CENTO (FE) 16/04/22 ( NOTA STAMPA) CASO EON REALITY, FACCI (LEGA): “DA PESSIMA GESTIONE REGIONE UNO SPRECO DI SOLDI PUBBLICI DA 7 MILIONI”!
“Una gestione superficiale della cosa pubblica che rischia di trasformarsi prima in una beffa, dunque in uno spreco di soldi pubblici superiore ai 7 milioni di euro. Questo l’epilogo della vicenda che vede come protagonisti EON Reality Inc e la Regione Emilia-Romagna.
“Tanto potrebbe costare ai contribuenti emiliano-romagnoli la “leggerezza” con la quale la Regione, al termine di una bando, ha erogato una cifra pari a 6.321.430,45 euro a favore di un contraente diverso (una società controllata italiana a responsabilità limitata) con capacità finanziarie di gran lunga minori) rispetto a quello iniziale, rappresentato dalla multinazionale EON Reality Inc”. La denuncia del potenziale danno erariale arriva dal consigliere regionale Michele Facci, che sulla vicenda ha depositato un’interpellanza.
Andiamo per ordine.
“Il colosso Usa, multinazionale nel comparto dei software di realtà virtuale e realtà aumentata con sede a Irvine, in California aveva partecipato al bando emesso dalla Regione Emilia-Romagna (legge regionale 18 luglio 2014, n. 14) che puntava “ad accrescere l’attrazione e la competitività del sistema economico dell’Emilia-Romagna promuovendo il rafforzamento, l’innovazione, la specializzazione intelligente e l’internazionalizzazione delle imprese e delle filiere produttive”.
A tale bando, che si era chiuso il 30 settembre 2017, aveva appunto partecipato anche EON Reality Inc con con un progetto di investimento per la realizzazione a Bologna di un centro di ricerca nell’ambito della realtà virtuale e della realtà aumentata, del valore complessivo di Euro 24.350.003,74, con una richiesta di contributo regionale di Euro 6.321.430,45” spiega.
Il bando regionale disponeva espressamente che “per dimostrare l’effettiva capacità del soggetto proponente di sostenere l’investimento previsto, sarebbero state richieste informazioni e/o documenti specifici, tanto che EON Reality inc. aveva fornito esplicita garanzia della copertura finanziaria del programma di investimento, come richiesto dal bando indicando come garante la persona del legale rappresentante Mats Johansson.
“Sino a questo punto tutto regolare. I problemi – puntualizza Facci – iniziano quando, con delibera di Giunta (n° 2194 del 28.12.2017), la Regione approva il progetto di investimento presentato nonché lo schema di accordo regionale di investimento e sviluppo da siglare tra la Eon Reality Italia srl, società appositamente costituita in Italia per la realizzazione dell’investimento (con sede legale in Bologna, via Antonio Canova 13, capitale sociale Euro 10.000,00 Partita IVA 03659571206 e Codice Fiscale n. 03659571206), e la Regione Emilia-Romagna. Dunque la Regione, con quella delibera, si è impegnata formalmente con una Società a responsabilità limitata di diritto italiano dotata di un capitale sociale ben inferiore rispetto alle capacità finanziarie della società madre EON Reality Inc”.
A due anni di distanza iniziano i problemi veri: EON Reality Inc. il cui investimento a Bologna doveva creare 160 nuovi posti di lavoro, veniva sottoposta a procedimento giudiziale dal Tribunale del commercio francese di Laval (dove era sorto un centro per la ricerca analogo a quello bolognese) per irregolarità rispetto al progetto ivi presentato. La notizia arriva a Bologna e insospettisce un consigliere regionale (Andrea Bertani, 5Stelle ndr) che presenta un documento ispettivo nel quale chiedere di far luce sulla vicenda Eon Reality.
“A quel punto, a quasi due anni dal fallimento dell’insediamento francese, la Regione Emilia-Romagna (con determinazione 7255 del 23 aprile 2021), a seguito di verifiche circa il rispetto degli impegni assunti dalla Eon Reality Italia srl, adotta un provvedimento di risoluzione dell’accordo regionale di insediamento e contestuale revoca del contributo concesso, con la pedissequa attivazione della procedura finalizzata al recupero della somma complessiva (maggiorata di interessi e sanzioni) di euro 7.051.402,50” puntualizza il leghista.
Tuttavia la Regione Emilia-Romagna indirizza la richiesta di restituzione della suddetta somma alla Eon Reality Italia srl, e non nei confronti della “casa madre” californiana Eon Reality Inc., che nella domanda originaria aveva espressamente garantito la copertura finanziaria del progetto (prot. 15.12.2017 n° 0768507).
A quanto risulta, ad oggi, la società Eon Reality Italia srl non ha provveduto ad alcun ristoro nei confronti della Regione Emilia-Romagna, ed in data 31 gennaio u.s. (DGR n° 1031) la Giunta Regionale ha avviato le pratiche giudiziali presso il Tribunale di Bologna per la dichiarazione di fallimento.
Per questo motivo – spiega Facci – ho depositato un’interpellanza nella quale chiedo “per quale motivo l’azione di recupero del contributo concesso sia stata effettuata nei confronti della Eon Reality Italia srl, e non anche nei confronti della Eon Reality Inc, società di diritto californiano”; “per quale motivo la Giunta, con la delibera n° 2194 del 28.12.2017, abbia permesso di trasferire la garanzia di copertura finanziaria dell’investimento dalla società presentatrice della domanda (la Eon Reality Incorporation) alla nuova srl, il cui capitale sociale (dichiarato in 18 milioni di euro) era rappresentato prevalentemente da software, e quindi da beni di fatto immateriali, con ciò esponendo ad un evidente rischio finanziario (poi puntualmente avveratosi) la Regione Emilia-Romagna”; “quali fossero “i necessari strumenti a tutela del nostro ente” dichiarati come esistenti dalla Giunta a luglio 2019, dopo la dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Laval”; “se non ritiene che nel predetto comportamento quantomeno negligente sia ravvisabile un potenziale danno erariale, e quali eventuali conseguenti provvedimenti intenda assumere”; “se non ritiene che l’erogazione di risorse pubbliche di rilevante importo, quali quelle in questione debba prevedere forme di garanzia adeguate, puntuali e trasparenti, al fine di evitare al massimo il rischio di perdite in caso di inadempimento rispetto ai programmi oggetto di finanziamento.”
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