CENTO (FE) IL MERITO ALLA SEGNALAZIONE DI FRATELLI D’ITALIA DI CENTO RELATIVA AD UNA DONNA ANZINA DIMESSA DAL PRONTO SOCCORSO CENTESE IN PIENA NOTTE SENZA ADEGUATA ASSISTENZA PER IL RIENTRO A CASA: ARRIVA LA PRECISAZIONE DA PARTE DELL’AZIENDA SANITARIA DI FERRARA SUL CASO…LEGGIAMO !
In merito alle notizie di stampa relative ad una paziente anziana dimessa dal Pronto soccorso di Cento di notte senza avvisare il marito, l’Azienda Usl precisa quanto segue.
L’articolo parla di “una donna anziana”, anche se in realtà l’età della paziente è 66 anni, quindi, rispetto ai parametri attuali e al profilo di popolazione della provincia di Ferrara, non proprio inquadrabile nella categoria indicata. Non è stata “trasportata con urgenza al Pronto Soccorso”, bensì è stata assistita dal personale dell’ambulanza già a domicilio e trasportata in ospedale per ulteriori accertamenti, senza alcuna urgenza, in codice minore verde. Codice colore confermato dal triage all’arrivo in ospedale.
Inquadrato correttamente il caso, si precisa che il trattamento sanitario erogato alla paziente, sia dal personale dell’ambulanza che in pronto soccorso è risultato appropriato, corretto e completato in poco più di 1 ora di permanenza in Pronto Soccorso. Quindi il livello qualitativo delle cure del nosocomio viene confermato alto e corretto.
Conclusa la prestazione sanitaria, alla paziente che era lucida, orientata, collaborante, il medico ha chiesto se fosse accompagnata da un congiunto che la potesse trasportare a domicilio con mezzi propri o se avesse bisogno di un rientro in ambulanza. La paziente avrebbe risposto di essere in attesa dell’arrivo del marito. All’uscita dall’ambulatorio anche al personale sanitario nella postazione di accettazione, la paziente avrebbe confermato all’infermiera e al triagista di essere in attesa del marito che probabilmente era già fuori ad aspettarla. Veniva quindi invitata a rientrare in sala d’attesa nel caso in cui l’accompagnatore non fosse ancora arrivato. Ma lei non risulta rientrata.
Dispiace molto del problema che si è creato con la paziente, ma nessuno degli operatori in servizio quella notte, con oltre 20 pazienti in trattamento di cui 4 con situazioni complesse, si è rifiutato di prestare assistenza alla paziente nè tantomeno di effettuare una telefonata ai familiari.
Gli operatori infatti cercano sempre, per quanto possibile in relazione alle specifiche situazioni e al contesto, di porre attenzione all’intero percorso del paziente, fino al suo rientro a domicilio e – laddove ciò è necessario – anche alla prosecuzione delle cure a casa.
L’obiettivo che si cerca di perseguire è quello di una presa in carico il più possibile completa del paziente nella sua interezza, anche dal punto di vista dell’accoglienza e delle relazioni umane. E dispiace davvero per i casi, per fortuna rari, in cui per circostanze fortuite questo sforzo rischia di essere vanificato.







