CENTO (FE) 03/06/25 ( COMUNICATO STAMPA) DOPO IL NOSTRO BREVE ANNUNCIO FRANCESCA CALDARONE NELLA VESTE DI PRESIDENTE PROV. DIPARTIMENTO TUTELA VITTIME DI FDI, INVITA PER LUNEDI’ 7 LUGLIO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEDICATO AD UNA VITTIME DELL’ODIO POLITICO IL GIOVANISSIMO SERGIO RAMELLI…RACCOGLIAMO L’INVITO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO LA NOTA DELLA PRESIDENTE CALDARONE !
Il Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia organizza per lunedì 7 luglio alle ore 18:30 presso l’Hotel Astra di Ferrara (Viale Cavour 55) la presentazione del libro “Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura”, dedicato a un ragazzo brutalmente assassinato a soli 18 anni per aver avuto il coraggio di esprimere le proprie idee.

MESSAGGIO PROMOZIONALE: CI VEDIAMO MARTEDI’ 08 LUGLIO AL MERCATO CONTADINO DI CENTO DALLE ORE 8,00 ALLE ORE 13,00 – – PIAZZA DEL GUERCINO
Sergio Ramelli, giovane studente milanese, nel 1975 fu aggredito a colpi di chiave inglese sotto casa da un gruppo di militanti di estrema sinistra, dopo che a scuola aveva scritto un semplice tema contro le Brigate Rosse e la violenza politica. Rimase in agonia per settimane, prima di morire, vittima di un odio ideologico cieco e spietato che trasformava i dissidenti in nemici da eliminare.
A cinquant’anni da quei fatti, la sua memoria è ancora negata: proprio in questi giorni, il Partito Democratico di Cento lo ha descritto come appartenente a un movimento fascista estremista e come una figura non meritevole di un’intitolazione, negandogli così la dignità del ricordo pubblico. Una posizione grave, che offende la memoria di un ragazzo giovanissimo, la cui unica colpa fu quella di dire no alla violenza e al terrorismo.
L’evento, cui parteciperanno ospiti di rilievo come Paola Frassinetti (Sottosegretario all’Istruzione e al Merito), il Sen. Alberto Balboni (Presidente della Commissione Affari Costituzionali), il Vicesindaco di Ferrara Alessandro Balboni, l’autore Guido Giraudo e il coautore Andrea Arbizzoni, vuole restituire verità e giustizia alla figura di Ramelli, ricordando il suo sacrificio come monito contro ogni forma di intolleranza politica e violenza ideologica.
Ascoltare una storia che fa ancora paura, perché dimostra quanto sia scomodo, ancora oggi, difendere la libertà di parola e di pensiero.
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