CENTO (FE) 19/07/26 ( COMUNICATO STAMPA) – CRISTIANO DI MARTINO LASCIA LA LEGA DI BOLOGNA! LA DURA CRITICA DI MATTIA POLAZZI ( LEGA) “DI MARTINO ? Di Martino? CHI LASCIA OGGI SIMOSTRA DI NON AVER MAI CREDUTO DAVVERO DELLA LEGA. BASTA CON I FINTI LEGHISTI “
“Il passaggio di Cristiano Di Martino a Fratelli d’Italia non mi sorprende affatto. È semplicemente l’epilogo di una stagione politica che, a mio giudizio, ha arrecato enormi danni alla Lega bolognese.”
Lo dichiara Mattia Polazzi, Capogruppo della Lega nel Consiglio Metropolitano di Bologna.
“Negli anni della sua guida, la Lega a Bologna città ha progressivamente perso forza, consenso e radicamento. Successivamente, le stesse dinamiche divisive hanno rischiato di estendersi anche al resto del territorio provinciale. Oggi arriva un cambio di partito che appare coerente con un percorso sempre più orientato alle prospettive personali che alla costruzione del movimento.” analizza Polazzi “Il problema, però, non è soltanto Di Martino. Il problema è che negli ultimi anni abbiamo consentito l’ingresso nella Lega di troppi finti leghisti: persone che hanno visto nel partito un’opportunità personale e non una comunità politica. Quando arrivano tempi difficili o intravedono maggiori opportunità altrove, cambiano simbolo con estrema facilità. È una lezione che non possiamo più permetterci di ignorare.”
Secondo Polazzi, questa vicenda deve rappresentare un momento di profonda riflessione per tutto il movimento. “La Lega deve ritrovare sé stessa. Dobbiamo tornare alla Lega delle origini: la Lega dei territori, degli amministratori locali, dei militanti, delle sezioni e della presenza quotidiana tra i cittadini. Dobbiamo tornare a parlare dei grandi temi che hanno fatto nascere il movimento: gabbie salariali per valorizzare il lavoro nei territori, una riflessione sul recupero del potere d’acquisto dei lavoratori, rilancio dei piani PEEP per favorire l’accesso alla casa, federalismo, autonomia e difesa delle comunità locali.””La credibilità di un partito si misura dalla coerenza delle persone che lo rappresentano. Chi considera un simbolo come un semplice mezzo per fare carriera, prima o poi lo abbandona. Chi, invece, crede davvero nella Lega resta anche nei momenti più difficili.” Chiosa Polazzi “Meglio cento militanti autentici che mille opportunisti. Se questa vicenda servirà a riportare la Lega alle sue radici, allora avrà almeno prodotto un effetto positivo. È tempo di ricostruire un movimento fondato sull’identità, sul merito e sul radicamento nei territori, non sulle ambizioni personali.”






