CENTO (FE) 18/06/25 ( COMUNICATO STAMPA) DOPO LA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITE DELL’OSPEDALE DI CENTO, PARTORIRE NELLA CITTA’ DEL GUERCINO IN ALCUNI CASI E’ DIVENUTO COMPLICATO … LEGGIAMO LA NOTA DI MARCO GALLERANI DEL COMITATO “CITTADINI IN SOCCORSO DEL PRONTO SOCCORSO DI CENTO” CHE PORTA A CONOSCENZA DUE NASCITE AVVENUTE AL LIMITE…
“A Cento si nasce in teleassistenza e nel Pronto Soccorso – inizia con una battuta al fulmicotone al nota di Gallerani –
A Cento, fine maggio scorso, è nato un bimbo in casa grazie al papà che si è dovuto improvvisare ostetrico
in teleassistenza col Punto Nascite di Bentivoglio, perché evidentemente non c’erano i tempi per
raggiungerlo e poter partorire con l’ausilio dei sanitari.

MESSAGGIO PROMOZIONALE; CDI VEDIAMO MARTEDI’ 17 GIUGNO DALLE 8,00 ALLE 13,00 AL MERCATO CONTADINO DI CENTO
Sempre a Cento, due giorni fa, una donna, in stato avanzato di gravidanza, si è presentata al Pronto
Soccorso, evidentemente in condizioni tali da non permetterne il trasferimento a Cona e in quelle stanze ha
dovuto partorire, assistita dal personale sanitario del Pronto Soccorso stesso, aiutato da ostetriche rimaste
al SS. Annunziata. Se fosse stato di sera e di notte, quest’ultime, non ci sarebbero state.
I due eventi, per terminare lietamente, hanno avuto quindi bisogno di un papà eroe e di operatori sanitari
del Pronto Soccorso con una professionalità che è andata oltre le proprie competenze. Tutto ciò è
insostenibile, in un Paese civile.
Due fatti, due realtà avvenute a Cento grazie alla scellerata politica regionale, appoggiata
dall’Amministrazione comunale centese, di chiudere il Punto Nascite del SS. Annunziata.
I fatti, quindi, provano il grave errore della chiusura del reparto nascite, dovute a scelte politiche che non
tengono conto delle esigenze reali del territorio centese, ai vertici quella di avere una struttura di
prossimità adeguata al parto. Esiste una realtà vera, quella sopra raccontata, ed esiste una realtà virtuale
dei politici che ci amministrano, in tutti gli ambiti, più preoccupati a difendere sé stessi, la propria carriera e
parte politica, invece di prodigarsi per garantire e rafforzare strutture ospedaliere periferiche e non solo
quelle grandi dei capoluoghi di provincia.
Costringere a partorire in casa teleassistiti o al Pronto Soccorso o per strada, sono il modo migliore per
“salvaguardare la sicurezza e la salute delle donne partorienti e del nascituro”, come ha dichiarato il
Sindaco Accorsi per giustificare la chiusura del Punto Nascite centese che non raggiungeva i 500 parti annui,
ma che ha sempre comunque assicurato una sicurezza estrema?
“Mi fa impressione che si possa anche solo pensare che debba essere qualcuno – caso strano un uomo – a
decidere dove una donna deve partorire”, scriveva lo stesso Accorsi in risposta alle nostre documentazioni
che certificavano la presenza di oltre 1000 nascite sul nostro territorio. Queste due donne, Sindaco Accorsi,
hanno potuto scegliere dove partorire? Chissà se arriverà risposta alla sua domanda !







