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Premessa – Con questo articolo si vogliono mettere in evidenza delle problematiche e non criticare qualcuno in particolare. In questo articolo vengono riportati fatti reali e facilmente verificabili guidando per le vie di Cento. L’intento è quello di porre l’attenzione su una parte del sistema viario portante del centese che sta creando sempre più problemi di caos e traffico.
Da via I Maggio fino a via Bologna – Supponiamo di aver appena attraversato il ponte vecchio, arrivando da Pieve di Cento, e di voler svoltare a destra al semaforo, prendendo via Alessandro Volta (quella su cui si affaccia l’ingresso dei due grattacieli). Proseguendo su via Volta giriamo a sinistra, andando su via I Maggio.
Percorriamo tutta via I Maggio fino ad arrivare ai primi rallentamenti all’incrocio davanti al viale del cimitero. In questo caso, il problema principale non sono le macchine che si vogliono immettere su via I Maggio venendo da via Malpighi o da Corso Guercino, ma il primo semaforo che si incontra perché i tempi fanno sì che la fila, a certi orari, diventi di una certa lunghezza.
Superato questo primo incrocio, e passato Flemming alla nostra sinistra, la via cambia nome: da I Maggio a IV Novembre. Arrivati al semaforo (all’incrocio con via Risorgimento), proseguiamo dritti fino alla nuova rotonda dove si immette, oltre a via IV Novembre, anche via Ferrarese. Questa rotonda ha risolto molti problemi, data la pericolosità del precedente incrocio, ma ora il problema sono gli automobilisti: le corsie di immissione non hanno linee di mezzeria che le dividono in due per far sì che chi intende uscire subito si metta a destra mentre chi deve percorrere gran parte della rotonda stia a sinistra, ma qualcuno si è inventato che esistono, e in molti lo hanno imitato, creando alcune situazioni pericolose.
Fatta la rotonda proseguiamo su via IV Novembre, la seconda uscita dopo via Ferrarese, e qua, con a destra lo stabilimento Fava, troviamo un grosso problema. Il semaforo del grattacielo, all’incrocio con via Giovannina e via Matteotti, crea fila fino all’incrocio con via del Macello, dove si trova l’hotel Europa. In questo modo, chi viene da via del Macello non si potrà immettere su via IV Novembre fino allo smaltimento della fila.
Riusciti ad oltrepassare il semaforo proseguiamo dritti verso il Famila e la Coop. Questa via si chiama XXV Aprile e proprio davanti al Famila troviamo un semaforo. Qui comincia via Bologna, e questo semaforo rallenta di un altro po’.
Proseguiamo lungo via Bologna fino a superare la stazione dei Carabinieri e il White Palace e troviamo una curva, dove pure potremmo trovarci davanti una fila causata da un pessimo incrocio: quello con via del Curato. Supponiamo di riuscire subito a superare questo incrocio e avanzare verso il ponte nuovo: potremmo venire subito fermati da un altro semaforo, all’incrocio con via Santa Liberata. Passato questo ennesimo semaforo saremo finalmente giunti al ponte nuovo, salvo rallentamenti.
Dalle 17 in poi – Se vi siete mai trovati a quest’ora su questo tratto stradale, vi sarete resi conto dell’entità delle code. Il fatto è che vi sono troppi semafori o incroci in uno spazio troppo ristretto, e le code non possono più essere addebitabili all’uscita degli operai dalle rispettive fabbriche (all’incirca alle 16.30).
Il terremoto – Probabilmente tutto ciò è stato accentuato dal terremoto, che ha causato la chiusura di molte vie del centro. Quel che è certo è che una città in crescita non può pensare di conservare un sistema viario così datato. La zona pedonale dovrebbe espandersi in tutte le vie del centro, dalla Rocca fino all’inizio di Corso Guercino, arrivando fino alla fine di via Provenzali, per finire dalla parte opposta, dove si trova la Pinacoteca (chi ci abita, ovviamente, dovrà potervi accedere con la macchina).
Per esportare al di fuori del centro il traffico, ovviamente, serviranno soluzioni adeguate, tese a rendere il traffico più fluido ed eventualmente a diminuirlo. Ad esempio, si potrebbe fornire la città di fermate per navette, per fornire agli operai e gli studenti un’alternativa all’auto per recarsi sul posto di lavoro o a scuola.
di Nicolò Rabboni





