CENTO (FE) 14/0/25 ( COMUNICATO STAMPA) LA PROTESTA- FIERA DI CENTO DIVERTIMENTO AD OROLOGERIA : E’ LA PROTESTA DEI RAGAZZI DI GIOVENTU’ NAZIONALE CHE GIA’ HA FATTO PARLARE DI SE’, TROVANDO LE GIOSTRE CHIUSE RIGOROSAMENTE A MEZZANOTTE DI “CENERENTOLIANA” MEMORIA … LA NOTA !

IL GRUPPO GIOVENTU’ NAZIONALE SEZ. DI CENTO IL GIORNO DELLA SUA COSTITUZIONE CON DIRIGENZA DI FERRARA
Quello che doveva essere un momento di svago e festa per le famiglie centesi si è trasformato nell’ennesima dimostrazione di inefficienza amministrativa.
Con l’ultima ordinanza emanata dal Comune, l’amministrazione di sinistra sembrava imporre – come di consueto – lo spegnimento della musica alle ore 00:00. In realtà, nel testo ufficiale era inserita una clausola che richiedeva la chiusura completa delle attrazioni alle ore 00:00, andando oltre le abitudini consolidate e sorprendendo operatori e cittadini.

MESSAGGIO PROMOZIONALE: CI VEDIAMO IL 16 SETTEMBRE PAZZALE DELLA ROCCA ( MOMENTANEAMENTE PER SMOTAGGIO STRUTTURE DELLA FIERA SITUATE IN PIAZZA DEL GUERCINO) AL MERCATO CONTADINO DI CENTO DALLE ORE 8,00 ALLE ORE 13,00 – – PIAZZA DEL GUERCINO
Il risultato? Alle ore 00:15 di questa notte ( tra il giorno 14 e 15 ) sono intervenute le forze dell’ordine (112) intimando l’immediata chiusura delle giostre. In caso di mancato rispetto dell’ordinanza, gli operatori avrebbero rischiato una denuncia. Una situazione assurda e surreale che ha lasciato increduli i presenti e ha rovinato la serata a centinaia di famiglie.
Ancora una volta, la cattiva comunicazione e le decisioni calate dall’alto penalizzano i lavoratori, gli operatori dello spettacolo viaggiante e i cittadini che cercano semplicemente di vivere momenti di socialità e divertimento. Non si può amministrare una città imponendo regole così drastiche senza un confronto con chi quelle regole deve rispettarle.
Gioventù Nazionale chiede maggiore chiarezza, buon senso e rispetto per le tradizioni centesi. La nostra città merita amministratori che sappiano ascoltare e valorizzare i suoi eventi, non spegnerli con ordinanze confuse e improvvisate.
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