Una mattinata di riflessione a tutto tondo, in un momento storico nel quale la questione si è guadagnata la piena attualità politica, medica, giuridica, filosofica e sociale, sul rapporto fra fine vita e cure palliative, anche alla luce del recente DDL in materia di suicidio assistito.
È questo il senso del workshop, promosso da Fondazione ANT e ospitato negli spazi della sua sede bolognese di via Jacopo di Paolo 36, in calendario per il prossimo lunedì 27 aprile dalle ore 10, la cui organizzazione mira ad analizzare da molteplici angolazioni il rapporto fra la possibilità di porre volontariamente termine alla propria esistenza e quei percorsi di presa in carico e cura, dei quali ANT è stata pioniera, tesi a rendere più dignitosa la fase finale della vita di ogni persona malata.
Dopo i saluti istituzionali della presidente di Fondazione ANT, Raffaella Pannuti, al panel dal titolo ‘Fine vita in Italia: il DDL sul suicidio assistito, il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale e l’urgenza di cure palliative di qualità’ prenderanno parte tre fra senatori e senatrici della Repubblica quali Marco Lombardo di Azione, Marco Lisei di Fratelli d’Italia e Sandra Zampa del Partito Democratico, cui sarà demandata l’analisi del clima politico attuale sulla materia.
Poi, spazio alla tavola rotonda dal titolo ‘Autodeterminazione, tutela della vita e coinvolgimento della rete assistenziale: un equilibrio possibile?’, condotta dal direttore scientifico di ANT e professore Unibo Guido Biasco e animata dai competenti interventi di Stefano Canestrari, ordinario di Diritto Penale dell’Alma Mater, del professore straordinario di Oncologia Medica dell’Alma Mater Marco Maltoni, di Tania Piccione, presidente della Federazione Cure Palliative.
“È un onore per me che la casa di ANT si possa trasformare nel teatro di uno scambio di alto livello su un tema delicato e di grande attualità come il rapporto fra fine vita e cure palliative, anche considerato che su queste ultime, con i nostri programmi di assistenza domiciliare, siamo stati pionieri e restiamo oggi un punto di riferimento di rilievo nazionale. E mi fa grande piacere che, accanto agli esperti del versante scientifico e accademico di queste tematiche, siano presenti ben tre fra senatori e senatrici della Repubblica, perché è proprio alla politica che associazioni come la nostra continuano a guardare con fiducia per chiarire le condizioni giuridiche e materiali nelle quali potremo continuare a svolgere il nostro lavoro e implementarne l’efficacia. Tenendo sempre presente che ANT non sposa la visione di alcun partito se non di quello dei Sofferenti di tumore e delle loro Famiglie”. Ha spiegato la presidente di Fondazione ANT, Raffaella Pannuti.
“ANT svolge da tempo uno straordinario servizio che si occupa di quanto di più importante l’essere umano disponga: la vita. Da ciò che fa abbiamo tratto molte utili indicazioni per rendere chiara alla popolazione la necessità di mettere in campo cure palliative di qualità, che quella vita possano salvaguardarla con dignità. Purtroppo, anche in fatto di accesso a servizi di questo genere in Italia conosciamo grandi disuguaglianze e alla politica, ora, spetta il compito di ascoltare chi su questi temi è stato pioniere e impegnarsi per tentare di migliorare la situazione”. Ha dichiarato Sandra Zampa, senatrice del Partito Democratico.
“Una legge nazionale sul fine-vita è un dovere giuridico, morale e politico di questo Parlamento e va adottata, entro la fine della legislatura, nel solco delle condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale. Nel testo di legge è importante che sia previsto il rafforzamento delle cure palliative affinché ogni persona possa essere accompagnata nella fase finale della propria finale della propria vita con dignità. Invito tutti a partecipare a questa importante iniziativa di dialogo e ascolto”. È la posizione di Marco Lombardo, senatore di Azione.
“Il Parlamento una legge sul fine vita non l’ha mai fatta. Non si è mai riusciti a trovare un punto di equilibrio, né da destra né da sinistra. Per questo è intervenuta la Corte Costituzionale. Le diverse sensibilità sul fine vita, anche all’interno del medesimo partito, si basano su etica ed esperienze squisitamente personali. Certo, chi governa ha la responsabilità di tradurre in norma le proposte, mediando fra voci discordanti. Ma ciò che conta rimarcare ora, al netto delle difficoltà, è che un lavoro serio sul tema è stato fatto e non va buttato via. E sono certo che non avverrà. Le cure palliative, d’altro canto, sono una precondizione per una legge del fine vita e non possiamo non ringraziare e supportare ANT e gli enti del terzo settore che da soli garantiscono buona parte della copertura attuale. Proprio per questo il Governo Meloni, per la prima volta, ha creato un fondo specifico con implementazione delle coperture di 10 milioni annui, ma le Regioni devono fare la loro parte ed implementare le risorse destinate alle cure”. Questo il punto di vista del senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei.
La giornata godrà dei patrocini di Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Università degli Studi di Bologna, AUSL Bologna, Ordine dei Medici di Bologna Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bologna, Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna, SICP e FCP.
Profilo Fondazione ANT ‘Franco Pannuti’ ETS
Nata nel 1978 per opera dell’oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Italia ONLUS – la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato oltre 170.000 persone in 12 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria e Sardegna). Ogni anno oltre 9.000 persone vengono assistite nelle loro case da équipe multi-disciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia. Sono complessivamente 471 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l’operato dello staff sanitario. Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell’ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2008 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d’intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Dall’avvio nel 2004 sono stati visitati gratuitamente 315.000 pazienti in 91 province italiane. Le campagne di prevenzione si attuano negli ambulatori ANT presenti in diverse regioni, in strutture sanitarie utilizzate a titolo non oneroso e a bordo dei due Ambulatori Mobili – BUS della Prevenzione. I mezzi, dotati di strumentazione diagnostica, consentono di realizzare visite su tutto il territorio nazionale. ANT opera in Italia attraverso 111 delegazioni e 63 “da Cuore a Cuore – Charity Point” (luoghi rivolti alla raccolta fondi, ma anche allo sviluppo di idee, progetti e relazioni), dove la presenza di volontari è molto attiva. Alle delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all’assistenza domiciliare, oltre alle attività di sensibilizzazione. Prendendo come riferimento il 2024, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati (42%) al contributo del 5×1000 (11%) a lasciti e donazioni (22%). Il 15% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. Uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività di ANT, ha evidenziato che per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro. La valutazione è stata eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI). L’indagine è stata ripetuta tra il 2020 e il 2021 basandosi sulla Teoria del cambiamento. La ricerca, realizzata sempre da Human Foundation, rileva come a ogni euro investito negli ODO-ANT corrispondano circa 5 euro di beneficio (stime effettuate su valori medi, per un periodo di assistenza di 4 mesi). Fondazione ANT opera in nome dell’Eubiosia (dal greco, vita in dignità).
