CENTO (FE) 24/10/26 ( COMUNICATO STAMPA) CASE POPOLARI, GHELFI RIAD (PATTO PER IL NORD EMILIA): «NO ALLA SCELTA DELLA REGIONE, LA RESIDENZIALITÀ STORICA VA TUTELATA»

Il segretario regionale: «Chi ha costruito la propria vita in una comunità merita attenzione. La Regione non può ignorare il radicamento territoriale e lasciare i Comuni soli davanti a una questione così delicata».
Patto per il Nord Emilia esprime la propria contrarietà alla decisione dell’Assemblea legislativa regionale di modificare i criteri relativi alla residenzialità storica nell’assegnazione delle case popolari. Riteniamo che il legame costruito nel tempo con una comunità sia un elemento importante, che non può essere accantonato senza considerare le conseguenze per i cittadini e per le amministrazioni locali.

Le case popolari sono una risorsa pubblica limitata, destinata a rispondere a situazioni di reale necessità. Proprio per questo crediamo che le regole debbano essere trasparenti ed eque, tenendo conto anche della permanenza sul territorio di chi vi vive da anni, vi lavora, contribuisce alla vita economica e sociale e ha costruito qui le proprie relazioni familiari e comunitarie.
«Non condividiamo la scelta della Regione di eliminare la residenzialità storica dal quadro dei criteri regionali. Per noi il radicamento territoriale ha un valore concreto: significa appartenenza, partecipazione e un rapporto duraturo con la comunità. Chi attende da anni una casa deve poter contare su istituzioni che ascoltino le sue esigenze e sappiano riconoscere questo legame, nel rispetto della legge», dichiara Ghelfi Riad, segretario regionale di Patto per il Nord Emilia.
La Regione ha motivato la revisione con la necessità di adeguarsi agli orientamenti della magistratura e al principio di parità di trattamento. Resta tuttavia aperta una questione politica e amministrativa fondamentale: quali strumenti concreti possono utilizzare i Comuni per rispondere alle esigenze delle proprie comunità? Non è sufficiente modificare le regole senza garantire indicazioni chiare alle amministrazioni chiamate ad applicarle.
In questo quadro, la posizione espressa dal sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, richiama l’attenzione sul ruolo degli enti locali e sulla necessità di non sottovalutare il rapporto tra residenza, comunità e politiche abitative. È un tema che merita un confronto serio nelle sedi istituzionali, senza pregiudizi e con attenzione alle conseguenze concrete delle decisioni regionali.
Patto per il Nord Emilia chiede alla Regione di chiarire quali margini restino effettivamente ai Comuni per valorizzare, nel rispetto delle norme vigenti, il legame con il territorio e di accompagnare la revisione con indicazioni operative precise. Allo stesso tempo, è indispensabile aumentare la disponibilità di alloggi pubblici, recuperare gli appartamenti inutilizzati, garantire manutenzioni adeguate e rendere trasparenti i tempi di attesa e i criteri di assegnazione.
«Difendere la residenzialità storica significa sostenere il principio che le comunità locali debbano essere ascoltate e che le istituzioni debbano assumersi le proprie responsabilità. Chiediamo regole chiare, strumenti legittimi per i Comuni e un impegno concreto per ampliare l’offerta abitativa. Le famiglie hanno bisogno di risposte, non di ulteriore incertezza», conclude Riad.
Patto per il Nord Emilia continuerà a sostenere la tutela del radicamento territoriale nelle politiche abitative, promuovendo trasparenza amministrativa, responsabilità locale e interventi concreti per rispondere ai bisogni dei cittadini.
Ghelfi Riad
Segretario regionale
Patto per il Nord Emilia






