CENTO (FE) 28/05/24 ( COMUNICATO STAMPA) GRANDE FERMENTO PER GLI APPASIONATI DEL BEL CANTO E DELLE NOVITA’, QUAL’ E’ LA TOSCA MESSA IN SCENA DA GIORGIO ZECCHI E DALLA FONDAZIONE TEATRO BORGATTI E’ UN OPERA ITINERANTE CHE CONSENTIRA’ AD OGNI SPETTATORE DI GODERE DI LUOGHI SUGGESTIVI DI CENTO – L’APPUNTAMENTO, QUINDI, E PER LE ORE 20,00!
Tutto pronto ormai per l’attesa rappresentazione di “TOSCA-Opera lirica itinerante nei luoghi centesi” che avrà luogo a Cento, –giovedì 30 maggio p.v. alle ore 20- nelcentesimo anniversario dalla morte di Giacomo Puccini, musicista e autore delle opere liriche più importanti tra ‘800 e ‘900.Per celebrare questo momento e nel contempo per rinfrescare il ricordo di alcuni aneddoti che legano storicamente Cento a due illustri figure dell’epoca (Puccini e Borgatti) ecco che, da Fondazione Teatro G.Borgatti in collaborazione con il Comune di Cento, nasce quindi l’idea di TOSCA “itinerante”.
Interpreti:
Orchestra Città di Ferrara, composta di cinquanta elementi,
Coro di voci bianche del Teatro Comunale di Bologna
Coro lirico sinfonico di Parma e dell’Emilia Romagna COLSPER
Tosca – Rosanna Lo Greco
Cavaradossi –Vincent Romero
Il barone Scarpia – Alberto Bianchi Lanzoni
Costumi Franz Moser
Scene Alessandro Ramin
Light designer Luca Leprotti
Maestro del coro Andrea Bianchi
Note di regia Giorgio Zecchi
“Quando mi è stato chiesto di occuparmi della Regia di questo capolavoro, pur essendo per me la prima volta, ho immediatamente intuito la forza che avrei potuto mettere in campo con la mia esperienza da appassionato di teatro e del belcanto.
Mi sono messo al lavoro da subito. In questi ultimi mesi ho visto, studiato e approfondito tantissime rappresentazioni e versioni, privilegiando alla fine una mia personale visione, romantica, elegante, nel pieno rispetto dell’epoca in cui la vicenda è ambientata.Ogni dettaglio della messa in scena è stato pensato per coinvolgere da subito lo spettatore e per far nascere un’emozione immediata.
Il primo atto avrà luogo nella Basilica di S.Biagio: un messaggio forte sarà trasmesso durante l’ascolto del TE DEUM che metterà in forte risalto il contrasto tra la solennità e imponenza del momento e l’arroganza di Scarpia.
Nel secondo atto, davanti al Monumento dei caduti, controscene evocative provenienti da luoghi diversi abbracceranno la scena principale dove lo spettatore si troverà come per incanto, al centro stesso della scena.
Il terzo ed ultimo atto si svolgerà nel piazzale laterale della Rocca dove si consumerà il dramma finale intriso da un ‘atmosfera silenziosa che darà spazio alla cattiveria di Scarpia, che serpeggia ancora nell’aria nonostante la sua morte.
Una scenografia essenziale e una Rocca color cobalto saranno lo sfondo di una gigantesca ala, simbolo di tutta la tragedia.
Un bellissimo sogno che si sta concretizzando e di cui vado fiero e grato.Grazie a tutte le persone che hanno risposto con entusiasmo.”






