticello fu rifatto dalla sua prima costruzione avvenuta verso la fine del 1500 esattamente nel 1599 , altre 5 volte e come si raccontano i testi storici non sempre nella stessa posizione ….Noi amici chiudiamo qui il nostro racconto ma, per chi vuole continuare con la lettura lasciamo a seguire altre notizie molto interessanti per scoprire qualcosa in più del Ponticello della Magola che , comunque, conserverà sempre sipario di mistero. In chiusura la Redazione ed Io ringraziamo la preziosa collaborazione del nostro storico, l’amico Andrea Gilli. …ciao ciao
I NOSTRI SPECIALI SPONSOR
CENNI STORICI SECONDO DIDACO TANGERINI DAL SUO QUADERNO CENTESE N°29
Da quaderno centese n 29 Il Canalino di Didaco Tangerini pag. 9, 10, 11 1599 Fu fatto fare dai centesi un edificio sul Canale e fu detto “La Magola”. 1599/b Fattasi nel 1599 grave screscenza nel Canalino e temendosi veder in breve non solamente i campi ma la Terra stessa di Cento inondata, gli abitanti centesi presero il partito di fabbricare sopra Cento poco più di un miglio quel riparo che detto fu “Magola”, onde le acque fluissero verso Cento per quanto solo era d’uopo. Questa “Magola” fu la sorgente di acerrimi contrasti con quelli di S. Giovanni in Persiceto, i quali dal cardinale Clemente, Legato di Ferrara, conseguirono nel 1625 che fosse levata, sebbene poi dieci anni dopo venisse rimessa. 8 novembre 1626 Il detto giorno venne a Cento il Rosselli da Ferrara, ingeniero delle Acque e fu mandato dalla Comunità di S. Giovanni per vedere una tal chiavica, chiamata “la Magola”. quale era già stata fatta dalla Comunità di Cento nel Canale che corre per Borgo di Mezzo, la qual Magola era già passato 28 anni che la fecero in detto Canale diritto a Ren Vecchio e la Comunità di S. Giovanni non ne la volevano, e perché era una cosa fatta con gran quantità di centinaia di lire e per trattenere indietro le acque grosse, ma questi di Cento non volevano guastarla e così vennero sei da S. Giovanni a cavallo tutti armati per andarlo a vedere con il detto Rosselli e li deputati della Comunità di Cento. Onde subito si battè il Consiglio e di questo si trattò e determinarono di mandare a Ferrara perché il Legato, cioè il cardinale Cenino, comandava che si disfacesse et essi non la volevano muovere perché sarebbe poi venuto giù troppa gran quantità d’acque che avrebbero affondato ogni cosa. A dì 10 a ore 11 un tal Giovanni Battista Gioli, detto “Guaita Tanocchi”, montò a cavallo e se n’andò a Ferrara con lettera dei Consoli a posta, quantunque piovesse a del rotto, ma il detto giorno si conobbe che la detta Magola era andata giù per il Canale per le gran acque, onde si tenne per certo che fossero stati quelli della Comunità di S. Giovanni che l’avessero distrutta la notte antecedente.
DALLE ANTICHE TERRE DEL GUERCINO E DI PARTECIPANZA I BUONI FRUTTI DELLA TUA TERRA 
CENNI STORICI SECONDO IL CANONICO GIOVAN FRNCESCA ERRI
Travata o Magola, conosciuta come “al pònt dal prit” zona Morando (anche se per “pònt dal prit” si intende la zona non tanto questo manufatto) Da Dell’origine di Cento e di sua pieve della estensione di Giovan Francesco canonico Erri – pag 249 Corse pericolo la Terra di Cento di essere inondata dalle copiose acque, che fluivano per il Canalino ; per la qual cosa volendo la nostra Comunità sfuggire un simile pericolo, fece costruire un miglio sopra Cento un riparo, o sia chiusa, detta volgarmente magola , col beneficio della quale si ammettesse solamente quella copia d’acque, che poteva capire in detto Canale , e rimanessero escluse, e respinte le acque superflue, e soprabbondanti. Quelli di S. Giovanni mosero lite, ed ottennero dal Cardinale San Marcello Legato di Ferrara, (Francesco Cennini de’ Salamandri legato apostolico di Ferrara 1623/1627), che fosse levata detta chiusa, come fu eseguito alli 17 di Nov. dell’anno 1625 ; ma nel 1635 vi fu di nuovo riporta. I documenti si conservano nell’Archivio della Segretaria del Pubblico, e della Comunità di Cento alla filza, o cartone Canalino, Quei ruderi sono dell’ultima costruita, i centesi ne hanno costruite almeno cinque dalla fine del 1500 in avanti. Due a 50 metri a monte del ponte di S. Liberata e demolite per ordine di San Giovanni, altre due nei pressi del ponte Preti e demolite anche queste. Quella presente come rudere fu l’ultima costruita nel 1833
I NOSTRI SPECIALI SPONSOR





