CENTO (FE) 26/09/20 – (DI IRENE FINI PER IDENTITA’ E RISPETTO: OSSERVIAMO IL MONDO CON GLI OCCHIO DELL’ARTE) IL CHIESOLINO DI DECIMA: ESEMPIO DI TUTELA E VALORIZZAZIONE!
Assai di frequente, quando abbiamo occasione di concederci una vacanza o un weekend fuori porta, tendiamo a battezzare mete turistiche abbastanza conosciute, come ad esempio Roma, Firenze o Venezia. Non ci rendiamo conto però di ciò che il territorio in cui abitiamo, che attraversiamo e frequentiamo quotidianamente, sia per lavoro che per le nostre attività di routine, potrebbe offrirci. L’Italia è una penisola che da nord a sud, da est a ovest presenta chicche culturali meravigliose, appartenenti a quella categoria di “arte minore”, che spesso e volentieri non vengono prese molto in considerazione dai consueti percorsi turistici. Tuttavia, esse raccontano la storia di una popolazione che ha abitato per molti anni quel determinato territorio; una popolazione che narra attraverso i suoi simboli culturali, usi , costumi e tradizioni.
Quindi, sarebbe da chiedersi: quanto conosciamo il territorio in cui abitiamo? Con
l’appuntamento di oggi, cercherò di fornirvi una mia risposta a questa domanda, ma sarebbe
altrettanto curioso conoscere il vostro parere in merito. Da tanti anni ormai abito a San Matteo della Decima, un piccolo paese in provincia di Bologna, ma ciò nonostante, non frequentandola spesso, non ero molto a conoscenza delle sue tradizioni, feste di paese e tanto meno avevo mai avuto modo di visitare anche solo esternamente il suo Chiesolino. Così, in occasione della Celebrazione dei due secoli dell’Oratorio della Beata Vergine, ho avuto modo di visitare questa piccola gemma del territorio decimino. Ma prima di continuare vorrei fare una piccola premessa: nell’articolo di oggi non troverete una descrizione del Chiesolino di San Matteo della Decima, poiché di esso è già stato raccontato in modo assai accurato da altri colleghi che hanno competenze in merito; io ne fornirò solo una breve introduzione storica per il lettore. La
mia sarà piuttosto una riflessione su come l’arte può possedere anche valide e importanti
testimonianze tangibili nell’architettura cosiddetta “minore”. La storia dell’Oratorio della Beata Vergine, il quale è situato sulla via principale di Decima, inizia nel settembre del 1818, quando, da parte dell’Amministrazione Parrocchiale fu proposta la volontà e l’iniziativa di realizzare un segno tangibile esterno, un luogo che potesse accogliere e dare ausilio
ai fedeli. Questo luogo avrebbe dovuto anche ospitare una formella in terracotta con l’immagine
della Madonna col Bambino, opera significativa per la comunità. E fu così che un anno dopo la
richiesta, a seguito dell’autorizzazione dell’Arcivescovo, iniziarono i lavori di costruzione. Il
progetto dell’Oratorio di ispirazione neoclassica fu presentato dall’architetto Antonio Ungarelli e fu completato nel 1820; una volta che lo scultore Pitti dipinse l’immagine della Madonna, il complesso architettonico fu inaugurato. Lo scopo dell’architetto fu quello soprattutto di voler ricreare un certo tipo di contrasto con l’ambiente rurale attorno; ecco la spiegazione dell’utilizzo dello stile neoclassico, maniera poco affermata nel territorio bolognese e non solo. Ricordo, infatti, che nei pressi di San Matteo della
Decima ci siano altri esempi di piccole dimore religiose fortemente volute dai devoti, con
l’obiettivo di fornire luoghi dignitosi alle immagini sacre. A tal proposito ne cito alcune: l’Oratorio
di Santa Margherita a San Giovanni in Persiceto oppure l’Oratorio della Santa Croce presso località Crocetta; ancora, l’Oratorio della Madonna del Carmelo vicino all’Ariosto a Cento. Questi luoghi però a differenza del Chiesolino di Decima, presentano una semplicità dal punto di vista stilistico. Invece, l’Oratorio della Beata Vergine, seppur appartenente alle medesime volontà religiose di conservazione e di accoglienza, si contraddistingue per questo stile unico nel suo genere. Al di là del fascino che emette questo tipo di architettura in una realtà così umile e rurale come quella decimina, ciò che maggiormente mi è rimasto impresso è l’attenzione e l’orgoglio da parte della Comunità di San Matteo della Decima nella presentazione dell’Oratorio. Il Chiesolino viene sentito nel profondo dell’animo culturale della collettività e per questo nel corso del tempo è stato in primis tutelato e poi valorizzato in tutti i suoi aspetti.
Queste tipologie di iniziative culturali, organizzate dal Comune o dalle comunità religiose, mi
hanno fornito ulteriore conferma dell’importanza che esse possiedono in merito alla divulgazione del patrimonio culturale. Una tipologia di divulgazione che apre le porte ai cittadini per scoprire e ammirare gioielli sconosciuti, ma ricchi di storia e cultura, che allo stesso modo dei grandi monumenti, hanno tanto da raccontare ancora. Eventi culturali che fanno anche riflettere i fedeli e non solo sull’importanza della tutela e protezione che tutti noi abbiamo il dovere e il diritto di avere nei confronti del nostro patrimonio culturale.








