CENTO (FE) 05/07/26 ( COMUNICATO STAMPA) DOPO, L’ANNUNCIO DI INVESTIMENTI ” FARAONICI” NELL’OSPEDALE DI CENTO LA CAPOGRUPPO DI FRATELLI D’ITALIA DI CENTO FRANCESCA CALDARONE, AVENDO GIA’ VISSUTO QUESTI MOMENTI, DEFINISCE COSI’ QUANTO ANNUNCIATO DAL SINDACO DI CENTO ACCORSI E DA PRESIDENTE E.R. DE PASCALE: “LE SALE OPERATORIE SI INAUGURANO, MA I DIRITTI DEI CITTADINI VANNO DIFESI “
Un ospedale non muore in un giorno. Muore un servizio alla volta. E ogni servizio perso è un diritto in meno per i cittadini.
È quello che è successo all’ospedale di Cento. Prima il punto nascita e il Pronto Soccorso pediatrico, poi la chirurgia generale, i posti letto della rianimazione e infine le visite specialistiche. Servizi che non erano un lusso, ma diritti essenziali per migliaia di famiglie.

Oggi, a dieci mesi dalle elezioni, ecco puntualmente tornare la politica delle passerelle. Il sindaco Edoardo Accorsi accoglie il presidente della Regione Michele de Pascale per annunciare un investimento di circa 3 milioni di euro in nuove sale operatorie. Un annuncio che potrebbe sembrare una buona notizia, se non fosse che arriva dopo anni in cui il nostro ospedale è stato progressivamente depotenziato.
La domanda che tanti cittadini si pongono è semplice: perché proprio adesso?
Perché spendere milioni di euro in nuove sale operatorie senza avere il coraggio di presentare un piano concreto per restituire ai cittadini il punto nascita e il Pronto Soccorso pediatrico? Perché parlare di nuovi investimenti quando prima bisognerebbe spiegare come si intende recuperare ciò che il territorio ha perso?
Come Capogruppo di Fratelli d’Italia ho più volte chiesto al sindaco conto delle promesse fatte ai cittadini durante la campagna elettorale. La sua risposta è stata che non erano promesse, ma impegni che, a volte, non si riescono a mantenere.
Una risposta che lascia l’amaro in bocca.
Perché amministrare una città significa assumersi la responsabilità delle proprie parole e difendere il proprio territorio anche quando è difficile, anche quando bisogna pretendere risposte da chi governa la Regione.
I cittadini di Cento hanno visto chiudere servizi fondamentali senza vedere la stessa determinazione nel difenderli. Hanno visto un ospedale perdere, anno dopo anno, pezzi importanti della propria identità. E oggi si ritrovano davanti all’ennesimo annuncio, proprio mentre si avvicinano le elezioni.
I centesi, però, hanno memoria.
Ricordano le promesse.
Ricordano ciò che è stato perso.
E sanno distinguere tra chi arriva con nuovi annunci e chi, in questi anni, ha continuato a chiedere con forza che l’ospedale tornasse ad essere un vero presidio sanitario al servizio del territorio.
La salute non può diventare uno strumento per raccogliere consenso.
La salute è una madre costretta a partorire lontano da casa.
È un genitore che, nel cuore della notte, deve percorrere decine di chilometri perché il proprio figlio non può più essere curato a Cento.
È un anziano che ha diritto a ricevere cure vicino alla propria famiglia.
Questo è ciò che conta davvero.
L’ospedale di Cento ha bisogno di essere difeso con coraggio, ogni giorno, senza piegarsi alle logiche della propaganda.
Perché i cittadini non chiedono miracoli.
Chiedono rispetto.
E il rispetto si dimostra con i fatti, non con le promesse a dieci mesi dalle elezioni







