Banca Centro Emilia: In Assemblea il 14 Maggio 15 per confermare solidità e utile!

 

DATI PRINCIPALI DI BILANCIO BANCA CENTRO EMILIA

  • Impieghi totali: 423 milioni di eur (+4,44 rispetto al 2013)
  • Nuovi impieghi concessi nel 2014: 56 milioni di euro
  • Copertura dei crediti Non Performing: sofferenze 63,11% – incagli 46,90%
  • Raccolta totale: 761 milioni di eur (+3,90% rispetto al 2013)
  • Patrimonio di vigilanza: 50 milioni di eur
  • Tier 1: 15,39%
  • Soci totali: 7012
  • Utile (al netto delle imposte): 2,835 milioni di eur
  • Remunerazione quote sociali: 1,20%
Stefano Govoni Direttore generale della Banca
Giovanni Govoni Direttore Generale della Banca

Corporeno – Banca Centro Emilia incontra i propri soci il prossimo 14 maggio alle ore 17 presso la Sala Polivalente di Casumaro per l’Assemblea Ordinaria di approvazione del bilancio d’esercizio 2014. Presenterà un utile netto di 2,835 milioni di euro in crescita del 37% rispetto al risultato d’esercizio dell’anno 2013; “Un risultato di cui siamo fieri e che proporremo all’approvazione dei nostri oltre 7000 soci” dichiara il Direttore Generale Giovanni Govoni che guida la squadra dal 2010. Il dato sull’utile è ancor più lusinghiero se accompagnato da quello del Tier 1 e cioè l’indicatore della solidità patrimoniale che indica un progressivo e costante rafforzamento: dal 12,39% del 2012 al 13,90% del 2013, fino a raggiungere nel 2014 il 15,39%. Questo valore, vero indicatore della solidità di una banca assieme ai livelli di copertura del credito deteriorato, è per Banca Centro Emilia il più alto fra tutte le banche del territorio. “La crisi non c’entra più perché il mondo di prima non ritornerà; sono cambiati tutti i paradigmi ed è la nostra capacità e velocità nell’affrontare il cambiamento il vero fattore competitivo di successo”

Giueseppe Accorsi Presidente della Banca e artefice del suo rilancio dopo gli anni difficili del post commissariamneto
Giuseppe Accorsi Presidente della Banca e artefice del suo rilancio dopo gli anni difficili del post commissariamento!

commenta Giovanni Govoni. La Banca infatti, nonostante il perdurare della crisi economica, migliora i già confortanti risultati dell’anno precedente traendo sempre più forza dalla sua missione di unica e vera banca locale, come solo sanno essere i crediti cooperativi: banche a proprietà diffusa, che raccolgono sul territorio e reinvestono su quello stesso territorio che le sottopone ad un forte controllo sociale. Guardando infatti i numeri, ancora una volta la banca nel 2014 ha concesso 56 milioni di € di nuovi impieghi (quasi il doppio dell’anno precedente) sostenendo con determinazione le imprese e le famiglie produttrici e consumatrici del territorio con un incremento, al netto dell’ammortamento dei mutui, del 4,44% sul 2013 a fronte di un sistema bancario che li ha nuovamente ridotti (- 0,52%). E questo, sempre senza far venir meno l’azione già avviata fin dal 2012 a favore delle famiglie e delle imprese colpite dal sisma e non solo, continuando a sospendere e rinegoziare le posizioni di mutuo ipotecario o chirografario a clienti che non riuscivano più ad onorare gli impegni ed ha aderito a tutti i protocolli nazionali e regionali (Mude e Sfinge) a sostegno della ricostruzione svolgendo una vera e propria funzione di servizio. Tali comportamenti virtuosi si sono riflessi nel grado di fiducia accordato dai soci e clienti della banca che è ulteriormente rafforzato in tutti gli indicatori a testimonianza della validità del modello oramai diffusamente percepita. Il numero dei clienti è salito del 4,95% e la raccolta complessiva (diretta + indiretta) cresce del 3,90% raggiungendo i 761 Mil. di €. Non si arresta la crescita della base sociale che mostra ritmi sostenuti da ormai 5 anni, sono infatti 386 (+5,85% sul 2013) i nuovi soci del 2014 che portano la base sociale a 7.012, dai 4.532 del 2009. Coloro che sono stati ammessi da almeno 90 giorni dalla data dell’assemblea del 14 Maggio avranno diritto di voto a prescindere dal numero di quote posseduto secondo il principio statutario “una testa un voto”. Non si è purtroppo fermata nel territorio di competenza della banca la inarrestabile crescita del credito deteriorato iniziata nel 2012 a seguito degli effetti del terremoto che si sono sommati all’acuirsi della crisi economica, che vede dal 2013 la Provincia di Ferrara in particolare per le sofferenze bancarie tra le peggiori di tutto il Nord Italia. La Banca non poteva certamente restarne esente e il suo credito deteriorato netto è salito dal 4,40% al 6,25% ma con livelli complessivi che sono circa la metà della media del credito cooperativo regionale. Nonostante questo, perseguendo la politica estremamente prudenziale degli anni precedenti la Banca ha accresciuto gli accantonamenti a conto economico, a fronte di questo credito deteriorato, elevandone ulteriormente il grado di copertura, che per le sofferenze raggiunge un rassicurante 63,11%. Guardando alla composizione del conto economico 2014, anche in questo anno hanno continuano a dispiegarsi gli effetti delle scelte adottate tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, quando la nostra Banca, come tutto il sistema bancario, ha attinto ai finanziamenti concessi dalla BCE ove aveva portato solo i titoli di proprietà della Banca stessa, non avendo mai fatto cartolarizzazioni. Questa attività sulla Finanza si è affiancata all’attività caratteristica di intermediazione creditizia tipica del credito cooperativo, che per statuto non può adottare condotte speculative, e tra interessi attivi e utili da negoziazione ha contribuito alla formazione del risultato economico. Il margine di interesse, con il sensibile incremento degli impieghi creditizi, sale dell’1,89% e il margine di intermediazione (totale dei ricavi) cresce ancora del 8,5% a quasi 25 Mil. di € permettendo quindi di fronteggiare adeguatamente gli accantonamenti sul credito deteriorato saliti da 8,3 Mil. a quasi 9 Mil di €. I costi operativi a seguito del venire meno degli aiuti della Federazione Regionale post terremoto salgono del 5 % e, successivamente all’aver pagato 1,360 Mil. di € di imposte (tra Ires, Irap e IVA), la Banca ha chiuso il bilancio con un utile netto di 2,835 Mil. di €. L’utile, che per una BCC è un mezzo e non un fine (serve per accrescere la possibilità di fare impieghi), viene per il 70% destinato statutariamente a patrimonio e rafforzerà il tier one dell’Istituto, oltre a 132 mila € che verranno distribuiti sotto forma di dividendi ai soci, come segno di attenzione e riconoscenza verso chi ha sempre sostenuto e difeso la banca, contribuendo al suo sviluppo. Per i soci inoltre, perseguendo la propria mission, la banca ha ideato un nuovo programma denominato Valore socio che prevede un nuovo conto di deposito a condizioni estremamente vantaggiose e una polizza sanitaria con uno sconto che può arrivare al 18% con il fine di premiare la raccolta retail del territorio e di contemperare le crescenti mancanze del Sistema Sanitario Nazionale concedendo la libertà di decidere a quale struttura privata rivolgersi per prendersi cura della propria salute e di quella dei propri cari. Attendiamo quindi numerosi i soci il 14 Maggio per l’approvazione del Bilancio e per illustrare il nuovo programma che abbiamo previsto per loro.

 

 

 

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